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Copti come noi

di Giacomo Properzj | 13 Aprile 2017

Un grande sconcerto ha preso in questi giorni i nostri amici putinian-trumpisti, cioè coloro che nel nome del popolo sostenevano l’amicizia e la collaborazione tra Putin e il nuovo Presidente degli Stati Uniti contro l’Europa, la Cina e gli scambi internazionali nonché le orribili banche che sono la causa di tutte le crisi.

Grande sconcerto perché improvvisamente due portaerei americane hanno lanciato 59 missili sul campo d’aviazione di Assad dopo aver avvertito i Russi di stare alla larga da quei paraggi. La bella amicizia che stava nascendo, dunque, si è già infranta?

La nostra opinione è diversa. Trump è il presidente che viene utilizzato per fare i tweet e la propaganda ma chi comanda nel governo federale sono altri particolarmente per quanto riguarda la politica estera. Il Segretario di Stato Rex Tillerson è un buon amico personale di Putin ma sopratutto è un uomo della ExxonMobil dai quali interessi non si stacca neppure di un centimetro. In questo caso l’Arabia Saudita che produce quasi il 40% del petrolio del mondo e lo da solo alla ExxonMobil e alla British Petroleum, sostiene da sempre e arma i ribelli sunniti che lottano contro Assad in parallelo con l’Isis. Questi ribelli occupano ormai una vasta area della Siria che è proprio la parte dove esistono i pozzi di petrolio. La ExxonMobil in cambio del petrolio da all’Arabia Saudita sofisticate armi di produzione americana e l’Arabia Saudita da armi meno sofisticate ma numerose ai ribelli i quali, senza l’intervento dei russi, avrebbero già vinto la battaglia.

I russi, che non sono più una grande potenza perché per esempio il loro PIL è inferiore a quello italiano, nell’intento di ridiventare, o far credere di essere, molto potenti appoggiano Assad nella più generale guerra di origine religiosa tra sunniti e le varie componenti sciite. Val la pena ricordare che di questa guerra per intanto fanno le spese i cristiani di tutte le osservanze. I caldei sono praticamente scomparsi dall’Iraq, i maroniti, a partire dalle famiglie più ricche, emigrano verso l’occidente e i copti vengono massacrati in Egitto e in Sudan.

Quanto a Putin, che ha i suoi problemi con gli islamici all’interno dei confini con la Russia, segue però attentamente la politica internazionale anche nell’intento di indebolire l’Europa e impedire che diventi una federazione più o meno unitaria. L’ultima operazione in ordine di tempo è quella che i suoi amici hanno scatenato contro gli ultimi otto chilometri del TAP, gasdotto che dovrebbe portare in Europa il gas dall’Azerbaigian senza attraversare le frontiere russe. Una operazione che indebolirebbe molto il semi monopolio di gas che la Russia ha sopratutto con l’Europa del nord ma Putin, come si è detto, ha buoni amici in Italia. Il procuratore in temporaneo distacco dalla Magistratura Michele Emiliano, candidato alla segreteria del PD, nonché presidente della Regione Puglia, si è posto alla testa di ecologisti molto maneschi che protestano perché hanno centrali ancora alimentate a carbone ma nel contempo non vogliono il gas.

Situazioni, come si vede, complicate e che si innervano, per quanto riguarda l’Italia, all’interno sia dei partiti di destra che dei partiti dell’estrema sinistra. Purtroppo il procuratore di cui si parlava è uomo di stazza fisica non irrilevante e nell’agitarsi agilmente nella sua difficile campagna elettorale si è leso il tendine d’Achille e per un po’ deve stare fermo. D’altronde anche i musulmani radicali dell’Isis si trovano in difficoltà ma il prezzo del petrolio è risalito leggermente e le casse dell’Arabia Saudita (nonché della Esso) sono ritornate a riempirsi. Le fabbriche di armi continuano a esistere e aumentano fortemente i loro affari. Gli unici a cui non va proprio bene sono i poveri copti da 1400 anni perseguitati (anche dalla Chiesa Cattolica perché no) e che oggi, tra una bomba e l’altra, sono in attesa della visita del Papa cattolico. Forse per questo la loro fede religiosa è molto forte e vanno tutti in chiesa nelle feste comandate a pregare e ad assistere a lunghe cerimonie anche se spesso quelle chiese, poco protette dalle Autorità sono soggette ad attentati sanguinosi. Il Martirio, come si sa, esalta la Fede.

L’ultima a parlare però dovrebbe essere l’Italia che, unico paese d’Europa, ha fatto nel ’36 una guerra di sterminio utilizzando per la prima volta lo stesso gas nervino (è una scoperta della guerra del ’15) su popolazioni inermi di donne e bambini ma intitolando, ancora adesso, nell’astigiano un paese a chi l’aveva fatto.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banche, battaglia, campagna elettorale, chiesa, chiesa cattolica, cina, crisi, europa, governo, iraq, italia, magistratura, mondo, pd, puglia, putin, radicali, siria, stati uniti

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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