• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ma che cosa pensano i nuovi padroni del mondo? Nessuno glielo ha (ancora) chiesto

Il mondo è comandato da 50 società multinazionali gestite da 65 persone.

di Pippo Amoroso | 26 Dicembre 2017

Giorgio Galli compirà novantanni a febbraio.

Insieme a Mario Caligiuri, docente all’Università della Calabria, ha appena pubblicato, per Rubbettino, “Come si comanda il mondo – teorie, volti, intrecci”.

E’ un libro straordinario.

In 150 pagine e 12 importantissime appendici gli autori ci offrono un contributo preciso, analitico, motivato della mappa del potere reale che oggi permea tutti i paesi, al di là delle apparenze.

Altro che Trump, Putin, Merkel, Xi Jinping.

Il mondo è comandato da 50 società multinazionali gestite da 65 persone.

L’elenco delle 50 imprese, tutto sommato, non presenta soverchie sorprese: al primo posto c’è Barclays, al quarto Axa, al sesto JP Morgan Chase, all’ottavo UBS, al nono Merrill Lynch, al dodicesimo Deutsche Bank, al quattordicesimo Credit Suisse, al diciottesimo Goldman Sachs; seguono Morgan Stanley (21°), Mitsubishi (22°), Société Générale (24°), Bank of America (25°), Allianz (28°), Lehman Brothers (toh, chi si rivede! 34°), Nomura (38°), Unicredit (43°), BNP Paribas (46°) e China Petrochemical (50°).

Le imprese con sede negli USA sono ben 24, quelle ubicate a Londra 8, le francesi 5, 4 le giapponesi, 2 le svizzere, le tedesche e le olandesi, 1 la cinese ed 1 l’italiana.

La grande sorpresa è costituita dall’elenco ragionato dei 65 uomini più potenti del mondo, compilato in ragione dei ruoli che gli stessi ricoprono nelle 50 imprese sopra menzionate.

Ai primi dieci posti siedono James Staley, John Mcfarlane, Timothy Armour, Brian B. Hogan, Thomas Buberl, Denis Duverne, Joseph Hooley, Jamie Dimon, Sir John Kingman e Nigel Wilson. Seguono altri 55 illustri sconosciuti (gli italiani sono due, Lorenzo Bini Smaghi – 29° – e Giuseppe Vita – 56°).

Non credo che questi nomi dicano granchè al grande pubblico, e neppure alla fascia più acculturata di chi legge giornali e libri.

Questo è il punto cruciale.

Nel 20° secolo, gli uomini più importanti nel mondo, da Hitler a Stalin, da  Roosevelt a Mao incarnavano delle  visioni del mondo in profondo contrasto fra loro.

Da ciò derivavano precise conseguenze in ordine alla gestione dell’economia dei loro paesi e del mondo intero.

Oggi le ideologie sembrano scomparse (guai a cercare di distinguere ancora “destra”  da “sinistra”, vieni considerato obsoleto, fuori del tempo, vecchio).

La globalizzazione ha tolto molto del potere reale ai singoli stati.

Comandano le multinazionali, specie quelle che si occupano di finanza, di banche e di comunicazione.

A questo ultimo proposito, Galli e Caligiuri segnalano che Vanguard Group – 8° in classifica fra le imprese più potenti del mondo – è la principale azionista di Google, Facebook, Apple, la prima anche in  Amazon, nonché la seconda in Coca Cola).

Ma che cosa pensano i nuovi padroni del mondo?

Nessuno glielo ha (ancora) chiesto.

Da quello che si vede, a nient’altro che fare denaro, sempre di più, per sé (prima di tutto) e per le imprese di cui sono a capo (soprattutto come CEO).

Dopo qualche anno, ciascuno di loro cambia: diventa docente ad Harvard, piuttosto che ministro del tesoro, o presidente di una banca.

Anche le imprese cambiano: esaurito lo slancio speculativo di un settore, scompaiono ed i manager ricompaiono da un’altra parte, verso nuove avventure.

Karl Popper, nell’ormai lontano 1996, ha scritto che il problema del momento era come controllare chi comanda.

A più di vent’anni di distanza, il tema è ancora più attuale, ma non si vede all’orizzonte alcuna seria proposta.

 

Pippo Amoroso    (http://www.mu-me.it)

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: apple, autori, banche, calabria, giornali, globalizzazione, harvard, lehman, lehman brothers, merkel, mondo, mondo intero, persone, putin, tesoro, unicredit, usa

Info Pippo Amoroso

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti