Ci sono città che quanto ti prendono non ti vogliono lasciare più. Lo si dice ironicamente e storicamente di Ravenna. Una città dalla viabilità particolare con l’aggravante di essere tra darsene e porto, su canali e ponti, dove per un intreccio perverso di sensi unici e vie obbligate è facile entrare e molto molto difficile uscire. Lo dicono i ravennati, persino. Ora, parentesi, come fanno gli intrecci ad essere tutti perversi, uno psicologo bravo me lo deve spiegare. Ma vien bene l’associazione. Città fantastiche e fatte così che sembrano volerti avvolgere per sempre. Bastano –come dianzi si diceva- due sensi unici, una rotonda -con più accessi che uscite- e un semaforo che sta più rosso che verde e il gioco è fatto. Se poi ci aggiungi un cantiere per un tram o una aiuola bislunga, oltre al gioco fatto, il dramma traffico è servito. Le città son fatte così e gli urbanisti della circolazione ci mettono del loro. Cose così possono capitare in questi giorni e per i prossimi mesi pure a Firenze dove nell’area, alquanto sensibile, di Porta al Prato cominciano i lavori per il passaggio della linea 2 della tramvia. Diciamolo: la tramvia a Firenze è una bella cosa, collega quartieri periferici al centro e alla Stazione, per le cui distanze una volta dovevi mettere in cantiere un budget di tempo e di stress. Il traffico sui viali di Firenze non lo puoi mai prevedere: un giorno ti capita di andare dalla Fortezza da Basso a Piazzale Donatello in pochi minuti, altre volte fai in tempo a sentirti due partite alla radio. Firenze è imprevedibile in tutto. Anche nella circolazione. Dalle parti di Porta al Prato si prevedono due mesi di zig zag per il cantiere. Via Alamanni sarà chiusa per sempre, riservata ai binari e via Jacopo da Diacceto cambierà per garantire un nuovo accesso alla stazione di Santa Maria Novella. E bisogna dire addio, temo, a quel piccolo parcheggio che stava proprio in mezzo al piazzale, a volte così comodo per andare in un locale di Ponte alle Mosse. Ok, fatti miei, ma anche di tanti altri. E quindi cronaca di tutti. E che tramvia sia. In nome della comodità e del rispetto per l’ambiente. Ma che ci sia pure un rispetto della vita circolatoria di chi deve viaggiare e spostarsi anche nel periodo di transizione. La linea 1 aveva sconvolto, a suo tempo, tutta la zona in fondo al Lungarno del Pignone mangiando di fatto mezza piazza Paolo Uccello e cambiando tutto l’accesso all’Isolotto. Furono, a ricordo di molti, mesi complicati, durante i quali molte famiglie rimanevano imbottigliate in casa. Ma come dice un proverbio per abbellire bisogna soffrire. Che volete, sono città così. Si interviene sulla storia, mica si costruisce sul nulla. Se poi in certi giorni di fiere o di manifestazioni, oppure per una semplice ora di punta, non riesci a toglierti dalla rotonda di piazza Gaddi (un caso unico di enigma circolatorio) datti pazienza e ammira il panorama. Poi, uno pensa di andare al mare e tutto si risolve. Magari! Anche Rimini con affaccio mare ha i suoi labirinti. Provate ad uscire dal parcheggio di Largo Antonio Gramsci, a Rimini appunto, ad ora tra le 12 e le 14 in direzione ospedale. Vi dovete accodare, se qualcuno ah la bontà di farvi uscire dal parcheggio, in stretti sensi unici via Vezia, Sabinia, Bastioni Orientali, pure un poco sinuosi che sembrano sentieri di una villa privata, e quando sboccherete improvvisamente in un grande piazzale, che è poi via Roma vi sembrerà di uscire a riveder le stelle ed invece sarete ancora imbottigliati sul viale col cantiere in mezzo, perché il semaforo in fondo è temporizzato con un verde al minimo e un rosso massimo per favorire il viale perpendicolare. Manca il fiato solo a raccontarlo. Un ricetta infallibile e infernale per farci stare assieme appassionatamente in auto per una mezzora, senza un valido motivo. Poi guardi Google e scopri dalla piantina che lì accanto c’è l’Anfiteatro Romano. Accidenti se l’avessi saputo mi sarei fermato e avrei fatto una visitina. Davvero? Difficile fermarsi, il flusso ti spinge. Le città saran complicate di loro come urbanistica, ma certo anche chi le gestisce a complicazione non è da meno.
Dal tram di Porta al Prato ai labirinti di Rimini mare
Imbottigliati sulle strada di città complicate come Firenze, Ravenna e Rimini. Una complicazione che colpisce anche chi gestisce il traffico. Bastano due sensi unici, una rotonda con più accessi che uscite e un semaforo che sta più rosso che verde e il blocco è servito. Perché non si adoperano i sensori intelligenti?

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