
“L’emergenza rifiuti” a Napoli, non è più un’emergenza, è un’allarme! C’e addirittura chi teme che presto le montagne di rifiuti saliranno fino ai primi piani delle abitazioni. L’estate è alle porte. Questo, che un tempo era un annuncio di vita all’aria aperta, di relax e benessere, oggi suona come la sentenza di una condanna. Un’atmosfera da catastrofe, da apocalisse, grava come una morte annunciata sulla città di Napoli. Che oggi, solo oggi!, si è decisa a reagire. Come in preda a un collasso, molti parlano, propongono soluzioni drastiche, invocano interventi straordinari per un problema che in realtà è ordinario da 14 anni e più. I più consapevoli, stanno impegnandosi a fare la raccolta differenziata, per poi rendersi conto che mancano gli impianti che portano a termine il ciclo di trasformazione del rifiuto. E’ intervenuto il Governo, per attuare un piano straordinario, che a dire di Bertolaso, commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, sta funzionando, a Napoli e nell’hinterland napoletano. Ma che vuol dire funzionando? Se ad Acerra, a Montecorvino, a Pugliano, continuano le proteste! La giunta comunale di Acerra ha bloccato i camion colmi di rifiuti, il vice sindaco di Montecorvino si è incatena davanti a una discarica.
Intanto a Napoli c’è rivolta contro le tasse sulla spazzatura “Le tasse si pagano solo se il servizio di raccolta rifiuti funziona”, protestano i cittadini. Insomma, in questi giorni si è assistito a una mobilitazione generale. Anche il commissario europeo all’ambiente ha reso noto il suo disappunto per il modo in cui si gesticono i rifiuti in Italia. C’è da chiedersi: quanto durerà questo allarmismo? I più maliziosi sostengono: fino a quando il nuvolone mediatico si sgonfierà. E allora ci ritrovermo sotto un grande pioggia, non di acqua naturalmente, ma di spazzatura!
(I)

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