Nel primo racconto dell’Edda si narra della stirpe degli dei e in particolare di Allfodhr (Padre di tutti) che – secondo l’attuale concezione – domina l’intero cosmo e l’aldilà, in alto e in basso, rifugio eterno rispettivamente dei buoni e dei malvagi. E tuttavia, l’Uomo (Gangleri) si chiede cosa facesse Dio prima che fossero creati il cielo e la terra. La risposta è lapidaria: egli si trovava presso i thursi della brina.
E quindi: l’inizio non è quello che noi oggi crediamo. Il secondo racconto ci dice infatti che in un tempo remoto, in cui nulla c’era esisteva Niflheimr, il mondo del ghiaccio dove sgorga una fonte d’acqua ribollente, Hvergelmir. Ma prima d’ogni cosa vi fu quel mondo, a mezzogiorno, che si chiama Muspell: in quella terra, Muspellsheimr, dimora il fuoco. Dallo scontro tra il fuoco, primigenio, e l’acqua nascono le stirpi dei giganti, uomini e dei. In mezzo a Niflheimr e Muspellsheimr sta il Ginnungagap, ovvero l’“immenso abisso” (ciò che i Greci chiameranno Caos e da cui, come dice Esiodo, è il principio di ogni cosa).
Ma il racconto delle origini per gli Scandinavi non differisce sostanzialmente da quello dei Greci. Infatti: il primo nato è Ymir. Per alcuni figura d’uomo, ma secondo la Voluspa breve piuttosto un gigante da cui è nata la stirpe dei “thursi della brina” e nient’affatto un dio, in quanto Ymir è ora considerato “malvagio con tutta la sua discendenza, che chiamiamo dei giganti della brina”.
E tuttavia, ancora una volta la storia che si narra è contraddetta: il gigante Ymir, nato dalle gocce di veleno della sorgente d’acqua ghiacciata di nome Elivagar, viene allevato dalla vacca Audhhumla (così come Zeus dalla capra Amaltea), che lecca le pietre coperte di brina e dalle quali nasce, così, un uomo il cui nome è Buri. Buri generò un figlio di nome Borr, e da costui si crede sia nata la stirpe degli dei. Infatti, alla ripetuta domanda già formulata a proposito di Ymir, se il narratore ritenga che egli sia un dio, stavolta l’interrogato – direi colui che sarà chiamato “oracolo” – non risponde ma prosegue il racconto dicendo che i figli di Borr, considerato quindi ora un dio, uccisero Ymir; così che la stirpe divina, con i resti smembrati del corpo di Ymir (come accadrà a Dioniso e allo stesso Cristo), procede alla sistemazione di tutti gli elementi nel cosmo (Dio-architetto) e finanche alla creazione della stirpe degli uomini (Dio-fabbro). Nel racconto scandinavo della creazione degli uomini, la stirpe nasce da due alberi che i figli di Borr – tra cui Odino – trovano su una spiaggia. Inizia così il regno di Allfodhr.
Il racconto prosegue allora con la “dimora” o il “sacrario” degli dei, e qui diventa palese come per “dei” debbano intendersi tutti gli elementi che partecipano al sacrificio dell’esistenza (altro elemento, quello del sacrificio, primario ed essenziale, insieme al fuoco, della teologia vedica). La dimora o il sacrario degli dei si trova presso il frassino Yggdrasill. Si tratta dell’albero della vita – e della conoscenza, che è destinata a restare incerta -, dell’asse terrestre, dell’asse dei poli, dell’asse o palo inclinato, del filo a piombo che serve per la misura, della corda che regge la potenza di ogni elemento, e quindi anche la dimora originaria della stirpe di giganti, uomini e dei. Forse. E comunque il racconto di Snorri ci dice che Yggdrasill ha tre radici: la terza sta in cielo- dimora degli Asi. Ma, subito prima, egli ha invece detto che la terza sta sopra Niflheimr. Ma, ormai, sappiamo bene che si tratta di credenze che appartengono a tempi diversi, alcuni remoti altri recenti. E dunque quel che è certo, così sembrerebbe, è che tre radici sostengono l’albero (…): una nella terra degli Asi e l’altra in quella dei giganti della brina (…); ma la terza sta sopra Niflheimr, e quindi anch’essa si trova nel mondo dei giganti della brina, ma a differenza della prima – a questo punto da ritenersi tale -, sita là dove una volta c’era il Ginnungagap. Che abbiamo detto essere il nome dell’abisso originario, incerto e destinato a restare tale per sempre, da cui tutto proviene.
Angelo Giubileo
*un’ipotesi ricostruttiva la cui fonte è l’Edda di Snorri attraverso la pubblicazione dell’Adelphi 1975.

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