• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Contribuisci alla pace solo disarmando l’aggressore, mai armando l’aggredito

Se la pace finisce quando inizia la guerra; la guerra finirebbe se iniziasse la pace. Ma la pace viva e vegeta non l’hanno ancora inventata. La scienza, che da 400 anni ha scelto di servire i guerrafondai inventando ogni forma di arma di offesa, fino alla bomba atomica e oltre; non ha ancora nemmeno provato ad immaginare per scherzo, in che modo lo scoppio della pace potrebbe uccidere la guerra.

di Franco Luceri | 16 Novembre 2023

Se la pace finisce quando inizia la guerra; la guerra finirebbe se iniziasse la pace. Ma la pace viva e vegeta non l’hanno ancora inventata.

La scienza, che da 400 anni ha scelto di servire i guerrafondai inventando ogni forma di arma di offesa, fino alla bomba atomica e oltre; non ha ancora nemmeno provato ad immaginare per scherzo, in che modo lo scoppio della pace potrebbe uccidere la guerra.

Perciò il rompicapo numero 1 di tutti i popoli e questo: come può scoppiare la pace mentre piovono bombe e fanno morti e danni senza risparmio e senza confini?Albert Einstein diceva: non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo.Quando scoppia una guerra locale, tutti ci auguriamo che il conflitto non diventi mondiale.Inveceper fermare la guerra locale, i pacifisti che sono una schiacciante maggioranza, (almeno 7 miliardi contro 1)  dovrebbero far scoppiare all’istante la pace mondiale; e dopo 5 minuti non esploderebbe più nemmeno un mortaretto.Dopo l’Ucraina anche Israele ha subito l’invasione da un gruppo di terroristi che ha bombardato assassinato e sequestrato ostaggi.Ma mentre chi vuole la guerra si dà da fare per produrre distruzione e morte; i rimanenti 200 popoli, difendono strenuamente la pace,  grattandosi l’ombelico mentre seguono davanti al televisore la conta dei danni e delle vittime.O quando proprio lavorano per mettere a ferro e fuoco gli Stati belligeranti, dichiarano l’embargo economico e corrono a rifornire di armi lo Stato perdente, come se d’incanto le forniture facessero del perdente probabile, il vincente garantito.Così gli stati guerrafondai arricchiscono e gli stati pacifici falliscono; come succederà in Europa, a cominciare dall’Italia, per la guerra di Putin a l’Ucraina, che grazie alle forniture militari a Zelens’kyj, era progettata e garantita come “guerra lampo”. 

Campa cavallo !!!

I pacifisti non hanno ancora capito che è lo scoppio della pace ad uccidere la guerra.Senza sparare nemmeno un tric trac, i 7 miliardi e passa di umani pacifisti riuscirebbero a fermare la guerra in 24 ore.Chi ha inventato l’embargo per bagnare le munizioni ai guerrafondai, sicuramente avrà avuto quel “lampo di genio” in uscita dall’osteria a mezzanotte.Perché l’embargo converte la guerra locale propriamente detta, in guerra economico finanziaria mondiale, produttiva di fame, morte e devastazione, un miliardo di volte peggiore: moltiplica e stermina vittime, per fame, malattia e fallimento, e arricchisce i carnefici. ( E sui danni ambientali della guerra stendiamo pure un velo pietoso ).Guardate l’Italia in che condizioni è ridotta per sostenere l’Ucraina insieme ad America ed Europa inviando armi, accogliendo profughi (in aggiunta alla marea crescente di immigrati) e subendo un’inflazione da stato di guerra e default garantito.

Invece c’è un modo semplice semplice, (senza travasi economico finanziari, trasferimenti di arsenali e rischi indotti di fallimenti) per far cessare la guerra in 24 ore.

I guerrafondai, al popolo che considerano nemico, tolgono la vita; e i pacifisti dovrebbero attrezzarsi per togliere almeno la libertà ai guerrafondai.Basterebbe fermare e custodire  come preziosi ostaggi, tutti cittadini del popolo invasone che per lavoro o turismo sono in giro per il mondo, per costringere l’invasore ad alzare bandiera bianca e arrendersi senza condizioni.Invece di sequestrare con la “geniale” politica dell’embargo proprietà e contanti, per dissuadere lo Stato invasore dal continuare la guerra, (ma facendo buchi nell’acqua, vedi Ucraina); basterebbe privare della mobilità i suoi cittadini che si trovano per lavoro o turismo in giro nei 150 Stati pacifici del mondo.E da veri pacifisti, senza torcere un capello a nessuno, usarli come arma di dissuasione, come potere contrattuale, per costringere lo stato invasore alla resa incondizionata.Se per un attacco di imbecillità noi italiani volessimo invadere un popolo come hanno fatto Putin e Hamas, renderemmo potenziali ostaggi, 6 milioni di Italiani sparsi nel mondo, che all’istante rischierebbero di essere “fermati” e custoditi da “armi di dissuasione“, (non certo da scudi umani sul fronte di guerra) per costringerci alla resa.
Perché, spegnere la guerra con la guerra, è come domare l’incendio con un estintore a benzina.Ma le soluzioni pacifiche, (oltre che costose per i pacifisti) sono sgradite e avversate dai guerrafondai e dagli speculatori finanziari e industriali che detengono il potere politico tirannico mondiale.Perché sulle devastazioni belliche, e successivi finanziamenti, forniture e ricostruzioni, ci lucrano montagne di miliardi di profitti insanguinati, alla faccia di milioni di innocenti che per fame o guerra hanno già perduto la borsa e la vita.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bandiera bianca, borsa, danni, europa, fallimento, ferro e fuoco, finanziaria, italia, lavoro, mondo, putin

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti