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Correzione o fine del trend

Nel nostro mercato, segnaliamo il recupero di Eur, Sterlina, e oceaniche mentre non ha recuperato lo Jpy, che sembra soffrire della mancanza di decisionismo della Boj che con Ueda appare molto meno interventista del periodo precedente, quando Kuroda era Governatore. La Boj ha minacciato più volte interventi, ma per ora sono rimaste chiacchiere, così come aveva promesso un cambio di rotta nella politica monetaria ed invece siamo sempre sotto Qqe. UsdJpy non lontano da 150.00 mentre EurUsd ha recuperato quasi 100 pips dai minimi tornando a ridosso di 1.0600. Sale anche il Cable che da 1.2100 ha fatto circa 120 pips di rialzo, ancora troppo poco rispetto ai 1100 di ribasso delle ultime 12 settimane, ma è qualcosa. Osservando le posizioni retail dei vari circuiti, si nota come  il mercato dei piccoli sia long euro e sterlina, il che è in linea con quanto accade solitamente, ma questa volta, anche gli istituzionali sono long moneta unica (quasi 110 mila contratti, pari a 12 miliardi solo sui futues quotati al Cme) e Cable, il che rende il tutto assai poco logico

di Saverio Berlinzani | 29 Settembre 2023

Dopo giorni e giorni di movimenti unilaterali a favore del risk off, finalmente, è il caso di dirlo, abbiamo assistito ad una giornata di recupero che per ora appare esclusivamente come una piccola correzione di un movimento più ampio, ma comunque una pausa necessaria dopo un periodo oggettivamente complesso per chi opera sui mercati, data la sua unilateralità. Il recupero è partito dai mercati azionari con Wall Street che ha chiuso positivo anche se con percentuali tra lo 0.30% e l’1%, sebbene ci sia chi sostenga che le borse abbiano corretto dopo che i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi, e il  dollaro ha cominciato a ripiegare. Va detto che ieri, Goolsbee della Fed, ha rilasciato alcune dichiarazioni che rendono l’idea dello stato di pressione che c’è sui mercati, considerato che ha affermato di non capire perché i rendimenti salgano e le obbligazioni statali siano così sotto pressione. Ha anche detto che si aspetterà un dibattito interno alla Fed per studiare il fenomeno dell’inflazione e di target fissati dalla banca centrale che forse, sono obsoleti. Infine ha ribadito che se i tassi di mercato salgono persistentemente, ciò dovrà essere considerato dalla Fed, come un vero e proprio rialzo del costo del denaro, anche se non ufficiale. Come dire che forse, siamo arrivati al limite del rialzo del costo del denaro. Anche il petrolio ha corretto dai massimi con il Wti tornato a 91.4 e il Brent sceso a 92.7. Il Pil americano è stato rivisto al ribasso ieri (2.1% contro 2.2 nell’ultima rilevazione relativa al secondo trimestre 2023), mentre i dati sulla disoccupazione settimanale hanno ancora mostrato resilienza.

VALUTE.  

Nel nostro mercato, segnaliamo il recupero di Eur, Sterlina, e oceaniche mentre non ha recuperato lo Jpy, che sembra soffrire della mancanza di decisionismo della Boj che con Ueda appare molto meno interventista del periodo precedente, quando Kuroda era Governatore. La Boj ha minacciato più volte interventi, ma per ora sono rimaste chiacchiere, così come aveva promesso un cambio di rotta nella politica monetaria ed invece siamo sempre sotto Qqe. UsdJpy non lontano da 150.00 mentre EurUsd ha recuperato quasi 100 pips dai minimi tornando a ridosso di 1.0600. Sale anche il Cable che da 1.2100 ha fatto circa 120 pips di rialzo, ancora troppo poco rispetto ai 1100 di ribasso delle ultime 12 settimane, ma è qualcosa. Osservando le posizioni retail dei vari circuiti, si nota come  il mercato dei piccoli sia long euro e sterlina, il che è in linea con quanto accade solitamente, ma questa volta, anche gli istituzionali sono long moneta unica (quasi 110 mila contratti, pari a 12 miliardi solo sui futues quotati al Cme) e Cable, il che rende il tutto assai poco logico. Chi sta vendendo quindi sui mercati ? I big stanno chiudendo le posizioni long aperte mesi e mesi orsono ? Lo vedremo, intanto vediamo fin dove arriverà questo recupero che, se osservassimo i livelli di ritracciamento di Fibonacci per esempio, è ancora lontano (100 pips per il primo livello del 23.6% sia per Euro che per Cable). Aspettiamoci ancora ritorni quindi, in un mercato che dovrebbe rasserenarsi anche osservando gli indici di rischio con il Vix che da 20 è tornato a 17 e l’indice paura e avidità, che è tornato a salire qualcosa (29 dal 24 di ieri). Sul fronte dati segnaliamo il Pil inglese, l’inflazione in Francia e la disoccupazione tedesca, mentre nel pomeriggio avremo i dati sul Pce americano, misura a cui la Fed tiene molto per valutare l’inflazione, oltre a redditi e spese personali e Chicago Pmi. Nel tardo pomeriggio i dati sugli aggregati macro redatti dall’Università del Michigan.   

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: banca centrale, euro, francia, mercati, mercato, moneta unica, movimento, obbligazioni, politica monetaria, wall street

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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