Il vero problema da porsi è: è legittimo avere diritto a tutto? Cosa è diventato il diritto’? Da criterio per valutare se un comportamento era o no conforme ad una legge è diventato una pratica consensuale.

“il potere finisce sempre per vendicarsi” e il fiscalismo genera, per eterogenesi dei fini, sempre più voraci e ingestibili burocrazie pubbliche. Il caso della fecondazione assistita eterologa è un chiaro esempio di gnosticismo, che i figli non siano un qualcosa che ha a che fare con la coppia eterosessuale lo afferma anche l’attuale ministra della famiglia francese , Laurence Rossignol, patetica femminista. per la quale i figli sono dello stato, anzi anche l’utero e dello stato , la donna per questa ministra e”un vettore , la sua funzione e di trasportatore di vita.”
Poiché la vulgata contemporanea,fatta da persone politicamente analfabeti di ritorno, rappresentante esemplare del “cittadino di buon senso” che parla di tutto e del suo contrario non sapendo mai ciò di cui parla, considera la gravidanza non un evento naturale, ma una malattia che va evitata, leggi contraccettivi, prevenuta leggi pillole, eliminata chirurgicamente, leggi aborto, ma anche un processo produttivo artificiale, leggi procreazione assistita, che deve essere assolutamente programmato. Infatti quelli molto “imparati” scopano a fine produttivo solo nei giorni scientificamente calcolati salvo poi andare in depressione perché il calcolo da solo non sufficiente. Utilizzando questa idea considero il risultato di questo processo produttivo un oggetto, un bene materiale che come tale ha caratteristiche come prezzo e target di consumo. Come primo punto occorre dire che questo mercato atipico è controllato, in Italia, dai giudici, non dalla politica o dai manager. Sono i tribunali che sostituendosi alla sovranità popolare, decidono se un certo problema è semplice desiderio personale e quindi non rilevante giuridicamente o fatto di importanza generale e quindi oggetto di diritto. La fecondazione assistita per i giudici italiani è un problema giuridicamente importante, perciò se ne sono occupati. I giudici dovrebbero applicare la legge e farla applicare, invece nel paese con la più bella costituzione dell’universo, sic, decidono anche che legge si deve fare.
Il vero problema da porsi è: è legittimo avere diritto a tutto? Cosa è diventato il diritto’? Da criterio per valutare se un comportamento era o no conforme ad una legge è diventato una pratica consensuale, cioè basata sul consenso riscosso, che sovente è costruito in modo strumentale dai mass media.
Questo potere di selezionare, senza controllo, le questioni meritevoli di essere decise e quali no, sono procedure che assimilano il “giudice” al “politico”. Questo modo di procedere porta inevitabilmente alla eterogenesi dei fini di vichiana memoria, a effetti indesiderati e controproducenti, sia a livello individuale che sociale. Disorientamento e disincanto sono ormai modi di vivere quotidiani. La società contemporanea è troppo diversa da quella che vide nascere il sistema freudiano, il disagio mentale un secolo fa era prevalentemente causato da un ambiente sociale conservatore, oggi il disagio mentale spesso ha origine dalla nostra incapacità di gestire la troppa libertà personale, risiede anche nel relativismo valoriale della società occidentale postmoderna. Oggi i disturbi psichiatrici dipendono anche dalla mancanza di responsabilità morale
Se manca la responsabilità morale anche le proprie azioni sono svincolate dalle loro conseguenze questo modo di agire è ormai la norma per buona parte dei cittadini Europei. Oggi le persone rifiutano i propri errori, questo è grave perché porta ad un minor sviluppo cognitivo.
Anche l’agire per soddisfare esclusivamente i propri desideri favorisce il sorgere dell’eterogenesi dei fini anche perché, inevitabilmente,la vita presenta il conto delle leggerezze compiute.
Fatta a pezzi l’autorità paterna, oggi spesso sono le madri single a supplire, ricoprendo due ruoli, fatta a pezzi la famiglia tradizionale non è che quelle cd allargate o monoparentali siano meglio,
Il miglioramento per Pareto
Il miglioramento paretiano reale nella società è quello per la cui realizzazione vi sarebbe il consenso unanime di tutti i consociati.
Quando un sistema sociale raggiunge un miglioramento paretiano reale, infatti, nessun soggetto risulta danneggiato, per cui non vi dovrebbero essere individui contrari alla sua realizzazione.
Le scelte politiche implicano il sacrificio di alcuni interessi a vantaggio di altri, le scelte politiche sono quelle in cui la volontà di taluni deve necessariamente prevalere sulla volontà di altri.
Se la decisione di realizzare un miglioramento paretiano reale la prende un giudice può apparire come una scelta apolitica, neutra, ma se i giudici continuano a privilegiare determinati valori e a contrastare sempre e comunque altri valori allora ecco che la loro neutralità appare dubbia.
Nel caso della procreazione assistita vengono in aiuto gli studi degli economisti Nicholas Kaldor e John Hicks che hanno pensato al concetto di miglioramento Paretiano in modo più elastico.
Questi autori considerano che l’intervento statale spesso porta ad una perdita di benessere per molti soggetti, perciò sono da considerare desiderabili quei cambiamenti in cui i soggetti avvantaggiati fossero in grado, potenzialmente, di indennizzare in modo completo i perdenti. Qui sta il grande inganno mediatico in quanto la procreazione assistita può portare alla manipolazione genetica, visto che scelgo il donatore perché non posso avere un oggetto biondo oppure coi capelli ricci , magro oppure con tratti asiatici ecc., ma anche se il prodotto non è conforme alle mie aspettative cosa posso fare? Lo posso restituire scambiare, vendere. I giudici che fanno le sentenze a questi problemi hanno pensato? Gli utilizzatori di questo servizio sono da considerare consumatori e in questo caso vale anche per questa merce,(il figlio progettato) il codice del consumo? Non si sa. Un prodotto ha una scadenza, per il prodotto figlio è possibile pensare ad una scadenza ad es, scade dopo 6 anni, la tecnica può costruire una vita che duri pochi anni e i giudici che pensano?
Anche da questo punto di vista si evidenzia il rischio che un intervento regolativo della magistratura e compiuto allo scopo di avvantaggiare una parte contrattuale porti poi a risultati del tutto opposti. Si andrebbe cioè incontro all’eterogenesi dei fini. interventi compiuti in nome dell’efficienza economica, ridurre i costi di “produzione” apparentemente a vantaggio di una sola parte possono comportare, invece, una perdita sia per gli acquirenti del servizio che per i fornitori e la società. L’eterogenesi dei fini si occupa degli studi che indagano gli effetti imprevisti dell’azione e propone la contrapposizione tra razionalità dell’attore e razionalità del contesto, anche gli studi del premio Nobel per l’economia 2005, T. Schelling, hanno analizzato il rapporto tra le motivazioni individuali e i comportamenti collettivi, e più in generale su quei casi nei quali esiste una tensione tra razionalità individuale e razionalità collettiva che porta il perseguimento dell’interesse individuale a una condizione collettiva peggiore rispetto a quella iniziale o ad altre altrimenti raggiungibili.
Ridurre i problemi a semplice ricerca di soluzioni tecniche apparentemente per garantire diritti, concretamente per contenere i costi è un atto irresponsabile.
La dimensione economica di una sentenza non va mai sottovaluta, però se si intraprende questa strada allora anche in Italia si devono seguire le indicazioni del governo laburista inglese che per ridurre i costi dei profilattici distribuiti nelle scuole ha fatto svolgere lezioni sulle tecniche di sesso orale, ecco un altro bel tema per i nostri giudici.
L’analisi economica insegna che in ogni mercato si forma un prezzo che eguaglia domanda
ed offerta; si forma cioè un prezzo di equilibrio. se l’imprenditore deve eseguire una prestazione accessoria, come la consegna del bene in un dato luogo o la predisposizione di un servizio di assistenza, il costo necessario per eseguire quella prestazione fa aumentare il costo di produzione. Un intervento regolativo, come una sentenza, finalizzato alla tutela del consumatore comporterà un costo aggiuntivo per ogni unità prodotta. Tale costo aggiuntivo si avrà sia che la sentenza preveda una prestazione da cui consegue un costo certo per la controparte (come, ad esempio, l’imposizione di un certo standard qualitativo) sia nel caso in cui essa determini il trasferimento di un rischio negativo dalla parte tutelata alla controparte (come, ad esempio, nel caso in cui la regolamentazione preveda che il rischio di un evento dannoso sia trasferito sulla parte più forte). In parole semplici se il prodotto è fallato lo tiene il produttore, cioè l’ospedale o lo Stato? Oppure il prodotto fallato si trasforma in sapone?Qualcuno l’ha fatto tempo fa.
Una politica diretta alla realizzazione della giustizia sociale dovrebbe basarsi sulla
conoscenza delle caratteristiche dei soggetti su cui ricadono gli effetti dell’intervento
regolativo, ma appare poco realistico ipotizzare che lo Stato abbia informazioni di questo
tipo. E’ possibile che fra i contraenti danneggiati vi siano proprio coloro che si intendeva
avvantaggiare.
La cronaca di questi giorni segnala che una donna italiana, sposata, dopo tanti tentativi scientifici di restare incinta è andata in Grecia per una inseminazione eterologa che ha avuto risultati positivi, successivamente, forse facendo l’amore non in modo scientifico è rimasta incinta naturalmente, chissà forse un figlio è proprio solo un atto d’amore intenso e non un progetto. La giornalista inglese del Times Claire Bowman ha scritto articoli sul come rimanere incinta mangiando rossi d’uovo e facendo sesso per piacere.

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