Molti delusi per la composizione del comitato dei fondatori del Partito Democratico. Non è bastato portare da trenta a quarantacinque il numero dei componenti per accontentare tutti. I “malpancisti” si trovano prevalentemente all’interno della componente DS, almeno secondo le prime, immediate reazioni. Conclusa con un pareggio la questione della presenza femminile (“non quante ne avremmo volute, comunque nemmeno poche”) è sorto un problema “under 40”, sollevato da Ivan Scalfarotto (sfortunato competitor alle primarie che incoronarono Prodi) e Adinolfi. L’accusa di non aver tenuto conto di questa fascia di età è stata immediatamente rilanciata dal segretario dei giovani dello SDI Francesco Mosca, per il quale “il comitato promotore del Partito
Democratico nasce vecchio”. Molto più articolata e insidiosa, invece, la posizione della “Velina Rossa”, l’agenzia parlamentare che si vuole sia vicina a D’Alema. Velina Rossa, infatti, entra nel merito delle scelte, cioè della qualità di chi è entrato a farne parte.
“Siamo proprio sicuri – si chiede- che gli ingressi nel comitato di De
Cecco e dello Slow Food di Petrini rappresentino davvero
l’apertura alla societa’ civile. E’ stato interpellato anche
Vissani o e’ stato escluso per sospette simpatie dalemiane?” Insomma, “questo presepe non ci piace” afferma Velina Rossa, anche perchè
“non intravediamo ancora nessun rappresentante di quella classe
dirigente che e’ stata sempre all’avanguardia della sinistra
democratica”.
Per quanto riguarda la componente della Margherita, invece, i dissensi sembrano al momento più contenuti. L’ostacolo maggiore sarebbe stato Lamberto Dini. Ma con la sua inclusione nel comitato ogni intento bellicoso è rientrato.
Delude molti DS il comitato dei fondatori del PD
A Velina Rossa “il presepe non piace”. E nemmeno a Adinolfi e Scalfarotto. Minori i dissensi nella Margherita.

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