• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Coronavirus e giustizia: sarà tutto come prima? No, sarà peggio

di Smeralda Cappetti | 13 Aprile 2020

Con il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, pubblicato in pari data sulla Gazzetta Ufficiale, sono state introdotte “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonche’ interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.
Tra le varie misure attinenti all’accesso al credito e agli adempimenti fiscali per le imprese, vi è in fondo un trafiletto, quasi inserito lì per caso e un po’ nascosto, relativo alla proroga all’11 maggio del termine del rinvio d’ufficio delle udienze e alla sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali.
Ebbene sì, procedimenti civili e penali… e quelli amministrativi? E quelli innanzi al Corecom, all’Arera, all’Abf, all’Acf? I primi ripartiranno dal 16 aprile e i secondi non si sono mai fermati. E allora, come mai una simile discriminazione?
Non ci è dato saperlo.
Quello che possiamo commentare, con riguardo al settore civile, è che con questo nuovo decreto viene sancito e dichiarato a chiare lettere il totale FALLIMENTO del processo civile telematico, tanto sbandierato e inneggiato come la nuova frontiera e innovazione del processo 2.0, un processo partito anni fa e che ad oggi ci dimostra, in un contesto dove poteva fare per la prima volta la sua entrata trionfale, il suo totale insuccesso.
Una sconfitta che non si spiega, se non con discutibili e dubbie scelte politiche, dal momento che da anni i depositi per i processi civili si fanno in telematico e quindi non si capisce perchè sospendere i termini procedurali e processuali; le udienze civili sono per la gran parte meramente procedurali e non richiedono la presenza delle parti né la discussione dei legali e pertanto ben potrebbero essere svolte utilizzando le piattaforme online che già esistono.
Inoltre, se posso andare alla posta a spedire una raccomandata, perchè non posso recarmi dall’ufficiale giudiziario a notificare un atto con le giuste cautele e misure di distanziamento sociale? Per il nostro ministro la salute degli utenti del tribunale vale più di quella degli utenti della posta? E vale più la salute degli utenti del tribunale rispetto a coloro che sono detenuti in carcere o che vi lavorano?
Ebbene, questo processo telematico, per cui da anni si fanno sperimentazioni, convegni e seminari, per cui ci siamo dotati di chiavette usb e di piattaforme online per lo svolgimento delle udienze, ad oggi in un momento in cui finalmente avremmo potuto testare questo nuova modalità operativa, emerge in tutta la sua inutilità costata milioni di euro ai cittadini. Inutilità dichiarata dagli stessi organi rappresentativi delle istituzioni.
Se non lo usiamo in questo contesto quando dovremo aspettare di vederlo operativo?
La soluzione è fermiamo il comparto giustizia, comparto essenziale per il vivere civile, fino addirittura all’11 maggio. E perchè poi l’11 maggio? Si vocifera di riaprire alcune attività dopo Pasqua, mentre il settore giustizia, forse uno dei primi che doveva essere riaperto o meglio non avrebbe mai dovuto chiudere, addirittura lo si posticipa a questa data 11 maggio… calcolata su cosa?
E perchè invece per i procedimenti innanzi al Corecom, all’Arera, all’Abf e all’Acf , si stanno correntemente svolgendo? Forse perchè si svolgono in maniera telematica?
Ebbene, il nostro Ministro della Giustizia ci dice di aver preso questa decisione dopo aver parlato con l’Associazione Nazionale Magistrati (e gli avvocati? Questi sconosciuti…) e di averlo fatto per proteggere la nostra salute..
Ma mi faccia il pacere!
Intanto, non ci sarebbe stato bisogno della presenza fisica di avvocati e magistrati per la gran parte delle controversie civili, per le quali sarebbe bastato far usare quegli strumenti che già ci sono da anni, come appunto il processo telematico con il quale noi avvocati facciamo i depositi telematici degli atti giudiziari ed i portali per le udienze online, udienze che per il civile -processo non orale come il penale ma scritto- si sostanziano spesso in udienze di rinvio e/o meramente procedurali.
Ma non solo.
Questo blocco del fondamentale comparto giustizia significherà non solo il collasso quantomeno degli studi piccoli e medi, ma il collasso dell’intero sistema economico nazionale, con il propagarsi a catena di inadempimenti di ogni genere.
Eh già… perchè dire che “è tutto sospeso fino all’11 maggio” equivale a dire, in un Paese come il nostro, che “se è tutto bloccato, io fino all’11 maggio non pago quel debito, non pago quell’azienda, non adempio a quella obbligazione, tanto nessuno può farmi un recupero crediti” e questo vorrà dire inadempimenti a cascata che paralizzeranno il nostro sistema finanziario, per cui -quando tutto questo sarà finito- chi secondo voi sarà a farne le spese? I cittadini, le aziende, i contribuenti.
La mancanza della certezza di una tutela e di rimedi per un periodo così immotivatamente prolungato spingerà inevitabilmente ad un blocco dei più disparati pagamenti, contratti e obbligazioni, con ulteriori ripercussioni sul sistema economico ed al totale annullamento dei diritti dei cittadini, i quali anche in questo periodo devono comunque essere tutelati.
E ancora. La sospensione di quasi due mesi di attività giudiziaria, ha iniziato a produrre rinvii di un anno..eh sì.. perchè due mesi di calendario nel nostro sistema giudiziario equivalgono ad anni di rinvio e quindi accumulo di processi, ritardi, lungaggini, insomma tutto quello che si voleva evitare quando anni fa è stato pensato ed istituito il c.d. “processo telematico”!
E’ quantomeno imbarazzante, dopo gli sforzi richiesti agli utenti dei tribunali, la cui salute sta tanto a cuore alle nostre istituzioni, il totale mancato ricorso agli strumenti da remoto che già abbiamo ed è per questo che si chiede di intervenire con urgenza affinchè tutti i tribunali si adeguino quanto prima.
Non è forse questa l’opportunità da cogliere per ripensare ad una riforma in tal senso che dia veramente utilità a strumenti che ci sono sia sulla carta che nella pratica ma che per qualche inspiegabile ragione non vengono poi fatti usare?
Non sarebbe stata questa un’occasione per mettere davvero alla prova la riforma telematica del sistema giudiziario civilistico?
Beh.. ai nostri occhi è stata un’occasione persa in cui, di nuovo, è solo emersa l’incompiutezza di un progetto che poteva davvero dimostrarsi grandioso ed efficace proprio in una situazione come questa, incompiutezza non dovuta però all’impossibilità di utilizzare gli strumenti tecnici a nostra disposizione (che funzionano bene) ma dovuta a scelte che si sono limitate a statuire una paralisi del sistema giudiziario, dei diritti dei cittadini, del sistema economico, un caos che sta infine producendo una tacita autoregolamentazione, con alcune Corti che dispongono in un senso, altre in un altro, e non mancano quelle che rimangono in silenzio.
Con buona pace dei tempi certi della giustizia, della tutela degli interessi dei cittadini e della certezza di un diritto che non si si sa più qual è. Senza contare infine l’annientamento di una gran fetta della categoria degli avvocati, spazzati via da questo ingiustificabile blocco, che, seppur ignorati dalle istituzioni, non ascoltati, spesso capro espiatorio per le lamentele della collettività, lo ricordiamo sono espressione della democrazia, unico mezzo con il quale chiunque possa dar voce alle ingiustizie e forse un domani, quando ci saranno meno avvocati a cui chiedere aiuto e pronti a dare tutti loro stessi per aiutare il prossimo, ci si renderà davvero conto del valore intrinseco di una professione che, per l’ennesima volta, è stata bistrattata da quello stesso sistema che invece si è sempre voluto tutelare e proteggere.

Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, azienda, democrazia, dichiarato, disposizione, espressione, euro, fallimento, lavoro, misure, obbligazioni, processo, sistema economico, soluzione

Info Smeralda Cappetti

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti