Onorevole Di Pietro è disponibile a farci vedere gli estratti conto bancari dei finanziamenti pubblici dell’ IDV?

Una intera trasmissione, circa due ore, tutte dedicate solo a Tonino, a quest’eroe sfortunato con i congiuntivi ma anche con i rogiti immobiliari, tanto che qualcuno ha ironizzato sul nome della trasmissione, Servizio Pubblico, a fronte del servizio privato di cui Di Pietro sarà sicuramente stato soddisfatto.
Un’intera trasmissione in cui i grandi fustigatori Santoro e Travaglio, sempre pronti a denunciare i giornalisti a loro dire in ginocchio davanti a potenti intervistati, in sostanza hanno indirizzato la trasmissione verso la tesi che sì Di Pietro ha un po’ pasticciato, soprattutto all’inizio della carriera, tra partito, beni immobili e finanziamenti, ma era inesperto e poi non si fidava di chi aveva intorno. Eppoi, diciamo la verità anche il servizio della Gabbanelli, in fondo, era un po’ pasticciato.
Solo Mentana, nei pochi momenti in cui è intervenuto, si è svincolato da questa melassa, ma per tutta la trasmissione, non c’è stata nemmeno una domanda veramente in grado di mettere in difficoltà Di Pietro.
Nessuno che abbia chiesto niente sul figlio Cristiano, il trota dell’ Idv. Ma Renzo Bossi, una volta che sono state scoperte le sue marachelle, è stato fatto dimettere da consigliere regionale. Il trota dell’Idv invece le sue marachelle le ha commesse quando era ancora consigliere provinciale, telefonando ad un dirigente del Ministero dei lavori pubblici, di cui suo padre era ministro, per segnalare i nomi dei professionisti da nominare per incarichi e collaudi. Adesso è consigliere regionale, con relativo compenso e, probabilmente vitalizio.
Ma, trote a parte, una domanda a Di Pietro vogliamo farla noi. Ormai è chiaro a tutti che per molti anni il finanziamento pubblico dell’Idv non è stato gestito e controllato dal partito ma da un movimento politico, curiosamente omonimo, a stretto controllo del medesimo Di Pietro, di sua moglie e della fedele amica Silvana Mura. Si parla di decine di milioni di euro, forse 60. Tutto regolare, ovviamente, tutto ai sensi di statuto.
La domanda è questa: Onorevole Di Pietro è disponibile a farci vedere i relativi estratti conto bancari ? Ne converrà che questo è l’unico modo per vedere inconfutabilmente la destinazione dei denari, come i casi Lusi e Fiorito insegnano. Ci ha sottoposto a un diluvio di certificati catastali, di spiegazioni su rogiti di acquisto, di vendita, di riacquisto, di mutuo, atti di affitto, di comodato, ma lei lo sa bene, alla fine quello che conta sono “i piccioli”.
Tutti qui si fidano di lei, di sua moglie e della fedele Silvana Mura. Ma come lei insegna carta canta. E allora, per trasparenza, per rispetto dei suoi elettori, ma anche e soprattutto del suo onore, che va preservato, le tiri fuori queste carte, le faccia cantare.

Egregio Signor Tommaso Crudeli-bellissimo quel nome che ricorda le ingiustizie degli ingiusti di allora-fine 1700-antesignani dei dipietro attuali-. Ho visto la trasmissione di Santoro e devo dire che niente di nuovo c’è sotto il sole. In effetti il Michele qualche bordatina la ha tirata.Di Travaglio è inutile dire che la sua lettura alla fine si dimostrò quello che lui è,bugiarda.Non tenne conto di quanto aveva appena dichiarato quel Geometra abruzzese da lui stesso evocato,a proposito delle 56 “particelle”,comprendenti anche e non solo terreni,garagi,masserie,ecc. chidendogliene conto. Ciò succede agli “incolti” che non sanno argomentare se non leggendo e non avendo nemmeno l’accortezza di correggere palesi contraddizioni come in questo caso. Il punto,per tornare a bomba è che Giovedì scorso era la prima apparizione di DiPietro dopo Report;è quello che è avvenuto nelle trasmissioni a seguire frequentate dal nostro che non ha ancora capito che lo stanno “disossando” osso per osso che alla fine conta. Basta avere sentito Mario Sechi,ieri alla trasmissione con Giletti e la non risposta di DiPietroalla sua domanda- se non riteneva di dovere querelare Report ecc.- che crede che tutti oramai siano convinti che sia stato un poco briccone ma in fondo è un bravo ragazzo.Tesi che sembrò passare durante Servizio Pubblico ma che invece fu fargli ammettere(non mi sono piaciuto a Report,potessi rifare le cose due volte,questo maledetto modo molisano di parlare e chicche varie) come anche lui fosse incorso in errori,che fatti da altri a suo tempo non lo fecero riflettere nemmeno per un attimo e dei quali si servì per distruggere carriere e vite. Il dramma di DiPietro è tutto qui,credere che quello che è giusto per lui sia giusto per tutti e viceversa.Se anche legalmente possono esserci giustificazioni,come va strombazzando a i quattro venti,la questione è deontologica,di dignità e valoriale. E’ ovvio che questa sia la mia lettura ed opinione, come tale opinabile. Cordiali saluti.
Marco Tofani