
Così, nel volgere di pochi mesi, succede che il profeta dell’antipolitica subisce una mutazione genetica e si ritrova, come una Moretti qualunque, a commentare la batosta elettorale puntando il dito sui cittadini colpevoli di non aver capito il suo messaggio rivoluzionario, che poi era quello della decrescita felice, e dunque non si capisce bene perchè l’improvvisa decrescita dei voti inferocisca Grillo, invece di rallegrarlo alquanto per aver azzeccato almeno una previsione. Chè sulla rendicontazione ci stiamo ancora attrezzando.
E certo, bisogna dirlo, siamo degli ingrati, incapaci di riconoscere la giusta ricompensa a chi ci ha regalato i pochi momenti davvero esilaranti nella complessiva tragedia della disfatta della politica che abbiamo visto consumarsi nell’ultimo anno. Come abbiamo potuto dimenticare così in fretta lo strepitoso spettacolo delle Parlamentarie, che ci ha offerto uno spaccato meraviglioso di vite sorprese nelle cucine di casa, nei cortili dei condomini, tra i panni stesi e l’acqua che bolle, mentre si fa strada il sogno di svoltare armati solo di scontrini e liste della spesa?! E quella magnifica illusione che ha portato a definire il Presidente di tutti un nome riciclato con un pugno di preferenze date in Rete?! Son momenti che avremmo dovuto custodire gelosamente nel cuore e nella memoria, tenendoli in serbo per i tempi ancora più bui che, ne siamo certi, i nostri politici non ci faranno mancare, una sorta di Candid Camera antidepressiva buona a sconfiggere ogni accesso di malumore – e dunque è lecito sentirsi dare la colpa per aver dimenticato così ingenerosamente chi ci ha fatto tanto divertire.
Epperò. Sarà che, forse, quei cittadini qualunque catapultati in Parlamento, ci son sembrati uno specchio un pò troppo impietoso di ciò che pure siamo – almeno in parte. Ed i nostri difetti, si sa, ci piacciono tanto finchè non diventano anche quelli degli altri e principiano a darci fastidio. Per esempio, quel Crimi che soffre di narcolessia e si addormenta ovunque, in treno, in Parlamento, e financo quando parla, un pò ci diverte ed un pò ci indigna, che alla fine, oltre la poetica dei rimborsi restituiti, noi comunque lo paghiamo per stare sveglio, almeno quel tanto che basta a capire dove si trova. E la Lombardi, che pubblica appelli accorati su Facebook perchè ha perso il portafoglio con gli scontrini e non sa come documentare le sue spese, e intanto fa scoperte immaginifiche, e del tutto insospettate, tipo che è la Costituzione a prevedere che il Presidente della Repubblica debba aver compiuto cinquant’anni – ecco sì, anche lei, va bene aver l’aria di Alice in Wonderland e la pettinatura della signorina Rottermeyer nei suoi momenti peggiori, però quelle due o tre basiche informazioni da educazione civica per principianti la renderebbero più gradita, se mai si decidesse a procurarsele.
E sarà quell’arietta poco salubre da pogrom che spira dalle riunioni segretissime – ché lo streaming va bene, ma mica per i fatti nostri – dove si cacciano i dissidenti e non si accetta altra opinione, altra posizione ed altra decisione che non sia quella del Capo. Ecco, a dirla tutta, neanche quella c’è piaciuta tanto, ché avendo frequentato a suo tempo qualche scuola ed anche qualche libro, cosa che non mancherà di stupire la Lombardi – “ma dove sta scritto che si debba studiare per sapere”, par già di sentirla – abbiamo imparato che si nasce Robespierre e si finisce tricoteseuses, ad applaudire le teste di quelli che non la pensano come te mentre cadono sotto la ghigliottina. E di noi italiani si può dire tutto il male possibile, ma non che ci manchi l’istinto di autoconservazione.
O forse, quello che ci ha disamorati del tutto, è stato l’increscioso episodio del grillino dimenticato in autogrill – non si abbandonano così i rivoluzionari, pare brutto, non si fa. E quel solitario epigono di Alberto Sordi che grida “M’hanno rimasto solo” ci ha aperto gli occhi sul destino che ci sarebbe aspettato: perché va bene poveri, va bene anche brutti, ma condannanti a vita al Camogli riscaldato no, eh.

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