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Coronavirus e rimborso viaggi. Il punto sulla situazione. Che fare

di ADUC | 17 Maggio 2020

Diverse migliaia di viaggiatori che si sono ritrovati obbligati per legge ad essere anche donatori di obolo agli operatori turistici e compagnie aeree, si stanno chiedendo se vivono in un film distopico o se è solo un brutto sogno.

Per la legge italiana, voluta dal Governo e approvata dal Parlamento, chi ha pagato un servizio turistico da effettuarsi nel periodo 23 febbraio – 31 luglio, ma non ha potuto usufruirne a causa dell’emergenza sanitaria, deve sottostare alla decisione dell’operatore: rimborso in denaro oppure con voucher valido un anno. Va da sé che, salvo rare eccezioni, gli operatori offrono solo voucher, con il rischio più che concreto di non poterlo utilizzare e quindi di perdere tutto.

Come siamo arrivati a questo:
– Il decreto legge “Cura Italia” lo prevedeva in forma ambigua sin dalla sua emanazione a marzo, distinguendo tra recesso del consumatore e annullamento da parte dell’operatore;
– Aduc lo ha subito contestato perché in contrasto con la normativa dell’Unione Europea (1), oltre perché è impensabile far pagare la crisi del settore turistico ai clienti.
– Il Parlamento ha convertito in legge il decreto “Cura Italia” a fine aprile, eliminando ogni possibile ambiguità: decide l’operatore turistico in tutti i casi, punto e basta (2). Questa è la norma nazionale oggi in vigore!

Cosa è accaduto nel frattempo in Italia:
– gli operatori turistici offrono solo voucher, e anche su questi molti di loro fanno la cresta: diminuzione del valore del voucher al netto di penali inventate; validità del voucher per periodi più limitati; obbligo di fruire del voucher solo per servizi con prezzi indicizzati al momento della fruizione, con conseguente obbligo di dover pagare altri soldi per fruirne; etc.

Cosa è accaduto nel frattempo in Unione Europea:
– altri Stati membri hanno emulato l’Italia;
– la Commissione Ue dapprima non ha detto niente, poi ha ondivagato tra commissari che chiedevano una procedura d’infrazione contro l’Italia e Co. (la vicepresidente Margrethe Vestager) e chi faceva finta di farlo (la commissaria ai Trasporti Adina Valean) (3).
– nel frattempo, la Commissione si è data da fare per fornire delle linee guida per “salvare” la prossima estate turistica (4).

Fino a quando la Commissione UE ha deciso di far valere il diritto europeo lo scorso 15 maggio :
– Cari Stati membri, Italia inclusa, avete tempo fino al 28 maggio per adeguare le vostre legislazioni alle norme comunitarie: a decidere tra rimborso in denaro e voucher è solo il viaggiatore (5). Se non lo fate scatta la procedura d’infrazione.

A questo punto cosa deve fare il viaggiatore?
A tutti consigliamo di aspettare il 28 maggio
per capire come l’Italia reagirà all’ultimatum della Commissione UE.
E’ possibile che corregga la legge nazionale rendendo tutto più semplice, come è possibile che continui a calpestare i diritti dei consumatori europei.
In ogni caso, dopo il 28 maggio,
consigliamo
di far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE – che prevale sul diritto italiano! – attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all’operatore (6).
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher.


1 – https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+turismo+imporre+voucher+al+consumatore_30998.php
2 – https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+viaggi+parlamento+nega+rimborsi_31089.php
3 – https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/rimborsi+aerei+negati+coronavirus+dopo+parlamento_31171.php
4 – https://salute.aduc.it/coronavirus/notizia/linee+guida+della+commissione+agli+stati+non_136962.php
5 – https://salute.aduc.it/coronavirus/comunicato/coronavirus+turismo+ue+verso+procedura+infrazione_31184.php
6 – https://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php


COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, commissione, consumatori, crisi, governo, italia, legge nazionale, notizia, parlamento, soldi, stati membri, trasporti, unione europea

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L’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), senza scopo di lucro, è un centro di iniziativa e aggregazione per la promozione dei diritti dei cittadini consumatori ed utenti.
Il nostro principale obiettivo è dotare l’individuo del più efficace strumento civico di difesa: la consapevolezza dei propri diritti e doveri. Offriamo a chiunque -iscritto o meno all’associazione- servizi di informazione e consulenza, richiedendo contributi volontari proprio per mantenere questa formula.
Per scelta non aderiamo al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu) presso il ministero dello Sviluppo Economico, spesso controparte nelle nostre iniziative e che ci farebbe per questo sentire in imbarazzo nel seguirne le direttive.
Non percepiamo e siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico (compreso il 5 per mille), linfa di un associazionismo che rappresenta solo se stesso e si autoalimenta proprio grazie al potere pubblico e non alla sua effettiva utilità -cosa non dissimile da quello che accade con il finanziamento pubblico ai partiti politici.

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