Quegli stessi temi che poeti e scrittori di ogni epoca, ma anche moderni cantautori, hanno sempre raccontato. Le contaminazioni tra letteratura e musica, infatti, sono frequenti. (…)Un’operetta di Giacomo Leopardi si intitola ‘Il venditore di almanacchi’: un venditore di calendari del nuovo anno che cerca di rifilarne uno ad un viaggiatore incuriosito. Tra i due si stabilisce un vivace confronto dialettico (…). Come sarà il nuovo anno? ‘Sicuramente migliore di quello appena trascorso’, è la sua risposta decisa… Perché? Perché ogni uomo ha bisogno di illudersi, almeno per un momento… Una canzone di Lucio Dalla, “L’anno che verrà” racconta la stessa speranza: come sarà l’anno che verrà? (…) l’anno dei “miracoli”, dell’abbondanza e dell’opulenza… (…) L’anno della felicità confezionata a poco prezzo per chi ha ancora voglia di crederci, direbbe il viaggiatore cinico e disilluso di turno…’
Il famoso antropologo Levi-Strauss sosteneva che la natura umana fosse regolata su una base strutturalista che uniforma il modo di pensare e di agire di ogni uomo. Come dire che esistono dei massimi sistemi interpretativi che affondano le loro radici nelle profondità del pensiero primordiale, o che sono comune patrimonio genetico di ogni essere umano. In questo senso, per esempio, ci sono alcuni temi su cui gli uomini di ogni generazione hanno sempre riflettuto. Domande che gli uomini di ogni secolo si sono posti: perché viviamo, cosa c’è (se c’è) dopo la morte, cosa nasconde l’universo, ecc.…Sentimenti e pulsioni, aspirazioni e slanci che hanno sempre distinto l’umanità intera. Come l’amore, o la speranza…
Quegli stessi temi che poeti e scrittori di ogni epoca, ma anche moderni cantautori, hanno sempre raccontato. Le contaminazioni tra letteratura e musica, infatti, sono frequenti.
La speranza in un domani migliore, l’intima convinzione che tutti i dolori siano destinati a passare e che, prima o poi, la felicità sia possibile, è una delle espressioni dell’istinto di sopravvivenza dell’individuo.
Un’operetta di Giacomo Leopardi si intitola ‘Il venditore di almanacchi’: un venditore di calendari del nuovo anno che cerca di rifilarne uno ad un viaggiatore incuriosito. Tra i due si stabilisce un vivace confronto dialettico in cui il venditore risponde alle domande incalzanti del viaggiatore con il candore innocente di chi si aspetta ancora qualcosa di buono dalla vita. Come sarà il nuovo anno? ‘Sicuramente migliore di quello appena trascorso’, è la sua risposta decisa… Perché? Perché ogni uomo ha bisogno di illudersi, o solo di sperare, almeno per un momento…
Una canzone di Lucio Dalla, “L’anno che verrà” racconta la stessa speranza: come sarà l’anno che verrà? Un anno sorprendente, un anno rivoluzionario, l’anno in cui accadrà tutto quello che non è mai accaduto prima, l’anno dei “miracoli”, dell’abbondanza e dell’opulenza…Un anno in cui ‘ci sarà da mangiare per intere settimane, i muti potranno parlare, i Cristi scenderanno dalla croce e si farà l’amore, ognuno come gli va…’. L’anno della felicità confezionata a poco prezzo per chi ha ancora voglia di crederci, direbbe il viaggiatore cinico e disilluso di turno…
Rosita Bimbi

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