Ma dove andremo a finire? Direbbe la mia prof di Italiano delle Media mitica Anna Prandi Bondioli. Se persino il linguista De Mauro nella trasmissione della Bonaccorti “Tornando a casa” dice che si puo’ tollerare nel linguaggio corrente un “gli” riferito a duna donna!! Tipo: gli ho dato un passaggio a mia sorella. Dove andremo a finire soprattutto in storia. Ad una domanda sull’estensione dell’Impero Ottomano un candidato ha risposto con un’altra domanda: “Da est a ovest o da ovest a est” Da dove vuole lei replicò lo sconsolato professore.
Mah povero Crispi. Si proprio lui Francesco Crispi , nato a Ribera il 4 ottobre 1818 e morto a Napoli il 12 agosto 1901 è stato un noto politico italiano. Fu presidente del Consiglio dei ministri italiano nei periodi 29 luglio 1887 – 6 febbraio 1891 e 15 dicembre 1893 – 10 marzo 1896. Noto politico italiano, capo del governo, ma non per tutti. E soprattutto non per tutti i laureati che si accingevano a sfidare la sorte e la cultura generale per fare un master in comunicazione. Povero Crispi. Ma anche povero Cavour e poverino Giolitti per rimanere in Storia, piuttosto recente. Ma povero anche l’Impero Ottomano se quello studente si è premurato di chiedere al prof: mi dia un aiutino. Come in tv. L’allarme è stato lanciato di recente dal nuovo rettore dell’Alma Mater Studiorum, l’Università di Bologna, la più antica de’Europa: “Arrivano che sembrano degli analfabeti”. Hanno problemi anche con la lingua. Nella media assomigliano a quelli che non riuscivano ad arrivare alla terza media. Poi magari sono specializzatissimi e sanno tutto nella loro particolarissima disciplina, ma non nella cultura generale. Sanno tutto magari dei neutrini o delle sceneggiature neorealiste, di normative sulla integrazione nella storia o di movimenti culturali nella Spagna di Franco, ma se gli (o le) chiedi una data di Storia italiana attorno o dentro la seconda guerra mondiale, beh, roteano gli occhi al cielo, cercano un aiutino dagli occhi dei commissari, storcono la bocca verso al finestra come a cercare un uccellino d’autunno che possa venire ad imboccarli. Imbarazzate. Scene vissute. “Senta –azzarda il professore di Storia- mi sa dire cos’è successo in Italia il 25 luglio del 1943?” La ragazza, laureata in lingue, rimane un istante interdetta. Bascula con la testa verso il tavolo e cerca di capire cosa c’era in Italia in quel benedetto o maledetto caldo luglio del 1943. Dopo qualche secondo il professore di Storia si convince che è meglio contestualizzare. “Signorina cosa succedeva in Italia e in Europa in quel periodo?” E la signorina. “Beh c’erano le guerre”. Beh vabbè. E da noi chi comandava: “ Il fascismo”. Beh sì e chi era il capo del governo? “Ah Mussolini”, ammette ora contenta la candidata. Che evidentemente al suono della parola governo guerra riuscì a connettere il nome Mussolini. Ma proprio quel 25 luglio non le diceva nulla. Dopo un ultiore minuto di silenzio imbarazzante il colpo teatrale. Sospirando ci disse: “Ma il 25 luglio non è che è l’8 settembre”, E noi quasi in coro. “EH no, anche dai numeri sembrano proprio due date diverse”. Tutto vero cari lettori e care lettrici. Non c’è niente da fare si ultra specializzano nella loro materia e sotto materia e poi le cose che hanno studiato al liceo , se le hanno studiate, se le dimenticano. Ad una domanda sull’estensione dell’Impero Ottomano un candidato ha risposto con un’altra domanda: “Da est a ovest o da ovest a est” Da dove vuole lei replicò lo sconsolato professore. Hanno qualche problema anche con la sigle e i nomi di enti e istituzioni che una volta appartenevano alla facilissima educazione civica. Non c’è bisogno di fare un corso di istituzioni pubbliche. Ad un candidato peraltro sveglio su tanti argomenti abbiamo chiesto quale istituzione ha sede nel municipio. Si rischiava di finire alla Camera di commercio. Qualche dubbio anche sul ruolo di consigliere e assessore, chi fa cosa non sempre è chiaro anche per lo specializzato in storia del cinema. Senta signorina sa dirmi cos’è il “mercato azionario”? Qualche attimo di riflessione e poi l’ineffabile risposta. “Beh è il mercato delle nostre azioni”. Sarebbe proprio una buona azione ricominciare da capo. Prof battete un colpo.
Fabrizio Binacchi

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