
Dal 1994 a oggi l’Italia ha cambiato diversi sistemi elettorali per le elezioni politiche.
Mattarellum (1993): Sistema misto prevalentemente maggioritario (75%) e proporzionale (25%), applicato nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001. Il Porcellum (2005): Sistema proporzionale con liste bloccate e premio di maggioranza. Ha regolato le elezioni del 2006, 2008 e 2013 prima di essere dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Consulta nel 2014. L’Italicum (Legge n. 52/2015) è stato un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza per la Camera dei deputati, ma non è più in vigore. Introdotto per sostituire il “Porcellum”, prevedeva soglie di sbarramento e un eventuale ballottaggio, ma è stato dichiarato parzialmente incostituzionale nel 2017 e sostituito prima del voto. Assegnava alla lista vincente un premio per garantire la governabilità, fissato a un massimo del 18% dei seggi (raggiungibile ottenendo almeno il 35% dei voti al primo turno). Rosatellum (2017): Sistema misto proporzionale e maggioritario attualmente in vigore. Prevede collegi uninominali per circa 1/3 dei seggi e collegi plurinominali con liste bloccate per i restanti 2/3. È stato utilizzato per le elezioni politiche del 2018 e del 2022. L’ultima presentata da Angelo Rossi di Fdi che ha visto battuto l’emendamento riguardo alle parziali preferenze bocciato. A questi sistemi ce ne sono altri e totalmente diversi per Regioni e Comuni. Un mix ineguagliato nel mondo. Prendiamo qui esempio di come funziona in 3 grandi democrazie: In Gran Bretagna si utilizza il sistema maggioritario secco. Il territorio è diviso in 650 collegi uninominali; per ciascun collegio viene eletto un solo deputato alla Camera dei Comuni il candidato che ottiene anche solo un voto in più rispetto agli altri, indipendentemente dalla percentuale totale. In Francia c’è un maggioritario uninominale a doppio turno per le elezioni legislative e presidenziali. Prevede due tornate elettorali: se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta al primo turno, si procede a un ballottaggio. Il Senato USA è composto da 100 membri, due per ciascuno dei 50 Stati, indipendentemente dalla popolazione. L’elezione è diretta e avviene con il sistema maggioritario secco. Questi sistemi mirano a dare governabilità a chi vince, spesso anche con un solo voto in più. In Italia verrebbero accusati di autoritarismo e di mancata costituzionalità.
L’Italia è l’unico Paese al mondo che non mette in grado chi vince di poter governare. Questa triste storia è iniziata nel lontano 1944 allorchè si decise di seguire l’imposizione dei tre maggiori partiti del CNL (Dc, Psi e Pci) ed è ancora in vigore oggi dietro menzogne costituzionali e simili. Gli unici che si resero conto dell’ingovernabilità che ne derivava furono De Gasperi nel 1953 e Craxi nel 1979.
Il politico trentino, accusato di voler approvare una legge truffa, dopo anni di governo in cui aveva avviato la ricostruzione dell’Italia si rese conto degli ostacoli dovuti ad un assemblearismo esasperato ed il doppio passaggio dei provvedimenti nelle due Camere. Craxi, invece, teorizzò nel 1979 sull’Avanti! di superare il bicameralismo perfetto e l’instabilità politica attraverso l’elezione diretta del Capo dello Stato, introducendo una forma di governo di tipo presidenziale. Entrambi sarebbero stati apaci di dare maggiore stabilità agli esecutivi e una forte legittimazione popolare al Presidente. Purtroppo, si è rimasti impantanati e chiunque ha vinto, negli ultimi 32 anni, spesso è caduto ed altre volte ha stiracchiato la propria esistenza senza incidere su nulla. Le poche considerazioni che ci permettiamo di fare sono legate all’infantilismo parlamentare a cui, nessuna parte in causa, si è sottratta ricordando solo alcuni “eventi infantili” come del tripudio dell’altro ieri alla Camera: Il deputato-clochard (2013): Il deputato e poi senatore M5S Ivan Della Valle si presentò con una coperta sulle spalle e un sacco dell’immondizia. Nel 2013 i neodeputati del Movimento 5 Stelle portarono letteralmente scatolette di tonno in Parlamento. Il berretto da “Babau” (2014) leghista Massimiliano Fedriga indossò un cappello con visiera e delle orecchie da orso. Proteste canore (2024) PD, AVS e M5S esposero in aula il tricolore intonando a gran voce l’Inno di Mameli e “Bella Ciao”. Il blitz “imbullonato”
(2025/2026) il M5S si presentò con cartelli con la scritta “imbullonati”. L’autosequestro (2026)
Roberto Giachetti si ammanettò al proprio banco. Il cappio di Luca Leoni Orsenigo marzo 1993. Senza dimenticare il 24 gennaio 2008 il senatore Nino Strano e Domenico Gramazio stapparono champagne e mangiarono mortadella.
Il fatto più eclatante ma più risibile fu fatto da un balcone dall’ora leader internazionale nascente che urlò: ABBIAMO ABOLITO LA POVERTA’! FRA LO STUPORE DEL MONDO.
Raffaele Romano

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