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Dal Tribunale della verità di Peter Thiel alla Encicilica su AI di Papa Leone XI

Peter Thiel,  Aron D’Souza e Balaji Srinivasaha, hanno fondato una nuova piattaforma tecnologica denominata Objection https://objection.ai/  e definita dagli ideatori “il tribunale della Verità”. Sul Sole 24 ore Barbara Carfagna ha raccontato il funzionamento specifico di questa piattaforma che ha lo scopo di consentire a chi si sento offeso da articoli di giornale, in TV o sui social di anticipare sul web un vero e proprio processo (privato) di diffamazione.  

di Marco Mayer | 23 Maggio 2026


Peter Thiel,  Aron D’Souza e Balaji Srinivasaha, hanno fondato una nuova piattaforma tecnologica denominata Objection https://objection.ai/  e definita dagli ideatori “il tribunale della Verità”. Sul Sole 24 ore Barbara Carfagna ha raccontato il funzionamento specifico di questa piattaforma che ha lo scopo di consentire a chi si sento offeso da articoli di giornale, in TV o sui social di anticipare sul web un vero e proprio processo (privato) di diffamazione.  https://www.threads.com/@forumtgiste_paolo_zuccati/post/DYjojPgCNe1/media.  

Pagando un minimo di 2000 dollari, ma il prezzo dipende dalla complessità del caso,  una persona che si sente diffamata può avviare un vero e proprio processo.  Il procedimento dura pochi giorni; dopo una istruttoria che combina il lavoro di investigatori professionisti (talora provenienti da CIA e NSA) con i più avanzati modelli di AI  il  “tribunale della verità” emette un verdetto che viene reso pubblico.  Sul sito di Objection si  legge  “chi decide in cosa credono le persone é il Potere e non l’evidenza empirica”. La prima cosa che mi viene in mente é che un vero peccato che non venga citato  Marshall Mc Luhan  e le sue analisi innovative sulle dinamiche del potere mediatico. https://www.treccani.it/enciclopedia/marshall-herbert-mcluhan/

Per quanto totalmente orientato al business privato e ad una specifica nicchia di mercato di persone facoltose l’intento dichiarato dei fondatori é nobile, vogliono  dimostrare che “la realtà dei fatti conta ancora purché ci sia qualcuno che la voglia affermare  con la necessaria energia”. La reazione dei media é stata immediata. Per primo il Boston Globe  tre settimane fa ha definito la piattaforma uno strumento creato dai miliardari per  intimidire  i giornalisti. https://www.bostonglobe.com/2026/04/24/opinion/peter-thiel-objection-media-gawker/2 . Attualmente non é possibile sporgere denuncia per eccesso di domande https://objection.ai/objections-paused, ma avremo modo nei prossimi mesi di verificare se,  come e con quali effetti Objection funzionerà, ma certo che esso   appare già oggi una spada di Damocle soprattutto per il lavoro dei giornalisti investigativi. 

Tuttavia la nascita di questa piattaforma non riguarda soltanto il mondo giornalistico, ma potrebbe avere implicazioni politiche e culturali molto più ampie a prescindere dalle sue conseguente pratiche.  Non so quanto i fondatori della piattaforma ne siano consapevoli,  ma Objection  innesca di fatto un radicale cambio di narrativa. Viviamo in un epoca dominata da credenze, bolle mediatiche e campagne di disinformazione.  Pensiamo all’entità che ha assunto il fenomeno NO Vax  e più in generale a come  le società contemporanea affronta la  fiducia nella scienza, la comunicazione del rischio,  il confine tra libertà personale e bene comune. Proprio sul rapporto tra intelligenza artificiale e potere politico  si é rotto il lungo sodalizio tra Peter Thiel e Donald Trump  https://www.startmag.it/innovazione/intelligenza-artificiale-tecnologia-potere-politico-colajanni/.  

La piattaforma Objection – comunque  la si giudichi  – si contrappone oggettivamente al dominio  della post verità, dello scetticismo  e del relativismo assoluto,  tra i mali peggiori dei nostri tempi.  Si dirà che il Objection ovvero il  Tribunale della Verità  di Peter Thiel nasce per  i profitti delle sue aziende e  suoi interessi personali. Verissimo, quando in base a cospicue commesse pubbliche  Palantir usa l’AI per  inoltrare informazioni alla CIA o al Pentagono non può permettersi di raccontare balle e ha u assoluto bisogno di dati “puliti”. Verissimo. Tuttavia  questo interesse “particulare”  (per usare un espressione cara a Francesco Guicciardini) può trasformarsi nel “bene comune”  di  Niccolo Machiavelli, quello che per il fondatore della scienza politica “fa grandi le città”. Non é affatto facile rovesciare le narrative dominanti, ma dipende da noi ed é giunta l’ora di provarci. Anzi con i rapidi progressi dell’Intelligenza artificiale oggi é un imperativo. Qualunque cosa si pensi di Peter Thiel la libertà ed in particolare la libera ricerca delle verità terrene dovrebbe diventare la stella polare dei nostri tempi. Sara’ possibile?                             

L’auspicio é  che l’enciclica Magnifica Humanitas in materia di Intelingenza Artificiale di Papa Leone XIV XIV https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-05/papa-leone-xiv-prima-enciclica-magnifica-humanitas-ia-25-maggio.html sia capace di 

 mobilitare le coscienze di credenti e non credenti verso un orizzonte nuovo in cui i valori della libertà, della trasparenza,  passione per la verità e per la ricerca  scientifica prendano il posto del nichilismo e dello scetticismo oggi troppo diffuso in tante parti del mondo, Europa in primis .  

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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