Uno dei problemi partoriti dalla modernità, con il quale ci dobbiamo cimentare tutti quotidianamente, è quello dei risponditori automatici dei centralini telefonici degli Enti pubblici (Comuni, Regioni) e di gestione di servizi
La cosiddetta modernità, applicata alla vita di ogni giorno, sembra essere stata studiata per complicare la vita dei cittadini. C’è chi soffre di più e chi meno le difficoltà che si incontrano tutti i giorni. Coloro che non sono più giovani sentono in modo più forte i problemi che la burocrazia crea tutti i giorni agli italiani. Uno dei problemi partoriti dalla modernità, con il quale ci dobbiamo cimentare tutti quotidianamente, è quello dei risponditori automatici dei centralini telefonici degli Enti pubblici (Comuni, Regioni) e di gestione di servizi. Chi necessità di informazioni, segue con pazienza le indicazioni del risponditore automatico, ma dopo varie opzioni, alla fine non risponde nessuno. I malcapitati perdono ore di tempo e spendono i propri soldi in telefonate, per non ottenere le informazioni richieste. Il risponditore automatico consente, a chi dovrebbe rispondere al telefono, di non fare il proprio dovere. E allora, perché non si pone fine a questo scandalo? Ci sono tanti giovani che appartengono a categorie disagiate che hanno bisogno di lavorare. Bisognerebbe tornare al passato e istituire nuovamente la figura del centralinista, cogliendo il duplice obiettivo di “umanizzare” il servizio e creare posti di lavoro. Da qualche anno, esattamente da quando è entrato in funzione il digitale terrestre nel mondo della televisione, decine di migliaia di anziani non riescono più a vedere la televisione a causa del famoso ‘decoder’. Il vecchio televisore, con i due telecomandi risulta difficile da usare per chi non ha familiarità con l’elettronica e una ridotta capacità di apprendimento dovuta all’età. Al di là della spesa per l’acquisto del decoder, ci chiediamo: non c’era la possibilità di far continuare a vedere la televisione in modo tradizionale ai possessori di vecchi televisori? Per esperienza, sappiamo che quando c’è la volontà politica, tutto è possibile! Ma è ben noto, che molto spesso non è l’interesse dei cittadini a prevalere, ma il profitto di chi gestisce i monopoli e le grandi imprese. Infine, c’è il ‘maledetto computer’, l’alibi perfetto per gli uffici pubblici. Si fanno le code agli sportelli, si perdono intere giornate di lavoro e poi quando pensiamo di essere giunti alla meta, ci sentiamo dire: “il computer non funziona; oppure manca la connessione”. Di fronte a tutti questi quotidiani episodi di cui sono vittime i cittadini, che fare? Possiamo solo sperare in un cambiamento che ancora non si vede all’orizzonte. Occorrerebbe protestare, ma non è facile con questa classe politica di nominati; un andazzo che neppure Renzi è riuscito a cambiare. La riforma elettorale, in via di approvazione definitiva, prevede ancora che i futuri deputati saranno nominati dai partiti e non dai cittadini; si voterà senza poter dare la preferenza. Purtroppo, negli ultimi decenni, il nostro Paese è stato amministrato da tanti Masaniello che, una volta saliti al potere, hanno dimenticato promesse e programmi e si sono integrati nel sistema, al pari dei loro predecessori, perpetuando il sistema di soprusi ai danni delle classi deboli, alle quali abbiamo dedicato questo nostro editoriale.

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