A proposito dei superbonus e della vasta platea di bonus si dice che servono alla ripresa economica.
Ma a parte il fatto che questo denota un dirigismo economico di vecchio stampo, rilevo che, se si vuole rilanciare l’economia, sarebbe prioritario intervenire in modo deciso sul caro-bollette. Perché sappiamo che l’aumento del gas e dell’elettricità provoca un doppio effetto depressivo. Specie se si coniuga con il caro-carburanti. Anzitutto perché si riversa sui costi di produzione ma anche perché il consumatore, di fronte a gravosi aumenti delle bollette, ridurrà le spese per poter far quadrare il bilancio familiare.
Invece, mi pare che l’intervento statale sia abbastanza blando salvo che per utenti con un Isee decisamente basso.
Inoltre, suddividere le bollette in 10 rate, mi sembra un procedimento farraginoso e di scarso impatto. Sarebbe stato meglio impiegare queste risorse per sterilizzare gli aumenti. Anche perché molti anziani, proprio per questa complessità, faranno ogni sacrificio per pagare subito….o si scalderanno meno.
A proposito di sterilizzazione dei costi mi aspettavo anche un intervento forte sul caro-carburanti, magari intervenendo sulle accise, perché sappiamo bene che dai carburanti esso dipendono aumenti di tutti i prodotti. E l’inflazione ha ripreso a correre.. Ricordo che la grande inflazione degli anni ’70 prese avvio proprio dalla crisi energetica.
Chi può si rifarà dell’inflazione con gli aumenti contrattuali.. ma gli altri come i dipendenti di aziende in crisi, gli esuberi, i pensionati ?
Qualcuno, sul caro bollette mi hanno detto…mah in fondo è un bene così risparmiamo e inquiniamo meno. No, al freddo staranno solo i ceti medio-bassi che devono stare molto attenti alle spese. E proprio per la necessità di stare attenti alle spese c’è il rischio che ancora una volta all’inflazione si accompagni la recessione.
Tornando ai bonus, dopo aver rilevato che alcuni sono motivati da esigenze ecologiche, come il c.d. “cappotto” alle case e il fotovoltaico altri, invece, (cito come esempio il bonus facciate) non sono attinenti. Oggi, però, intendo sottolineare i bonus che non ci sono e che invece sarebbero importanti per l’equità sociale.
Se devo sostenere spese mediche posso detrarre solo il 19%. Qui non c’è alcun bonus, anche se si tratta di spese che gravano parecchio sul bilancio familiare (un esempio per tutti alcuni interventi odontoiatrici ma possono essercene in tutti i rami della medicina). E, attenzione! Anche questo modesto 19% non è per tutti. Infatti, capita che molti, a cominciare dai pensionati, non abbiano sufficiente capienza e allora… avranno nemmeno quella detrazione. Se si fosse voluto, si sarebbe potuto trovare rimedio a questa incongruenza. Ad esempio scaglionare la detrazione in più annualità.. ma si può fare solo se tali spese superano i 15mila euro. Se sono “solo” 10-12mila euro, niente da fare. Peccato.
Non oso ipotizzare un bonus sanitario. .ma almeno un aumento della detrazione sarebbe auspicabile. Invece mi pare di ricordare che qualcuno avesse proposto di abolirle del tutto.
Continuo con i bonus che non ci sono…. Se devo cambiare la lavatrice, il frigo, la lavastoviglie non ho bonus di sorta; eppure, sono elettrodomestici di uso comune e ormai essenziali… Ci sono poi altri bonus come quello tv legati a un ISEE così basso che taglia fuori la gran parte della popolazione. E il bonus vacanze che è stato legato a tutta una serie di condizioni e via dicendo. . Gli esempi potrebbero essere molti e tutti deprimenti.
Ve li risparmio. Ma non posso omettere il bonus caldaie che mi è sembrato una scelta felice perché consente di eliminare vecchie caldaie con modelli più efficienti ed ecologici come le caldaie a condensazione. Poi ho letto di una direttiva europea che prevede di eliminare gli incentivi per le caldaie a gas entro il 2027.
Ma qualche tempo dopo ho letto che l’Europa considera il gas e il nucleare necessari per la transizione ecologica. Ma non si dice se la direttiva contro l’incentivo caldaie sia stata revocata o meno. Non si può dire che si diano certezze ai cittadini….o forse non so più leggere o forse non dovrei più leggere e vivere alla giornata…
Gabriele Parenti

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