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Dallo sdoganamento alla condanna

La colpa peggiore di Fini? Il tradimento politico.
Il resto è storia. Il futuro darà risposte.

di Carla Ceretelli | 3 Maggio 2024
Gianfranco Fini durante la chiusura del Congresso di Fiuggi, gennaio 1995

A vederlo alla sbarra come un mafioso per un reato spregevole, viene un gran rimpianto.Non gli  si augura una condanna   per il gioco,  per la tiritera della casa di Montecarlo. Ma  certamente non gli si  può perdonare   il comportramento nei confronti di chi , ormai ben trent’anni fa, gli ha ridato dignità  permettendogli di riprendere  foga  e rientrare  nelll’agone politico.  Quello che poteva essere, è stato. Nonostante  le sue scelte oggi l’Italia è guidata da  una grande forza di centrodestra, nata in modo silente, ma a  tratti  assordante  per la voce appassionata di una giovane donna. Anche lei con i suoi difetti, come ogni essere umano. In primis per la scelta di una compagine di politici poco idonei   e poco competenti.  La sua ex coalizione ha retto alle invidie dei tanti sedicenti delfini di Silvio Berlusconi, “rivelatisi squali che hanno fatto la fine dei tonni”.  La  squallida vicenda   della casa di Montecarlo, scoperta  da giornalisti,  Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica del Giornale, ha  messo in evidenza  la debolezza dell’essere umano. Quella del politico si era già appalesata abbondantemente. Non tanto per quel «fascismo passato alla Storia» di Verona nel 1995 né per il doveroso ma sospetto omaggio a Gerusalemme di fine 2003 o per le radici giudaico-cristiane frettolosamente accartocciate, ma per una storia politica sofferta e archiviata senza una lacrima. La colpa, il reato,   è stato  il  tradimento  nei confronti  dell’elettorato di centrodestra, di tutto il centro destra che lo aveva accolto mentre gridava Silvio Sivio,  che sottintendeva  anche a Gianfranco Gianfranco. Rivisto e corretto.  Dunque non solo a Silvio  Berlusconi.

Noi della prim’ora di Forza Italia, scesi in  campo   con liste dell’ultim’ora,  con grande poassione e grandi speranze,  lo consideravamo  e ormai  lo vedevamo il delfino del Presidente.  O forse anche  sullo scranno del  Quirinale.  Ma nel 2’010, dopo 15 anni  di onorato servizio, Fini ha inaugurato “la tragicomica stagione dei governi tecnici, delle maggioranze risibili, degli indicibili accordi alla faccia degli elettori. Ha avvelenato la destra con un populismo anti Cavaliere facendo esplodere l’avvento grillinesco. Il riciclaggio politico peggio del riciclaggio economico.. Ha sostituito valori «di destra» con il solito antiberlusconismo per una sua utilità e ha mentito, sui soldi e  non tanto sulla casa di Montecarlo «al fine di ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa».   Ma piuttosto sull’inganno e il tradimento di quegli elettori di centro destra attratti da Berlusconi e prestati e dirottati,  in qualche modo   verso A.N. Chissà chi gli aveva promesso cosa per compiere il peggiore delitto politico dal Dopoguerra.

“Autorizzai la vendita della casa ma non  ad una società riconducibile a Giancarlo Tulliani. Quando ho dato l’ok non sapevo chi fosse l’acquirente” sostiene, prendendo per fessi gli italiani.  O  proprio  se stesso, manifestamente.

Condannato a 2 anni e 8 mesi, in primo grado,  ricorrerà in appello. Come gli è consentito. La vicenda era iniziata   nel luglio del 2010 quando un’inchiesta del Giornale sulla vendita palesemente  anomala di  un pied-a-terre di 45 metri quadrati, situato in boulevard Princesse Charlotte 14 vicino al casinò monegasco.

Un mini-appartamento che nel 1999 la contessa Anna Maria Colleoni aveva lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale .” Secondo quanto scoperto dal Giornale, nel 2008 l’immobile viene acquistato per una cifra irrisoria pari a 300mila euro da Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, la compagna di Fini. La compravendita viene portata avanti dalla Printemps, una società off-shore riconducibile a Tulliani che, poi, pochi mesi dopo, ‘cede’ l’appartamento a 330mila euro a una società vicina a sua sorella Elisabetta, la Timara”. L’estate del 2010 è, guarda caso, anche il periodo in cui si consuma la rottura politica tra il presidente  Berlusconi che aveva dato al Fini la possibilità di diventare  presidente della Camera. Il distacco da Berlusconi  e l’ulteriore tradimento conseguente, sarà l’inizio della sua fine.  

Futuro e Libertà per l’Italia infatti è durato l’espace d’un matin.

Mentre una prima inchiesta per truffa avviata nel 2010 dalla Procura di Roma viene archiviata,   inchieste giornalistiche  successive, portate avanti dai media, dimostrano che Giancarlo Tulliani era di fatto il proprietario del mini-appartamento che, poi, nel 2015, verrà venduto per circa un milione e 250mila euro a un acquirente sconosciuto.

In Aula  Elisabetta Tulliani il 18 marzo scorso aveva cercato di scagionare  il suo compagno dichiarando di avergli nascosto la volontà di suo  fratello di comprare la casa di Montecarlo, oltre allla provenienza di quel denaro, convinta che appartenesse al  fratello il cui comportamento spregiudicato rappresenterebbe una delle più grandi delusioni della sua  vita. Secondo la sua dichiarazione, con la quale spera di avere dato un elemento per arrivare alla verità”.

Il futuro darà risposte.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, centro destra, euro, fini, futuro, gianfranco fini, italia, presidente della camera, riciclaggio, roma, silvio berlusconi, soldi

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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