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Costi bancari e nuove tecnologie. Pagare, pagare e pagare… Non abbiamo mai avuto l’anello al naso

di Vincenzo Donvito | 27 Novembre 2017

Nel momento in cui l’indagine di Bankitalia ci fa sapere che il costo medio della tenuta dei conti correnti bancari e’ aumentato (1), dopo che le modifiche unilaterali (per giustificato motivo, per carita’, come dice la legge…) sono all’ordine del giorno da parte delle banche.. tanto sanno che e’ molto difficile che un’azienda (soprattutto le piccole) si metta cambiare banca per costi aumentati di qualche euro all’anno…. in questo momento, e’ di oggi l’esordio dei bonifici istantanei (10 secondi, dicono). Per ora limitato a pochi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella), che pero’ non lesinano centesimi nell’acquistare costose intere pagine pubblicitarie sui quotidiani per comunicarlo ai loro clienti attuali e futuri. Quindi vuol dire che e’ un sistema che fara’ loro incassare piu’ soldi, ed e’ bene ricordare che questi soldi non possono che arrivare dai loro clienti. Un servizio in piu’ che costa
in piu’ e che porta loro piu’ soldi. (2)
Costi -per il momento- 1,6 euro per Intesa San Paolo (60 cent in piu’ del costo ordinario SEPA online), 2,5 euro per Unicredit (1 euro in piu’ di quello ordinario SEPA online). Il costo in piu’ ha ovviamente una sua logica: prima ci mettevano mediamente tre giorni di valuta, ora zero giorni, anche se la gestione della pratica ha di per se’ costi minori… Ma, siccome non sono istituti di beneficenza, e’ evidente che questo importo in piu’, e’ piu’ che compensativo della mancanza di questa disponiblita’ di valuta. Dove si legge di questa innovazione si viene edotti di sistemi informatici particolari alla bisogna…. ma che differenza c’e’, per esempio, rispetto ad un pagamento via Paypal o altri sistemi super-usati e mediamente quotati sicuri anche dai piu’ acerrimi sostenitori dell’iper-sicurezza? Non credo che qualcuno ci illuminera’ in merito, altrimenti di che camperebbero i programmatori informatici? (3)
Queste sono solo alcune nostre osservazioni che resteranno tali. Ai risparmiatori -di tutte le risme, grandi e piccoli che siano- vogliamo solo dire: siete sicuri che vi serve proprio un bonifico che arrivi dopo presunti 10 secondi invece dei soliti tre giorni di media, a cui tutti siamo abituati e che non ci hanno impedito di fare affari e pagamenti fino ad oggi? Siamo per questo contro la tecnologia? Falso problema. Anzi. La tecnologia ci piace e crediamo sia utilissima…. ma essenzialmente per far spendere meno soldi a tutti, fornitori di servizi e utenti. Qui, invece, se da una parte abbiamo i fornitori che sicuramente spendono meno, non ci sembra altrettanto per gli utenti. Quindi qualcosa non torna. Per capire: e’ come quando nei Comuni, per farti fare la carta d’identita’ elettronica, ti fanno spendere una sacco di soldi in piu’ rispetto a quella cartacea. Ovvìa! Abbiamo tutti lo smartphone in tasca e ci colleghiamo ad Internet, non abbiamo mica l’anello al
naso… E quindi? Diamogli tempo, alle nostre banche, in modo che capendo, grazie a pochi clienti di questo nuovo sistema, che la loro diminuzione di costi deve corrispondere ad altrettanta diminuzione di costi dell’utenza e non il contrario… si adeguino. E’ il mercato. E noi utenti e consumatori, non dimentichiamolo, siamo i principali attori. Cioe’: senza di noi, nisba!

1 – https://www.aduc.it/notizia/costi+conti+bancari+crescita+online+meno+cartaceo_134295.php
2 – E’ la logica del profitto, del resto le banche sono societa’ per azioni e devono render conto ai loro azionisti dei guadagni, sempre col metodo che gli azionisti possono anche avere dei bidoni, tanto chi li ha fatti non paga, poi arriva lo Stato a ripianare tutto; e poi ci sono gli obbligazionisti e i clienti di prodotti finanziari non raramente ai margini e oltre la legalita’. Sono le banche italiane, quelle per cui proprio in questi giorni c’e’ una speciale commissione parlamentare di inchiesta che sta cercando di capire cosa sia successo e cosa stia continuando ad accadere; commissione di inchiesta di cui saremo tutti curiosi di sapere a quali conclusioni arrivera’, se ci arrivera’.
3 – gli stessi che sfornano, per esempio, una novita’ tecnologica di telecomunicazioni al giorno e che, siccome hanno una melina come simbolo, ci viene offerta al triplo del prezzo di mercato spacciandola per innovazione di servizi che mediamente non utilizzeremo mai.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, banche, commissione, consumatori, conti, conti correnti bancari, costi, euro, istituti di credito, mercato, merito, notizia, soldi, stia, unicredit

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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