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Il deretano della storia

Costantino Mortati sosteneva che per la democrazia è più importante l’opposizione che non la maggioranza. Non solo perché una buona opposizione sferza la maggioranza e ne impedisce gli errori ma anche perché rappresenta il futuro cioè la possibilità di un ricambio. Per queste ragioni si sostiene che nell’analisi di un situazione politica occorre partire dall’opposizione.

di Giacomo Properzj | 28 Febbraio 2017

Costantino Mortati sosteneva che per la democrazia è più importante l’opposizione che non la maggioranza. Non solo perché una buona opposizione sferza la maggioranza e ne impedisce gli errori ma anche perché rappresenta il futuro cioè la possibilità di un ricambio. Per queste ragioni si sostiene che nell’analisi di un situazione politica occorre partire dall’opposizione.

In Italia tutto ciò è molto difficile perché non è chiaro chi sia l’opposizione se non classificando con qualche grossolanità come opposizione quelli che stanno contro il Governo. Ce ne sarebbero due: i seguaci del comico Grillo e la destra più o meno moderata.

Non ho simpatia per i seguaci di Grillo anzi ne ho un certo disprezzo al punto che li considero il deretano della storia perché anche la Storia ha bisogno organismo di deiezione.

Fatta questa premessa però devo dire che la loro organizzazione, assolutamente non democratica, è la più efficace e moderna di tutti gli altri partiti o movimenti che si aggirano sui banchi del nostro parlamento o nelle piazze: essi hanno un capo carismatico, Grillo, un organizzazione telematica relativamente poco costosa rispetto a un apparato di funzionari, la Casaleggio Associati.

Dopo di che, iscritti e non iscritti, si presentano sulla rete dove scrivono tutto quello che vogliono, volta a volta, stimolati o controllati dalla Casaleggio. Votano rispondendo a domande che gli vengono poste da organi direttivi alla cui elezione ha pensato Grillo con pochissimo spreco di tempo. Questa organizzazione leggera ha però la possibilità di spostare fuori dai bar la massa di idioti con diritto di voto che la seguono e credono di partecipare alla vita politica del Paese. In realtà partecipano perché a fronte delle sedi semi chiuse del PD e pressoché inesistenti degli altri partiti c’è una vitalità del tutto formale che rende questo tipo di militante pronto alla lotta verbale contro tutti e da loro quella che gli allenatori di calcio chiamano una fortissima autostima. E’ un sistema geniale che per primo in Italia utilizza la rivoluzione del web in termini politici ed elettorali e non si può dire che non abbia avuto successo.

A poco a poco anche gli altri partiti dovranno fare così a scapito, naturalmente, di un sistema realmente democratico e di una discussione seria e formativa ma questi sono ormai rottami da buttar via.

Quanto alla destra, propriamente detta, si tratta di un coacervo tra formazioni con programmi diversi che avevano per capo un imprenditore italiano sorridente e ignorante ma che per anni è stato un punto di riferimento dei ceti borghesi e moderati. Ora la destra si è divisa tra gruppi eversivi, anti europei (Salvini, Meloni e sovranisti vari) e un partitone organizzativamente poco identificabile, moderato, che segue ancora il Cavalier Berlusconi che sembra stanco e stordito dagli attacchi giudiziari.

Da quanto brevemente riassunto qui sopra si capisce che se dovessimo seguire le indicazioni del buon Costantino Mortati non sapremmo né cosa dire né cosa fare perché l’opposizione è ancor peggio della maggioranza (noi qui per comodità l’abbiamo identificata nel PD) e non da alcun affidamento del futuro salvo pericolose sovversioni dapprima contro la moneta europea e poi, di conseguenza, contro la stessa Europa: cioè navigare soli, pieni di debiti con una burocrazia incapace ma ben pagata, povertà crescente e prestigio declinante. D’altronde la situazione democratica si è deteriorata ovunque nel mondo e non ci sono da farsi troppe illusioni.

Dunque ci attende come Europa il destino della ex Jugoslavia o dell’Ucraina? No, non è possibile. Abbiamo una classe dirigente che ci salverà: Grillo, Salvini, Bersani, Travaglio. Per dirne solo alcuni ed è meglio, nell’interesse di tutti, non continuare nella lista.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, berlusconi, bersani, classe dirigente, democrazia, disprezzo, europa, futuro, governo, italia, massa, meloni, mondo, opposizione, parlamento, pd

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gin

    28 Febbraio 2017 alle 16:58

    non ho capito l’imprenditore ignorante (anche se è l’unico che ha sempre lavorato!) !

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      2 Marzo 2017 alle 11:21

      Ignorante di cultura politica. Certamente sorridente e gran lavoratore.

      Rispondi
  2. Claudio Fogazza

    28 Febbraio 2017 alle 16:10

    una buona democrazia ha bisogno del bilanciamento dei poteri
    con funzioni non sovrapponibili
    il Parlamento deve indirizzare il Governo e valutarne i comportamenti ‘ legiferando in merito
    attualmente il Governo sceglie ministri, segretari e sottosegretari dal Parlamento
    e indirizza l’operato di Deputati e Senatori – questa è dittatura non democrazia
    meglio una Camera eletta in collegi uninominali (un deputato per circoscrizione elettorale)
    e un intero Esecutivo (ministri, segretari e sottosegretari) eletti un un collegio unico nazionale
    https://www.facebook.com/notes/claudio-fogazza/progetto-per-un-nuovo-senato-esecutivo/10150118077164157

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      2 Marzo 2017 alle 11:23

      Un bel casino.

      Rispondi

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