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Considerazioni pregovernative di scopo

E meno male che Mario c’è. La guerra è finita. Questo non è il momento dei no.
Governo di emergenza per fare le cose presto e bene.

di Redazione Pensalibero.it | 7 Febbraio 2021

Chiamatelo governo di unità nazionale, di larghe intese, istituzionale,  politico o tecnico.

Non ha alcuna importanza. Abbiamo quel che ci passa il convento, e francamente non è poco. E ce lo dobbiamo giostrare, e coccolare   E possibilmente goderne i frutti ,  alla fine dei salmi. E alla resa  non dei Conti, ma dei Draghi. Uno con   Master al Massachusetts Institut of Technology, ex Governatore della Banca d’Italia, consulente delle più importanti società del mondo, Presidente del Financial Stability Board, Professore Ordinario in politica monetaria, Membro del Board of Trustees di Pricenton, Presidente per 8 anni della Banca Centrale Europea.

Fare dei compromessi di scopo non significa venir meno ai propri principi. In contingenza,  a sostegno di un governo di larghe intese per superare questo dramma sanitario e economico devastante, il compromesso è d’obbligo. Se vogliamo usare un altro termine, chiamiamolo mediazione. Un  “Governo dei Migliori”, dove  i migliori  non è affatto detto siano  i massimi rappresentanti dei singoli partiti.

Via le mosse del cavallo con scacchi annessi. Via le sedute notturne in cui si dice tutto e il suo contrario. Sulla pelle dei cittadini che ascoltano attoniti le stesse pappagallesche parole lette o a braccio. Sempre monotone e noiose.

“Io ci sono e ci sarò”, esordisce l’ex premier. Una speranza e promessa per lui o una minaccia per noi? E propone un progetto politico. Con voce impastata come di consueto, ma anche incrinata da emozione per la prima volta, e anche con un po’ di pathos, che non gli si confa. Ma per i progetti è tardi Giuseppi!

Qualcuno teme un replay dell’uomo del loden . A detta di Sapelli, che non è l’ultimo arrivato, le differenze sono evidenti. Sotto  vari aspetti. Professionali  etici e umani. E questo ci conforta assai. L’esimio  economista storico e accademico, sostiene che “Monti non ha mai avuto una visione strategica e ha sempre disprezzato le parti sociali. Draghi al contrario le ha subito citate, ha capacità politiche di lungo corso e ha mediato tutta la vita perché in fondo è un vero democristiano. Viene della scuola andreottiana ed è stato vicino a Paolo Cirino Pomicino…”. Insomma anche in questo tra i due sembra esserci un abisso: “Sarà molto attento al consenso sociale e penso che possa riuscire a mettere insieme un governo parlamentare con tutti dentro, tranne Fratelli d’Italia”. Forse.

E lo sapremo solo vivendo.

Forse questo progetto è stato tenuto nascosto nel cassetto  per diverso tempo. Vero è che il nome del Prof. Draghi aleggiava da tempo. Poi qualcuno, con coraggio ma sicuramente con le spalle coperte, ha sparigliato. Come ha sparigliato il suo omonimo che pare avere cambiato un’idea che sicuramente covava da tempo.  Ottime mosse del cavallo. Ma ora basta. Rimboccatevi le maniche,   mettetevi a lavorare  e portate risultati positivi ché ne abbiamo tanto bisogno.

Chi può negare che l’accordo c’era e  in nuce si apparecchiava il governo di scopo? Lo scopo di spendere bene  e senza sprechi il tesoretto che arriverà, si spera. E che, probabilmente, con il governo passato non sarebbe mai arrivato per la scarsa fiducia che proponeva il piano presentato.  Il proposito dell’utilizzo corretto per la crescita e lo sviluppo, di un  sostegno reale senza assistenzialismo, ci rincuora assai.

“A tutti coloro che pensano che la destra sia spaccata sulla fiducia ad un Governo Draghi, faccio candidamente notare che l’accordo sembra già essere palese.

Postulato: non si può fare nulla senza Draghi: nessuno vuole prendersi la patata bollente del risanamento economico, dell’eventuale rifiuto politico da parte EU di un accordo negoziato sul programma next generation, nessuno vuole avere l’eventuale responsabilità di un trasferimento di sovranità dal Popolo a società che producono vaccini.

Teorema: Allora, per salvare il salvabile, una parte – sufficiente per la fiducia – voterà sì, un’altra parte – con la speranza di assurgere al governo alle prossime elezioni, si asterrà o voterà no.

Questa astensione e/o voto negativo varrà anche come bonus nei confronti del M5S da riscuotere al momento dell’elezione del PdR.

Dimostrazione: … vedremo…

Queste le  interessanti considerazioni dell’amico Marco Palombi.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banca centrale, banca centrale europea, consenso, considerazioni, conti, draghi, elezioni, governo, importanza, mondo, monti, politica monetaria, scuola, sostegno, speranza, sviluppo, tutta la vita, unità nazionale

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