• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Così la pandemia ci abitua alle code

La coda, anche solo di 10 minuti, è un tempo ritrovato, è un’occasione improvvisa di riflessione. E noi tutti sappiamo quanto è importante ritrovarsi e riflettere, pensare e pensarsi.

di Fabrizio Binacchi | 22 Marzo 2021

E’ la stagione delle code, dobbiamo abituarci. O meglio riabituarci. Da un anno facciamo code per fare cose che eravamo abituati a fare senza coda, come entrare in un supermercato o andare in farmacia. L’altro giorno c’era coda anche per entrare all’ospedale di Suzzara, normale visti i tempi di emergenza che stiamo vivendo: coda ordinata ed ineluttabile per andare a ritirare dei referti alla vigilia di settimane rosse. Una coda non esagerata dalle dieci alle venti persone in fila indiana e ben distanti tra loro. E’ uscito un addetto della portineria a chiedere chi avesse bisogni diversi dal semplice ritiro del referto come visite o accessi ai reparti misurando direttamente la temperatura all’esterno e la coda si è semplificata anche se era già ampiamente sopportabile.

Abituarsi a stare in coda per attività a cui non pensavamo fosse necessario una qualsiasi forma di attesa non solo è necessario ma anche istruttivo. La coda, anche solo di 10 minuti, è un tempo ritrovato, è un’occasione improvvisa di riflessione. E noi tutti sappiamo quanto è importante ritrovarsi e riflettere, pensare e pensarsi.

E’ strana ma ampiamente spiegabile la sensazione di perdere tempo per code non abituali di 10 minuti mentre diamo per scontate le  code di mezzora o un’ora nel traffico di una città o alla barriera autostradale e tutto questo ci dice quanto è relativo e adattabile il concetto di tempo.

L’emergenza della pandemia nelle sue svariate sfaccettature ci sta educando ad usare meglio il tempo, i minuti come le ore, le giornate come le settimane, ci sta educando anche inconsapevolmente a pesare il tempo, non solo a riempirlo. La misura del tempo ci viene meglio quando ci ritroviamo improvvisamente in coda col problema interiore ed esteriore di cercare e trovare qualcosa da fare e a cui pensare.

Se andiamo a farci il tampone mettiamo in conto di stare un po’ in coda, in auto o a piedi. Se andiamo a fare il vaccino mettiamo in  conto di stare in fila prima per entrare nell’ospedale o nel centro vaccinale e poi per ritirare le carte del questionario e del consenso e poi per dare i documenti all’infermiera e poi  in coda per entrare nell’ambulatorio o nello spazio destinato all’inoculazione del siero. Quattro attese che ci sembrano più lunghe o più corte a seconda dell’importanza che diamo all’evento. La coda per entrare in discoteca (chi se lo ricorda più?!) è ben diersa dalla coda per andare dal dentista. Pensiamo che ci siano code utili e code inutili, code pesanti e code leggere, invece possono essere tutte opportune con l’esercizio della pazienza necessaria.

Certo poi incontri o puoi incrociare i furbetti della coda e quelli ti fanno un po’ arrabbiare perché ci provano a superarti e farti sentire scavalcato, sensazione che non tutti tollerano al meglio. In coda alla cassa di un supermercato mi capita di far passare avanti una signora o un signore che ha meno spesa di me e spesso l’occhiata è di stupore. Questi mesi di emergenza con nuove abitudini indotte ci stanno insegnando che molte frette sono inutili.

In realtà ci sembrano intollerabili e scarsamente giustificabili le frette degli automobilisti della domenica, ma anche del mercoledì che ad uno svincolo o ad una canalizzazione, ti si affiancano e poi ti superano come se quei 10 secondi fossero fondamentali per il seguito del viaggio.

I cosiddetti furbetti dell’autostrada, dalla mia esperienza, si esibiscono volentieri all’innesto della Brennero sull’Autosole a Campogalliano. Solitamente c’è più coda in direzione Bologna e molti fanno finta di andare in direzione Reggio e più o meno all’ultimo si infilano sull’altra carreggiata all’imbocco dello svincolo con cavalcavia. Non è bello. La coda provoca strane reazioni nei nostri cervelli. Imparare a stare in coda è un bell’esercizio di pazienza e un allenamento di saggezza: all’edicola come al bancomat, al casello come al parcheggio taxi. Consolante anche solo pensarlo.

Fabrizio Binacchi

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: bologna, consenso, emergenza, persone

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti