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Cosa cercava al Cairo Giulio Regeni?

Sarà difficile se non impossibile per la Magistratura italiana riuscire a stabilire un quadro chiaro e preciso.

di Giacomo Properzj | 17 Aprile 2016

Il chirurgo maxillo facciale, leggi dentista, senatore Roberto Calderoli ben noto in Parlamento per le sue trovate paracostituzionali, ha richiesto di richiamare l’ambasciatore italiano in Egitto in seguito alla vicenda Regeni. Non è il solo, alla sua richiesta si sono accodati diversi parlamentari dell’estrema sinistra e naturalmente i deputati 5Stelle. Il richiamo dell’ambasciatore e la rottura diplomatica che ne deriva sono la premessa di uno scontro militare: siamo cioè alla “politica delle cannoniere” quando i paesi europei sbrigavano le proprie faccende con i paesi dell’oriente attraverso l’invio della flotta militare.

La vicenda di cui parliamo è ovviamente misteriosa a partire dal fatto che non si capisce bene su che cosa indagasse il bravo Giulio Regeni. Certamente le ferite trovate sul suo corpo dicono che è stato torturato ma, normalmente, si tortura una persona per conoscere qualche suo segreto, comunque per interrogarlo. D’altronde Regeni era cauto, tanto è vero che mandava le sue corrispondenze al Manifesto sotto falso nome che voleva dire che aveva paura di qualche cosa. Un altro elemento di mistero sta nel fatto che il cadavere di Regeni è stato trovato ai bordi dell’autostrada. Servizi segreti regolari avrebbero certamente avuto modo di farlo sparire definitivamente.

Tutto ciò non toglie responsabilità al Governo egiziano e alla sua polizia, come ha spiegato bene su Il Sole 24ore il corrispondente nel Medio Oriente Negri.

Sarà difficile se non impossibile per la Magistratura italiana riuscire a stabilire un quadro chiaro e preciso e a superare i mille ostacoli alla verità in una dittatura orientale, violenta e sanguinaria.

Attenzione però, la posizione formalmente rigida dell’Italia trova il consenso in Medio Oriente delle forze integraliste e in particolare dei circoli islamici dell’Egitto che sono perseguitati dal generale al-Sisi. Poiché sono gli integralisti, nelle loro varie sfumature, che organizzano gli attentati in Europa, questa posizione potrebbe presentare per noi dei vantaggi, cioè non essere uno dei principali obiettivi dello stragismo islamico. Sono cose che non bisognerebbe dire, forse solo pensare ma noi, che ormai abbiamo visto di tutto, riusciamo anche a dirle senza scomporci più di tanto poiché sappiamo che i santi si trovano solo in Paradiso dove si troverà sicuramente anche lo sfortunato Regeni.

Saremo probabilmente sotto terra da molti anni quando forse le procure intenteranno un processo senza fine e senza esiti a funzionari che avrebbero cercato di avere rapporti con i terroristi.

Un nuovo processo Stato-Terrorismo.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cairo, calderoli, consenso, europa, giulio regeni, governo, italia, magistratura, paesi europei, parlamento, polizia, processo, roberto calderoli, senatore

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. franco bianchi

    19 Aprile 2016 alle 17:45

    f.bianchi
    nessuno chiede chi ha mandato regeni in egitto!!!

    Rispondi
  2. Orazio Covolo

    18 Aprile 2016 alle 18:59

    Sig. Giacomo, il fatto che Reggeni sia stato torturato prima di morire, può avere molti significati.. può essere che il servizio segreto dell’Egitto volesse sapere le informazioni che e avesse raccolto in quanto Spia perchè di questo si tratta. La cosa però non sta in piedi da qualsiasi parte la si guardi, primo perché una spia, un servizo segreto interno lo controlla strettamente, cosa che credo lo abbia fatto, poi perché guarda caso vi era in quei giorni degli accordi commerciali sullo sfruttamento dei giacimenti ritrovati dall’Eni e, per ultimo non lo avrebbero mai ucciso perché per ritorsione la cosa sarebbe stata reciproca.
    Che il contratto commerciale con l’Eni sia svanito, è la prova del nove che altri avevano intenzione di inserirsi nel contratto, visto che una ditta inglese li ha concordati.
    Sono molto d’accordo sulla parte finale del suo discorso, nel senso che per il “momento”
    attentati in Italia non ce ne sono stati… forse sicuramente ce ne saranno in futuro…
    Una domanda ma Calderoli, ha chiesto il ritiro dell’ambasciatore?
    Questo spiegherebbe il perché di Salvini si è recato in Israele.

    Rispondi

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