L’uscita “Dada” di Luigi Di Maio sul Pinochet Venezuelano ha provocato negli italiani (5Stelle compresi, immagino) un misto di stupore e, diciamolo, di sconforto. Sicuramente negli italiani della mia generazione, cioè quelli nati negli anni 50/60. Cosa si chiede a un politico? Innanzitutto una discreta dose di coraggio e personalità, non vi è dubbio. Poi la capacità di capire la nostra società, perché chi non capisce il mondo che lo circonda non può rappresentare nemmeno il proprio condominio. Al politico si chiede statura morale. Onestà. Non è necessario che aspiri al Nobel, ma si chiede che almeno abbia buone letture e una discreta formazione, quella che chi ama gli anglicismi definisce un adeguato “background”. I politici della Prima Repubblica non erano certo delle mammolette e moltissimi di loro erano totalmente inadeguati. Ce n’erano alcuni che avevano la personalità di un bradipo attaccato all’ultimo ramo di un albero della giungla; altri ignoranti come capre (Andreotti raccontò in un suo libro che un deputato fu svegliato nella sua cuccetta di un treno-letto, da un addetto in Francia e, credendo di parlare in Francese, chiese “chi buss?”). C’erano i ladri e gli onesti, come in ogni epoca. Non rimpiango la Prima Repubblica. Tuttavia alcuni leader, alcuni tra quelli che aspiravano al Governo del Paese, erano di statura elevata. Li trovavamo in tutti i partiti, in varie epoche, da De Gasperi a Togliatti, da La Malfa a Zanone, da Berlinguer a Moro. Gente dotata di carisma, di cultura, di capacità fuori dal comune. Gli italiani potevano rammaricarsi di non vedere Berlinguer al potere ma Moro non suscitava certo apprensione, certamente disappunto, se si era Comunisti. C’erano persino politici di estrema destra come Almirante, magari detestati dai più ma che, se non altro, citavano Dante e non potevi permetterti di prenderli per i fondelli; dovevi criticarli sul piano politico, persino con durezza. “Almirante boia!” Urlavamo nelle piazze noi ragazzi del ’77, ma mai “Almirante ignorante” (che avrebbe anche giovato allo slogan grazie alla rima). Oggi abbiamo Di Maio! e non solo, naturalmente. Abbiamo anche una politica di sinistra che alla domanda “preferisci Berlinguer o Fanfani?” Risponde “Fanfani perché era di Arezzo come me”. Non oso immaginare cosa avrebbe detto se fosse nata a Predappio. Un’altra, anch’essa di sinistra, disse alla sua prima elezione “porto con me in Parlamento tutta la mia inesperienza!” (il frastuono delle ossa di Nilde Iotti risuonò in tutta Roma). Non credo che Di Maio sia una cattiva persona. Penso che in fondo sia “nu brave guaglione”. Ma davvero, alle prossime elezioni, lo manderemo a palazzo Chigi?
Pier Franco Schiavone

se posso muoverle una critica dott. Schiavone: Lei non ha citato due persone, una delle quali mi sta particolarmente a cuore e si chiamava Bettino Craxi. Era solo un ladro per caso?
Forse non ha letto i giornali se pensiamo che Salvador Allende Presidente del Cile (lo dico perche qualcuno non si sbagli sic!) è stato commemorato proprio l’11 settembre scorso, data del suo assassinio.