Mentre qualcuno nega ancora che nei camion c’erano le bare con le vittime di Sars Cov 2.
Silvio Garattini, farmacologo di fama nazionale, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, con i suoi splendidi 92 anni ci rincuora “Piano vaccini? È una macchina ferma al semaforo”. “Su AstraZeneca comunicazione pessima da Governo ed enti, non si può prendere una decisione come questa e chiudersi nel silenzio”.
I soliti numeri ci martellano quotidianamente. Deceduti per COVID, oggi sono 431, ieri 502 prima di aver ricevuto il vaccino. Domani chi sa. Qui il nesso di causalità è dimostrato. Non esiste, dato che le vittime si riferiscono ai non vaccinati.
Non siamo gli stessi del primo lockdown. Siamo stanchi, affaticati nel non far nulla, depressi e logorati. Non canta più nessuno. Mentre Borrelli sentenziava il numero delle vittime causate dal covid si levavano cori di speranza dai balconi. All’unisono, trovando conforto in quel calore che, ancora per quanto non si sapeva, non sarebbe potuto essere fisico.
Non è andato tutto bene, anzi. Per non farci digerire un novello lockdown si sono inventati i colori. Ci viene chiesto nuovamente lo sforzo di rinunciare alle nostre libertà per un bene più grande, l’urlo di resistenza del primo lockdown , “andrà tutto bene” si trasforma in un flemmatico “ce la faremo”? E, per riprendersi dalla tristezza e dalla solitudine, fioriscono gli aperitivi su zoom,o si rischia forse un maggior contagio all’interno delle case dove, come al tempo dei carbonari, qualcuno ha il coraggio di ritirarsi insieme a un manipolo di amici ristretti, fidati e affidabili. Con mascherina, si auspica. Ma chissà.
Intanto si cominciano a ravvisare scompensi psicologici, alterazioni nel carattere, aggressività anche in persone un tempo paciose. Il dott. Mencacci, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e Past President della Società Italiana di Psichiatria ci mette in guardia “Sono cambiati i nostri modelli di vita, le nostre relazioni umane, le interazioni con le istituzioni. C’è stato un lento e progressivo logoramento e una lacerazione”.
Ma non avevamo bisogno di scomodare cotanta eccellenza. Basta vivere.
Siamo partiti pieni di speranza in una breve corsa che nel tempo, nei mesi, si è trasformata in una maratona di lungo corso.
Qualcuno sostiene che c’è una solidarietà mai vista se non, forse, in tempo di guerra, ma quello che si vede, la realtà, è una totale mancanza di collettivismo interdipendente, in una comunità che vorrebbe uscire dalla solitudine, ormai non solo fisica ma soprattutto mentale, ma non ce la fa.
A peggiorare la situazione e la tenuta psicologica è stato l’affaire AstraZeneca. Una comunicazione incerta e caotica ha portato a una diffidenza senza pari. Emozione e ragione che tutti cerchiamo di salvaguardare, si alternano. Ma il sistema nervoso è esaurito. Infine, ora tutti i vip si vogliono vaccinare, a vista, con AZ. Già fatto Figliuolo e Curcio. Domani, quando sarà il suo turno il Premier.
E si assiste a dibattiti infiniti, gli uni contro gli altri armati in una aggressività senza pari. Fra singoli individui o fra/con le istituzioni. Purtroppo anche la voglia di rispettare le norme si sta perdendo mentre qualcuno è alla ricerca di un modo per trasgredirle, senza riuscire a ricordare che il loro rispetto potrebbe aiutare, quantomeno, a uscire dal dramma. Ma insofferenza nei confronti delle regole e dei divieti, voglia di contrastare e negare le disposizioni, la fanno da padrone.
Febbraio 2020. Si aggrava la situazione in Cina. Il cdx chiede la quarantena per chi viene dall’estero. Conte risponde che ” così si alimentano inutili allarmismi. La possibilità di diffusione del virus in Italia è pressoché remota”.
il 16 marzo 2020 a Seattle è stato sperimentato il primo vaccino per covid.
Il nuovo ospedale con 500 terapie intensive attende i respiratori. Che mancano insieme a mascherine e ventilatori nonché abbigliamento del personale sanitario. Oggi abbiamo tutto, macchine, terapie domiciliari e vaccini, DPI di ogni tipo, ma siamo ancora nel gorgo infame. Reso ancor più caotico dalle varianti.
Ma questo accadeva l’anno scorso. Poi l’estate con abbassamento assurdo e irresponsabile della guardia. E poi i banchi a rotelle per la riapertura delle scuole, per altro mai usati. E la faccia di bronzo del ministro Azolina se iddio vuole scomparsa nel nulla. Ma, ohibò, quando riaprono le scuole come ci vanno a scuola i ragazzi, ma in monopattino, perdindirindina. E così abbiamo rincorso per mesi una soluzione dicendo quel che non si era fatto. Ma quello che non si era fatto non è stato fatto neppure dopo.
Ma finalmente arrivano i vaccini. Finalmente. Ma sono stati sperimentati troppo poco. Eh no, sono in ritardo. Io non lo voglio fare. Io lo voglio fare prima di te. E le categorie, e gli amici degli amici che prendono il posto degli over 90.
Con le istituzioni Incapaci di qualsiasi organizzazione e di un pragmatismo elementare, come liste di attesa di riservisti.
Ma alla fine ci arrivano, e le regioni, rigorosamente in autonomia, si preparano all’evento. I vaccini residui saranno somministrati su chiamata diretta delle Asl in base a “liste di riserva” con criteri di appartenenza a fasce o categorie indicate dal piano vaccinale, a persone già inserite nelle piattaforme regionali.
Le previste fiorite location, spariscono nel nulla e sorgono gli Hub. Uno dei più gettonati quello di Firenze, al Mandela forum. Infatti il Sindaco un giorno si e l’altro pure si presenta in TV per parlarci del suddetto e della situazione della città. Vuota di avventori e turisti. E non trova di meglio che prendersela con chi affitta appartamenti a breve termine. Ma a chi? Senza pensare che per qualcuno, forse la maggior parte dei cittadini possessori di un appartamenino servono per campare e per arrotondare la pensione, e non per fare le scarpe agli alberghi. Per altro in grande sofferenza come i ristoranti senza ristori.
Finalmente arriva il deus ex machina. Dall’Europa che ci fa fessi, noi italiani. Che siamo in fondo in fondo, ingenui e troppo buoni.
“Mi auguro che le delusioni di domani non siano pari agli entusiasmi di oggi”.
Presenta il suo piano per la ripresa, naturalmente mettendo subito in contrapposizione i vari colori, politici, anche se fanno parte del governo, di larghi contrasti e conflitti.
Draghi in pochi aggettivi rassicurante corretto gentile quasi tenero, per niente narcisista
Contenuti buoni, promesse da verificare.
Ma, tornando alla giornata del ricordo, speriamo che lo diventi presto e che questo dramma sia davvero una memoria lontana. Mentre qualcuno nega ancora che nei camion c’erano le bare con le vittime di Sars Cov 2.
Carla Ceretelli

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