Un altro colpo mortale è stato inferto al Partito Socialista Italiano, dal gagliardo DI PIETRO, in veste di P.M., durante un incontro televisivo con Bobo Craxi, su Canale 5, finito per KO di Craxi.
Una scena pietosa, vedere Craxi cadere sotto i colpi di, Di Pietro, che si permise di affermare che Bettino Craxi dichiarò la sua personale colpevolezza, durante l’interrogatorio, allorquando parlò del sistema di finanziamento a tutti i partiti, all’epoca della 1^ Repubblica. Più feroce Di Pietro diventò, quando, affermò che i Giudici di Milano agirono, secondo legge, e solo dopo le moltissime denunce, da parte delle imprese, che erano state costrette a contrattare la tangente con i politici. Salì in cattedra, quando difese il giudice Borrelli, apostrofato da Craxi Bobo, come terrorista giudiziario.
A quella trasmissione, per il tema specifico da trattare, per la presenza del personaggio Di Pietro, non si doveva andare. I colpi mortali a Craxi, durante tutta la trasmissione, arrivarono da, Di Pietro, da Mentana e da Feltri. Alla ricorrente domanda di Mentana, rivolta a Craxi e Di Pietro, sulle ragioni politiche che li tengono insieme nello stesso Polo, non c’è stata una sola risposta. I telespettatori, hanno capito una cosa sola: “Bobo non può essere l’erede del Partito Socialista Italiano, lasciato da Bettino Craxi.
All’incontro, si doveva andare per contestare a Di Pietro tutte le sue azioni mirate a distruggere gli uomini politici di una certa parte, altro che un’azione dovuta per legge. Di Pietro doveva dire per conto di chi agiva, atteso che la Magistratura ( che sapeva tutto e di tutti) ha consentito, senza muover ciglia, che varassero l’amnistia, per salvare determinati uomini, di una determinata parte politica e dopo tirare fuori le notizie criminose di cui era in possesso. Di Pietro doveva chiarire le sue ragioni per aver abbandonata la Magistratura e, strano a dirsi, intraprendere la carriere politica. L’Ex magistrato doveva spiegare perché non ripeteva la stessa sceneggiata di sbattere la tonica per terra tenuto conto di tutte le accuse di malgoverno che Egli rivolge continuamente alla coalizione di cui fa parte. Infine, perché accetta di essere nella stessa area in cui è Craxi, dopo aver ripudiato ogni socialista erede di Craxi.
Di Pietro doveva essere messo alle strette per fargli chiarire i motivi dell’uscita dalla Magistratura, per fare il politico e ingoiare rospi, per capire il suo tallone d’Achille. Per finire, Craxi doveva impedire di rivisitare le incivili scene delle monetine lanciate da irresponsabili, ignoranti, al servizio d’interessi politici ed economici, ben individuabili e reclamare a pieni titoli la rivisitazione storica del Socialismo, dal Midas alla 2^ Repubblica.
Domenico Civitano Bitetto (BA)

Caro Compagno Giampaolo, il piacere è tutto mio.
Ma guarda che mi tocca fare: io che difendo Craxi…..ci manca solo che domenica vado a messa………..
A parte gli scherzi, non si può continuare a criminalizzare il povero Bobo solo perchè non è all’altezza del padre o meglio, perchè vorrebbe e dovrebbe smetterla di essere solo il “fglio di Bettino” ma chessò, il leader dei I SOCIALISTI, oppure il Sottosegretario agli Esteri!
Basta con la filastrocca del Bobo traditore.
Tu mi conosci, se non fosse perchè sono fortemente convinto che ogniuno deve stare dove meglio sta, sarei più propenso a criticare la scelta a destra di Stefania che non la scelta a sinistra di Bobo!
Comunque l’importante è sentirci.
A presto e viva sempre IL SOCIALISMO!
Stefano Longo-UNITI PER IL SOCIALISMO
INSUSCETTIBILE DI RAVVEDIMENTO
Caro Stefano, chi si rivede?
Concordo con Te. e credo proprio che la prima a cui è stato rivolto l’invito sia stata la sanguigna figlia, che non ha voluto cadere nella trappola.
Purtroppo non si è capito che gli eredi naturali, sono cosa diversa dagli eredi politici e su questo marcia tutta una letteratura di destra e di sinistra. Quasi come quella di Lady Diana.
Credo che i due figli, che hanno avuto anche, grazie al nome, prebende in politica di parte, perché oggi tutti vorrebbero appropiarsi dell’eredità politica di Bettino, DOVREBBERO AVERE L’ORGOGLIO DI FARE POLITICA PER SE STESSI e non lucrare una rendita di posizione di cui mi appaiono poco degni.
Ciao “lombardiano”.
Quello che mi sconcerta è che si continui a mischiare e confondere Socialismo e Craxismo.
Il craxismo si è scostato anni luce dal socialismo e Craxi lo sapeva, non solo , faceva di tutto per rimarcarne la differenza, a partire dalla dismissione della falce e martello passando per lo storico libro per arrivare al nuovo simbolo che del PSI manteneva solo l’ aggettivo Socialista, per convenienza.
Il craxismo ha cambiato il modo di pensare rispetto al socialismo ed ha istaurato un modo di fare politica completamente diverso dal passato, migliore o peggiore lascio a voi decidere, ma diverso.
Lo stesso Di Pietro, non so quanto volutamente, commette un grave errore di identificazione quando parla di socialisti perché non tiene conto dell’evoluzione (involuzione)che c’è stata dall’avvento di Craxi.
Io sono fermamente convinto che fino a quando questo equivoco non sarà metabolizzato ed accettato, dai craxiani, e denunciato dai socialisti, continueremo a prestare il fianco, non ai Di Pietro ma a tutti quelli, ex democristiani ed ex comunisti, che lavorano giorno e notte, senza tregua, per impedire che un partito socialista possa rifondarsi in Italia.
Presa di coscienza per ripartire !
Ho avuto la disgrazia di vedere questo programma e non lo dico come “Craxiano” ma come teleascoltatore.
Discussioni sterili, banli ed improduttive sul passato senza considerare un pronunciamento di strasburgo sulla vicenda Bettino Craxi e tangentopoli, ma sopratutto senza uno spiraglio verso il futuro. Certamente sarà interessante considerare che quei due “nemici” non sono solo alleati ma anke colleghi di governo (Ministro Di Pietro e Sottosegretario Bobo) presto potrebero addirittura vivere sotto lo stesso tetto politico del Partito Democratico.
Da notare ke l’attuale csx non ostante qualcuno tenti di appropriarsi erroneamente della figura di Craxi (DS) non ha nulla a ke spartire con il soiclaismo liberale riformista.
Il mio personale giudizio in merito alla serata che ha visto di fronte Craxi Vittorio e Antonino Di Pietro, può solo essere il seguente: PENOSO!
Continuare a discutere sul fatto che siano stati maggiori gli eccessi della magistratura rispetto agli errori effettivamente commessi dal Psi di Bettino a me pare sterile ed affatto inutile al fine di una definitiva volontà di far emergere una lettura serena di come sono andati i fatti.
Non mi appassiona il fatto di giudicare se Bobo sia o no all’altezza del padre come non mi diverte vedere Di Pietro cambiare continuamente vestito dimenticandosi continuamente che non è più un magistrato!
Lo ripeto: ho visto lo spettacolo e l’ho trovato triste e penoso con un figlio impegnato nella difficile difesa di un padre che non c’è più (e che forse si difende meglio da solo anche se morto) e un giustizialista ancora non soddisfatto del suo operato impegnato nel difficile compito di leader di un partito e ministro e al contempo nella veste, al quanto vergognosa e paradossale, di paladino della antipartitocrazia…….si lo so: è un pò complicato, controverso e contradditorio ma come voi ben sapete, il prode magistrato, politico, ministro, predicatore untore, dispensatore di condanne e assoluzioni, di destra e di sinistra ecc,ecc, non ha mai brillato per coerenza.
Io non credo che si debba accollare a Bobo colpe o responsabilità particolari e non credo che nemmeno lui si sogni di guidare un futuro consistente Partito Socialista. Quello che penso io è che Bobo non avrebbe dovuto, anche per orgoglio, accettare di parlare del padre con chi lo ha incriminato. Poteva starsene a casa e mandare qualcun’altro craxiano a difendere le ragioni delle “vittime” di tangentopoli.
Piuttosto mi meraviglio che Mentana, per fare odiens, non abbia chiamato la scatenata e passionaria figlia di Bettino, l’On. di Forza Italia, Stefania Craxi! Immaginatevi che botto!
Comunque, constato con rammarico che con queste iniziative di dubbio gusto, si vogliono tenere aperte ferite quasi a voler alimentare sentimenti di vendetta o di rivalsa che i fatti ed il tempo parevano aver assopito.
Non sò a chi giovi ma non sicuramente alla causa Socialista.
Un saluto Socialista e a presto. Grazie ancora per l’ospitalità.
per UNITI PER IL SOCIALISMO
Stefano Longo