Una lunga striscia di sangue attraversa il nostro Pianeta; dall’Europa all’Asia e dall’America all’Africa. Allo stragismo dell’Isis che colpisce popolazioni inermi, si unisce la follia di singole persone, com’è avvenuto a Monaco. Purtroppo, negli Stati Uniti, dove tutti possono entrare in possesso delle armi, si ripetono le carneficine provocate da persone disadattate. A Monaco, il ragazzo che ha provocato la strage era una vittima del bullismo, che si è voluto vendicare delle angherie che subiva da anni. Sono fenomeni dei quali occorre valutare tutti gli aspetti. In Afghanistan si combatte ininterrottamente da decenni e le vittime si contano a milioni. Ma solo negli ultimi tempi proliferano gli attentati che colpiscono le popolazioni inermi. E allora ci si chiede: che cosa è cambiato? Non si muore più di epidemie, ma sotto i colpi di fanatici di islamismo o di semplici pazzi in libera uscita. Di fronte a questa tragica situazione, che fare? Anzitutto dobbiamo cercare di analizzare i fenomeni e chiederci chi sono gli attentatori. Da un lato abbiamo dei disadattati che vivono nelle periferie delle città, fra i quali sono stati reclutati i militanti dell’Isis, dall’altra gli insani di mente che non fanno capo ad un’organizzazione. Ma questi attentatori hanno in comune la stessa matrice: la miseria morale che si annida nelle città affollate. Sono contesti urbani dove mancano le condizioni minime, per una civile convivenza. Nel mondo rurale e contadino la vita è fatta di sacrifici, ma i valori di convivenza civile non vengono meno. I contadini non vanno a fare gli attentati; pensano ai loro campi. Sul nostro Pianeta vivono 7miliardi di persone, che tendono ad ammassarsi nelle città. Solo qualche decennio fa eravamo 2miliardi e 500 milioni (nel 1950); la popolazione sulla Terra è più che triplicata (la stima per il 2045 è di 9miliardi di abitanti). E’ una crescita esponenziale paurosa. Le persone lasciano le campagne e vanno a rovistare nei cassetti della spazzatura delle grandi megalopoli. Sono questi gli aspetti sui quali occorre riflettere. Senza una politica che governi il Pianeta e che aiuti le persone a vivere nei luoghi dove sono nate, purtroppo lo stragismo degli ultimi anni è qualcosa con cui dovremo convivere.
Da Monaco a Kabul, frutto velenoso del nostro tempo
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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