La Provincia di Firenze ha stabilito le condizioni per recuperare gli scarti agricoli e vegetali, escludendoli dallambito dei rifiuti per includerli in quello dei combustibili, puntando in tal modo a far sfruttare vantaggi economici e ambientali. Le novità sono state illustrate Giovedì 5 febbraio in un incontro nella Sala Fallaci dallassessore provinciale allAgricoltura Pietro Roselli. Le nuove regole per utilizzare potature, sottoprodotti e biomasse in genere come fonte energetica sono descritte in un atto approvato dalla Giunta Provinciale, la delibera n. 9 del 13 gennaio 2009. Nellatto sono definite le caratteristiche degli scarti in base alle tipologie di produzioni e sono inseriti anche gli schemi di contratto per conferirli ad impianti termici.
Con la piena applicazione nel territorio provinciale soltanto per le potature agricole si calcola un risparmio annuo di oltre 45mila tonnellate di petrolio equivalente.
Per biomassa si intende la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti
dall agricoltura, dalla selvicoltura e dalle industrie connesse. In particolare si intendono le potature di frutteti, vigneti, oliveti e pioppeti, che possono fornire annualmente una significativa quantità di legno di buona qualità (si stima una produzione media di 3-4 t./a. di legno verde per ettaro di residui di potatura utilizzabili), da utilizzare come combustile per la produzione di energia.
05/02/2009 12:27
(FonteProvincia di Firenze http://met.provincia.fi.it/comunicati/ )
Così di legge dalla sopracitata Fonte, errori di sintassi inclusi.
Si tratta di una ennesima dimostrazione sulla inutilità del servizio amministrativo denominato provincia. In questo specifico viene evidenziato trionfalmente come grande innovazione un po’ di sudore proveniente da lavoro inutile.
Se qualcuno in quei luoghi ( n.d.r.: uffici provinciali ) avesse letto anche con poca attenzione il Testo Unico Ambientale, alias il Decreto Legislativo 3 marzo 2006 n. 152, art.183, parte quarta : “Norme in materia di gestione dei rifiuti …..” avrebbe potuto risparmiarsi lavoro inutile appunto lasciando che ognuno potesse tranquillamente applicare leggi nazionali inequivoche già esistenti ed applicabili. Si sarebbero anche evitati danni e rotture di scatole che insolerti funzionari della provincia hanno inflitto in un recente passato ad alcuni operatori del settore.
Utile il rimando ad un articolo pubblicato lo scorso anno di questi tempi da Repubblica a firma Ilaria Ciuti : “ Rifiuti o combustibile virtuoso ecco il dilemma …“ cui la inutile delibera di oggi, chiarendo tardivamente concetti legislativi consolidati, potrebbe solo avere la funzione di dissipare gli ultimi dubbi ai tardivi, od autoalimentare una sopravvivenza inutile.
Giovanni Magnolfi

Lascia un commento