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Democrazia elezioni e rete

La sinistra chiuda i vecchi Partiti logori ed impresentabili e costruisca un nuovo soggetto politico socialdemocratico in modo da riportare al voto la metà del popolo elettorale che oggi si astiene.

di Angelo Sollazzo | 6 Agosto 2018

Resta difficile meravigliarsi del continuo bombardamento di notizie che provengono dal Movimento 5Stelle, che disquisiscono sui fondamentali della democrazia e   della rappresentanza popolare.

Il guru fondatore del Movimento, comico di professione, Beppe Grillo, ha avuto da  argomentare sulla crisi della democrazia rappresentativa affermando che la stessa va sostituita con macro-referendum attraverso la Rete e che il Parlamento ha da tempo esaurito le sue funzioni.

Se tali affermazioni fossero state  fatte dieci anni fa, ci sarebbe stata una mobilitazione massiccia delle forze politiche, del sindacato e della società civile per protestare contro una simile bestemmia.

Se ciò fosse avvenuto 30 o 40 anni fa avrebbe provocato dei moti di piazza con manifestazioni violente e probabilmente con morti e feriti.

Oggi se ne parla a malapena, sembra più un argomento da circolo culturale che un attacco vero e proprio alla Costituzione ed al popolo sovrano.

Ma andiamo in ordine. Dice il comico che anche il suo movimento pur prendendo il 30 per cento dei consensi, in effetti rappresenta solo il 15% per cento degli italiani in quanto si è recato al voto solo la metà degli elettori.

Sull’effettivo peso della loro rappresentanza non vi è dubbio che hanno ragione. Anche il noto guascone Matteo Renzi, quando ebbe un successo notevole alle elezioni europee, con il suo 41%, in effetti rappresentava la metà dei voti racimolati.

Ma la lezione non servì a nulla visto che il venditore di pentole fiorentino ha continuato a inanellare una serie di errori marchiani , facendoli passare per grandi riforme, ed in tal modo provocando la distruzione del suo Partito e della sinistra italiana. Se abbiamo purtroppo al Governo dei dilettanti allo sbaraglio, guidati proprio da un comico, risulta chiaro che tali risultati sono il frutto di una legislatura condotta nel peggiore dei modi, con un Governo che è stato in grado di scontentare proprio tutti. Ciò non significa giustificare o assolvere Berlusconi. In quel caso si trattava di pura politica-spettacolo, con interventi  spesso inutili e certamente  non  in grado di assolvere al ruolo di un Governo liberale.

Quindi Berlusconi prima e Renzi dopo hanno partorito il Movimento 5Stelle con  personaggi del calibro di Di Maio, Di Battista e Toninelli. Per non parlare degli altri illustri loro colleghi.

Siamo proprio alla frutta!!! Si propone, in altri termini, che per gestire la cosa pubblica, per fare il bene comune, sarebbe bastevole utilizzare la Rete Internet ed interrogare attraverso essa tutti i cittadini sulle questioni che si presentano volta per volta. Insomma niente più riunioni interminabili , niente leggi da approvare, niente bilanci, niente provvedimenti attuativi, pensa a tutto la Rete. Ci sarebbe da sghignazzare dalle risate se ciò non fosse vero. Di Parlamento superato, di democrazia inutile, di rappresentanza popolare non adeguata, non ne ha parlato il solito deputato peone che si ritrova in Parlamento  per caso, ma sono le tesi politiche del capo carismatico del Movimento Beppe Grillo e del grande manovratore ed ispiratore della tecno-politica Casaleggio.

I fondamentali della civiltà, della libertà, della democrazia e della Costituzione sono tutti da buttare nel secchio dell’immondizia. Una piccola dimenticanza: i milioni di italiani che non ne voglio sapere di utilizzare internet, dal contadino che abita in cima alla montagna calabrese dell’Aspromonte, al falegname veneto che lavora in qualche piccolo borgo, all’intellettuale che intende continuare a scrivere con la sua olivetti 22, questi come li consideriamo?. Razza inferiore, menomati mentali, nemici dell’umanità od altro, visto che ad essi non verrebbe consentito di dire la propria sulle questioni di interesse generale. Elezioni nulla, ma referendum con il computer, magari gestiti dalla piattaforma Rousseau. E’ vero che  con l’alleato Salvini una mezza idea di selezionare gli esseri umani per razza o colore sta cominciando ad affacciarsi.

Ma perdinci la sinistra dov’è? Le lotte  dei lavoratori, sotto la neve e  la piaggia, con il gelo e con il freddo, camminando a piedi o sui treni sgangherati, gli scontri di piazza per far valere i propri principi ed i valori dell’uguaglianza, tutto archiviato e dimenticato? Dovremmo morire in un Paese guidato da un comico arruffone?

Proprio no. La sinistra chiuda i vecchi Partiti logori ed impresentabili e costruisca un nuovo soggetto politico socialdemocratico in modo da riportare al voto la metà del popolo elettorale che oggi si astiene e possa tornare a credere su valori ed ideali che hanno fatto grande l’Italia.

 

Angelo Sollazzo

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, beppe grillo, berlusconi, costituzione, crisi, democrazia, elezioni, governo, legislatura, matteo renzi, movimento, parlamento, personaggi, provvedimenti, referendum, renzi, riforme, scontri, sinistra italiana

Info Angelo Sollazzo

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marco Bonavia

    7 Agosto 2018 alle 08:58

    Caro Angelo, leggo con piacere il Suo richiamo alle armi che impone il triste momento della sinistra italiana. Per chi ancora non si vuole convincere, Renzi (di cui non aggiungo facili aggettivi) è stata una infelice parentesi, young boy in un partito che, sotto diverse sembianze, ha in passato espresso menti lucide e feconde. Invece che sbeffeggiare gli attuali governanti, sport diffuso anche su queste colonne, vale riflettere sui seguenti punti: 1. perché il PD ha consegnato ad un qualunque giovanotto fiorentino il proprio destino? 2. Perché uomini e donne in attività politica ed eletti nel PD, hanno abbandonato la linea dettata da Bersani (ricordiamoci che in Parlamento sedevano eletti del governo Bersani) per offrirsi umilmente al semisconosciuto Matteo? 3. Nessuno che si sia indignato quando Renzi ha offeso dirigenti del partito sotto la voce “da rottamare”…
    Se a tutto questo, aggiungiamo la latitanza progressiva della destra italiana, il malcontento dei cittadini e via di questo passo, perché indignarsi se gli italiani hanno votato come sappiamo? E soprattutto continuare a definire Beppe Grillo “un comico” è un errore colossale che dispiace leggere… anche perché : “Continuare a parlare di Beppe Grillo come fosse solo un comico che ha avuto la fortuna di incrociare un passaggio storico, però, non è solo scemenza.” – afferma Gian Antonio Stella – “E’ un errore grave, in politica.” AA.VV. CICLONE GRILLO Ed. Corriere della Sera – 2013.
    Cordialmente

    Rispondi

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