Il Fatto: con le richieste dell’accusa sono stati depositati gli atti dell’inchiesta sulla corruzione nella sanità in Abruzzo. Tre rapporti ( dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della Banca d’Italia ) sono stati ignorati dal procuratore della repubblica di Pescara. Tutti favorevoli all’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, rafforzano la tesi che non doveva essere arrestato.
Come è accaduto altre volte, non siamo di fronte ad un problema che rientra nel difficile rapporto tra magistratura e politica. E’ qualcosa di peggio e parlare per categorie significherebbe creare alibi. Il problema, in questo caso è il magistrato inquirente ed è il suo comportamento che dovrebbe essere eventualmente censurato ( ma si tratta di pura affermazione di principio, niente accadrà ). Il procuratore Trifuoggi è colui che, appena eseguito l’arresto, si concedeva senza risparmio alle telecamere ed ai giornalisti per spiegare che Del Turco era “schiacciato da una valanga di prove”. E che si compiaceva di raccogliere in confidenza le lievissime cazzate del presidente della Camera Fini mentre si svolgeva una cerimonia dedicata al ricordo del giudice Borsellino, vittima della mafia. I carabinieri gli avevano chiesto di arrestare Angelici, il ras delle cliniche che per sgamare il carcere si è messo ad accusare mezzo mondo. E il procuratore non ci ha pensato un attimo, invece, ad arrestare Del Turco ed altri politici. Ed i giornali e le telecamere lo hanno fatto approdare all’isola dei famosi.

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