• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Corruzione: tanto potere a pochi non è la soluzione. Commento a Cassese su Mafia Capitale

di Carlo Stagnaro | 15 Dicembre 2014

L’inchiesta sulla “mafia capitale” mette in luce non tanto l’esistenza della corruzione, quanto la sua pervasività. Per questo è importante interrogarsi sulle sue cause, prima ancora di individuare strategie di risposta che siano efficaci. Sul Corriere della sera di oggi Sabino Cassese fornisce un importante contributo. Purtroppo, però, almeno una parte del suo ragionamento non ha fondamento empirico.

In generale, se si vuole contrastare un’attività, bisogna alzarne il costo e/o ridurne il beneficio. Corrotti e corruttori sono agenti razionali i quali ritengono che, in termini attesi, il beneficio dell’illegalità (la stecca e il favore corrispondente) sia superiore al suo costo (l’entità della sanzione moltiplicata per la probabilità di essere catturati). Ne segue che, per rendere la corruzione meno attrattiva, bisogna intervenire o sulla generosità dei favori, o sull’entità della sanzione, o sulla probabilità di essere catturati. Il governo, attraverso un videomessaggio di Matteo Renzi, sembra intenzionato a procedere su questo secondo fronte, inasprendo le pene (con l’incremento da 4 a 6 anni della pena minima, la confisca dei beni, l’obbligo di restituzione delle somme percepite) e aumentando la probabilità della cattura (con l’allungamento dei termini di prescrizione, anche se questo si può portare dietro altri problemi).

Cassese interviene in quest’ambito ampliando il ventaglio delle misure che, a suo avviso, andrebbero considerate. Curiosamente, il suo commento ne segue uno di Mauro Magatti che, riprendendo l’editoriale di lunedì dell’Istituto Bruno Leoni, argomenta che la corruzione è figlia dell’onnipresenza dello Stato. Cassese, al contrario, individua quattro driver che nulla hanno a che vedere con questo aspetto a mio avviso ovvio (il presupposto per rubare la marmellata, è che la marmellata ci sia…). Almeno in parte, però, l’analisi del giudice costituzionale sembra contraddire quelli che ormai, dopo 40 anni di ricerca nell’economia della corruzione, rappresenta il mainstreamin questo campo. (Sul tema ho anche scritto su Il Foglio).

Vediamo uno per uno i punti di Cassese.

1) “Il decentramento porta con sé maggiore corruzione: questo risulta da tutti gli studi compiuti nel mondo sulla corruzione”. Questo non è vero. Infatti è vero il contrario. Il paper di riferimento su questo aspetto è Shleifer e Vishny (1993): in pratica, la loro tesi è che, per aumentare il costo della corruzione, bisogna aumentare il numero di funzionari o politici che il corruttore deve “comprare”. Supponiamo che la probabilità che un funzionario si lasci corrompere sia del 50%: se, per ottenere lo stesso favore, devo corromperne due simultaneamente, la probabilità di successo sarà del 25%. E così via. Naturalmente questa è solo una parte della storia: la decentralizzazione mal fatta (e il nostro Titolo V ne è un esempio) crea una marea di problemi addizionali, tra cui le lungaggini, lo scarso coordinamento delle amministrazioni, un certo grado di incertezza, ecc. Ma se l’obiettivo è sconfiggere la corruzione, occorre moltiplicare, non ridurre, i centri decisionali e le loro sovrapposizioni. Del resto, anche le vicende recenti sembrano confermarlo: “Mafia capitale” è senza dubbio una vicenda di vaste proporzioni, ma non dimentichiamo che l’attuale assetto moderatamente decentrato non casca dal cielo, ma è figlio di un’evoluzione politica messa in moto da un’altra vasta rete di malcostume, cioè “Mani pulite”. Nel derby tra i mariuoli il 1992 vince alla grande contro il 2014…

2) “Si è fatto troppo ricorso ai privati, cooperative e società per azioni. Le amministrazioni locali non fanno, fanno fare ad altri”. Questo argomento è di un’ingenuità spaventosa: a meno che Cassese non ritenga che un’amministrazione possa fare inhouse tutto, inclusa la fabbricazione di matite e articoli di cancelleria, è inevitabile che ci sia un’interfaccia tra il pubblico e il privato, in corrispondenza della quale un fornitore può sollecitare i favori di un funzionario amico. Non è un caso se, per esempio, Mauro (1997) e Rose-Ackerman e Truex (2012) diano una grande enfasi alle politiche di liberalizzazione, privatizzazione ed esternalizzazione come strumenti anti-corruzione. E’ intuitivo che il ricorso a gare e altri meccanismi di affidamento relativamente più trasparenti renda più difficile la corruzione, sia perché obbliga a strutturare una governance più efficace, sia perché, ogni volta che c’è una procedura competitiva, c’è sempre almeno un concorrente scontento, pronto a segnalare la puzza di marcio se la percepisce. E nessuno più del concorrente insoddisfatto ha interesse a vigilare sul buon funzionamento delle procedure.

3) “Il terzo fattore è quello dei sistemi derogatori”. Su questo punto Cassese ha pienamente ragione: più si deroga dalle procedure consuete, più si introducono fattori di rischio nel processo. Ma è anche necessario rendersi conto che le leggi, per essere rispettate, devono essere rispettabili: la burocratizzazione eccessiva è spesso un problema reale, e a volte non c’è alternativa alla deroga per “fare” le cose. Che questo fornisca l’alibi a tutta una serie di situazioni “grigie” è un dato di fatto, da cui dovrebbe discendere non meramente l’esigenza di evitare le deroghe, ma quella più sostanziale di ridisegnare i processi in modo tale da rendere non più sostenibile l’utilità della deroga.

4) “Troppi posti amministrativi sono coperti da persone scelte senza concorso, non per il loro merito ma per meriti politici”. Vero, ma parziale. Non è che il concorso in sé sia garanzia di onestà. Semmai il problema – e ancora una volta rimando a Rose-Ackerman e Truex (2012) e più in generale alla bibliografia citata da Melese (2007) – è quello di introdurre una serie di accorgimenti organizzativi. Oltre all’ovvia utilità della trasparenza, è fondamentale che la progressione di carriera dei funzionari sia dettata non dal mero passare del tempo ma da risultati misurabili, per esempio, legati alla qualità del lavoro svolto, al rispetto delle scadenze, ecc. Ma ancora più importante – nell’ottica del contrasto alla corruzione – è perseguire una dinamica che è esattamente opposta a quella implicita nelle parole di Cassese: i funzionari che occupano incarichi apicali devono “ruotare”, per evitare che si creino incrostazioni, relazioni sedimentate, o anche solo consuetudine coi beneficiari dei potenziali favori.

In sostanza, Cassese avrebbe ragione in un mondo dove gli individui non maturano aspettative e non agiscono sulla base di tali aspettative sul comportamento degli altri. In un mondo complesso, al di là degli interventi dal lato della sanzione, per ridurre la corruzione bisogna limitare le “occasioni di peccato”. Questo risultato non può essere ottenuto dando molto potere a pochi “ottimati” soggetti a procedure barocche, ma dando poco potere a una molteplicità di soggetti costretti a operare alla luce del sole.

Pubblicato in : Primo piano

Info Carlo Stagnaro

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti