• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Da Forza Italia a Forza Italia

di Roberto Riviello | 30 Settembre 2013

Da un lato si resuscita Forza Italia con la stessa allegria di un film sugli zombie, dall’altro  la vacanza della politica produce il dibattito infinito sulle regole del congresso. E il problema prioritario del Pd non è più governare il paese, ma unicamente governare se stesso.

forzaitaliaCome il demone nietzschiano che ne La gaia scienza annuncia l’ eterno ritorno, così il Cavaliere nell’ ultimo videomessaggio ci ha svelato che un altro ritorno è già nei fatti, e non si tratta di un coraggioso ritorno al futuro, se mai è il passato che banalmente ritorna o più probabilmente  è il suo tentativo di rimuovere la Storia e di sublimarsi nel presente, perché la politica (berlusconiana e non) al tempo della tecnica e di Internet ha definitivamente rinunciato a proiettarsi e a progettare, e si nutre solo di bilanci, statistiche, marketing e indici di gradimento.

Siamo infatti passati dalla razionalità del buon governo degli Stati nazionali al totalitarismo finanziario degli eurotecnocrati e dei manager pubblici strapagati nel giro di qualche decennio: per i profani un tempo lunghissimo, ma in verità frutto di un’ accelerazione vertiginosa ancora in gran parte da interpretare e metabolizzare.

Il ritorno a Forza Italia ha il sapore nostalgico di un ritorno a casa (nostos per i Greci) laddove la casa non è più la reggia splendente e neppure è occupata dai Proci, ma è un cumulo di rovine, destinate solo a essere visitate da romantici viaggiatori nordici di fine Ottocento. Ed è proprio quest’ aria da romanticismo un pò funereo alla Heinrich Fussli che si intravede sul volto un tempo sorridente di Berlusconi e di quelli che gli stanno accanto (persino l’arguto e spiritoso Brunetta sembra diventato un grigio speaker della Rai anni sessanta quando concede interviste e annuncia l’ imminente Aventino dei deputati neo-forzisti).

Incapace di pensare il futuro, Berlusconi si rifugia nell’ idea che il passato possa ritornare tale e quale, grazie alla magia del nome antico che dovrebbe rievocare la forza, appunto, del movimento alle sue origini. Ma la parola che rimanda solo a se stessa, perde di significato, è come il Pdl che ha smarrito la sua vocazione liberale e ha trovato nell’abolizione dell’ Imu la sola ragion d’ essere.

In assenza di ogni prospettiva neo-rinascimentale e visione lungi-mirante, con la coscienza che la crisi è  la condizione in cui l’ Europa dovrà permanere almeno fino all’alba di una nuova civiltà (lo so, viene in mente Spengler) e la metafora della luce in fondo al tunnell ormai fa ridere anche i bambini, vediamo i vecchi leader e i nuovi leader confondersi tra loro e gareggiare a chi meglio azzera ogni possibilità di senso e di riformismo.

Così, mentre da un lato si resuscita Forza Italia con la stessa allegria di un film sugli zombie, dall’altro  la vacanza della politica produce il dibattito infinito sulle regole del congresso. E il problema prioritario del Pd non è più governare il paese, ma unicamente governare se stesso.

La scrittura delle regole diventa un gioco che si autoalimenta, completamente fine a se stesso, un puro gioco di potere che non ha altro risultato se non quello di dilatare i tempi e tenere a galla la nomenclatura, affinché nessuno possa elevarsi al di sopra della mediocrità.

I democrats allevano e nutrono i loro leader per poterli poi divorare e annientare. E’ successo così con Veltroni e Bersani, succederà sicuramente anche con Matteo Renzi. Se nel partito monocratico berlusconiano l’idea stessa di congresso suona come un impossibile ossimoro, nel Pd l’assemblea dei delegati non è virtù democratica praticata ma innanzitutto dispiegamento delle forze sul campo di battaglia. E come in tutte le guerre che si rispettino, i contendenti prima (non) si accordano sulle regole.

Da qualunque parte la si guardi, la politica italiana  sembra condannata ad una paralisi dalla quale neppure il neonato, ma incapace di decidere, movimento di Grillo è riuscita finora a scuoterla. Se, come pare, si tornerà presto a votare, chissà quanti italiani troveranno la fiducia e l’ energia sufficiente per uscire di casa e recarsi ai seggi. Ma se la maggioranza diventerà davvero una silent majority, bisognerà finalmente interrogarsi sul significato della nostra democrazia e allora, anziché tornare nostalgicamente al passato o sprofondare nell’ assoluto presente, sarà meglio cominciare a pensare il futuro.

Pubblicato in : Editoriale

Info Roberto Riviello

Insegnante, si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze nel 1978, risiede nel Valdarno fiorentino. Commenta la politica italiana su Pensalibero.it e scrive racconti per radio poi diventati sceneggiati e testi teatrali messi in scena come regista. Ha al suo attivo anche un film sulla vita di un grande poeta toscano poi finito in manicomio. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti