Per il Polo laico liberale e socialista il patto siglato in Toscana dai vertici regionali SDI, Nuovo PSI, I Socialisti, Socialismo è Libertà, PSDI, PRI, MRE, PLI, Associazione per la Rosa nel Pugno e Gruppo dei Centouno, è motivo di grande soddisfazione.
Esso non rappresenta solo il conseguimento di un obbiettivo politico perseguito con tenacia ma anche l’attuazione di un impegno votato all’unanimità dalla Direzione Nazionale. Nel documento che ha concluso i lavori dell’ultima riunione si legge infatti che “ la Direzione decide di promuovere in tutte le regioni italiane comitati di coordinamento fra i partiti e le associazioni che sono espressione della cultura laica, liberale e socialista per sviluppare iniziative comuni su temi che saranno individuati a livello delle singole realtà locali.”
E’ importante essere passati dalla cultura del dire a quella del fare. Così come sarà indispensabile per proseguire la costruzione della casa dei laici, liberali e socialisti, far si che analoghe iniziative si sviluppino in tutte le regioni italiane e che esse si riempiano di contenuti e proposte programmatiche.
Pensalibero è da oggi impegnato a favorire il dibattito cominciando dagli interventi di Pieraldo Ciucchi e Adalberto Scarlino, segretari regionali dello SDI e del PLI della Toscana.
Nicola Cariglia

Gentile Cariglia,
non dubito un attimo della necessità d’una formazione liberalsocialista. Le mie parplessità vanno agli spazi permessi dalla società italiana di oggi. Una formazione libersocialista richiede la base di un ceto medio o piccola borghesia riflessivi. Sottolineo il “riflessivi” per indicare se non il possesso di una visione del mondo, almeno di un progetto storico che anche a non voler scalare i massimi sistemi comporti il superamento – ma non la negazione! – di tutto un bagaglio emotivo e culturale. Ora, sarà per mia cecità, non vedo questo superamento, che del resto sarebbe impossibile appiccicare a una società impigrita dall’attualità e retta da ceti rampanti che si fanno lo sgambetto. Nondimeno tenere alta la bandiera è importante, e lei ha ragione a farlo. Non è retorica che nel momento più nero della battaglia qualcuno raccolga lo stendardo. Cordialmente. Antonio Dani
Gent.mo Dani,
almeno a me, lei non appae affatto petulante. Ma per ora le sue argomentazioni mi stimolano al confronto senza farmi cambiare idea.
Così come non mi convincono coloro che ritengono fuorvianti i tentativi di costruire una solida casa laica nel nome della primazia dei contenuti.
Prodi, e prima di lui Berlusconi, non riesce a governare per non aver saputo creare uno schieramento coerente con qualsiasi programma. La Rosa nel Pugno è paralizzata e divisa in conseguenza di una manifestaimpotenza a influenzare minimamemnte l’azione del governo di cui fa parte.
Ecco perchè è indispensabile una formazione liberalsocialista che abbia un certo peso.
Con viva cordialità, n. c.
Gentile Cariglia,
non vorrei apparire petulante, ma tra il dire e il dire di fare vedo poca differenza. Da metà Ottocento le rimpatriate tra i laici sono state centinaia e tutte sono finite nel dire. Occorre un progetto del superamento, della überwindung dicevano gli odiati alemanni d’una volta. Quelli di oggi son piscialletto. Cordialmente. A.Dani