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Dalle conchiglie che minacciano di morte Trump alla sparatoria del 25 aprile: abbiamo importato il virus della follia

La domanda, visto quel che accade, sorge spontanea: non è che da qualche laboratorio stavolta è scappato il virus della pazzia? Non solo negli Stati Uniti, dove ormai uno qualsiasi la mattina si sveglia si fa la doccia mangia un plum cake, si infila tre o quattro pistole nei pantaloni, imbraccia pure il fucilone e va a sparare al Presidente degli Stati Uniti. Che pure lui con la testa non scherza eh? Dopo aver bombardato con l’amico Netanyahu l’Iran alla fine ha deciso per la tregua. Tregua che, stando a voci malevole, è dovuta al fatto che la cavalleria aveva finito bombe e missili, che serviva tempo per ricaricare.

di Nico Perrone | 2 Maggio 2026

La domanda, visto quel che accade, sorge spontanea: non è che da qualche laboratorio stavolta è scappato il virus della pazzia? Non solo negli Stati Uniti, dove ormai uno qualsiasi la mattina si sveglia si fa la doccia mangia un plum cake, si infila tre o quattro pistole nei pantaloni, imbraccia pure il fucilone e va a sparare al Presidente degli Stati Uniti.

Che pure lui con la testa non scherza eh? Dopo aver bombardato con l’amico Netanyahu l’Iran alla fine ha deciso per la tregua. Tregua che, stando a voci malevole, è dovuta al fatto che la cavalleria aveva finito bombe e missili, che serviva tempo per ricaricare. E infatti già oggi il nostro sceriffo americano ha postato la sua nuova immagine, che potete vedere, creata dalla deficienza artificiale: Trump mitragliatore in mano e sullo sfondo bombe che esplodono di nuovo (sull’Iran c’è da scommettere).

DALLE NOSTRE PARTI

Cose americane? Non più, anche da noi il virus sembra scorrazzare. Oggi a Roma hanno arrestato un ragazzo di 21 anni che in sella al suo scooter il 25 aprile, festa della Liberazione, si era fermato a sparare a due coniugi dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia che se ne tornavano a casa dopo la manifestazione. “Sono della Brigata ebraica” ha dichiarato il ragazzo al momento dell’arresto. Scatenando il putiferio nella comunità ebraica romana che, per bocca del suo presidente, ha condannato: “Il fermo di un nostro iscritto ci riempie di sgomento e indignazione”. Per dire, questi i tempi che viviamo. E ogni volta una pensa: e adesso? Perché di stranezze ne capitano in ogni campo, sempre di più.

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LE CONCHIGLIE, L’86 E IL 47

Per tornare nei nostri amati States, anche oggi la notizia del mandato di arresto (su ordine di Trump) dell’ex direttore dell’Fbi. Che ha fatto il cattivone? In passato aveva svolto indagini su loschi affari del clan Trump, che dopo gliel’aveva giurata. E oggi lo fa mettere al gabbio con l’accusa di aver attentato alla vita del… Presidente Trump. Addirittura. Sì, perché l’ex capo Fbi mentre camminava sul bagnasciuga aveva postato una foto con alcune conchiglie che formavano il numero 86 e 47. Embè? Cari miei, qui casca l’asino e pure il somaro. Perché tra gli spioni a stelle a strisce l’86 significa ‘far fuori’, e il 47? Zucconi, semplice: è il 47^ Presidente, è Donald Trump. Nella smorfia napoletana, invece, l’86 rappresenta ‘a puteca’ (la bottega/negozio), mentre il 47 è ‘o muorto (il morto). ‘A Puteca’ è il negozio, luogo di commercio. E sembra proprio azzeccato per l’inquilino della Casa Bianca.

L’IA IN FINANZA

Scherzi a parte, non vorrei che tutto questo servisse, alla fine, a spostare l’attenzione, a non far vedere o capire che stiamo rischiando grosso. Che il nuovo ordine rivendicato dal soldato americano, finora solo disordine e guerra, alla fine ci stia portando dritto nella tempesta perfetta, combinazione di crisi simultanee che potrebbero rafforzarsi a vicenda. Al primo posto c’è la grande incognita dell’Intelligenza artificiale usata sempre più sul versante finanziario. Per molti analisti sono possibili distorsioni nei mercati con l’IA che può amplificare errori creando caos in tutto il sistema. C’è poi la crescita enorme del credito privato con la possibilità di una crisi di liquidità che può contagiare tutto il sistema bancario. Poi la guerra in Medio Oriente con il blocco del traffico e del commercio; il prezzo in aumento del petrolio e suoi derivati; l’aumento dell’inflazione e tassi restrittivi. Non serve ricordare che l’Europa, l’Italia sono l’anello più debole. Vero che l’anello debole spezza le catene, bisogna vedere se in questa fase conviene.

Nico Perrone

(direttore responsabile “Agenzia Dire.it”)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

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