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Congresso PD: i renziani proporranno un candidato unitario per far fuori Zingaretti

Il copione è già stato sperimentato con successo in Toscana.

di Daniele Marchetti | 9 Settembre 2018

“Non è detto che voteremo Zingaretti. Vediamo se vi saranno altre candidature. E se conosco bene il Partito Democratico nuove proposte arriveranno.” È lapidaro il giudizio dell’ex segretario PD Matteo Renzi sulla discesa in campo del governatore del Lazio.

Una sentenza definitiva? Vedremo! Sicuramente una sportellata alle furbizie del falco Franceschini che, senza troppi giri di parole, aveva apprezzato il coraggio di Zingaretti tentando di mettere il cappello sopra la sua candidatura assolutamente rispettabile ed (allora) anche forte.

Fotocopia di quanto è accaduto e sta accadendo in Toscana: tornasole sempre interessante per interpretare le vicende del Nazareno.

Nella terra di Dante i renziani, a mo’ di richiamo venatorio, avevano agito d’anticipo proponendo un semisconosciuto e (pre)candidato: il Sindaco di San Casciano Val di Pesa Massimiliano Pescini.

Il solito pesce d’aprile a cui gli orlandiani hanno risposto con un loro ancor meno conosciuto candidato, tal Valerio Fabiani, ma l’opposizione lettian-franceschiniana – quella che conta in Toscana come a livello nazionale- ha invece risposto con un pezzo da novanta: l’ex vicepresidente della Regione Toscana e già parlamentare PD, Federico Gelli.

Un nome assolutamente di riguardo, molto apprezzato anche fuori del PD e molto temuto dai renziani che doveva essere stanato per poi essere bruciato.

Elementare Watson. Tutto come da copione: Gelli si presenta, ottiene molto consenso -anche perché la persona lo merita- ed Immediatamente scatta la trappola: i renziani chiedono un candidato unitario. Anzi –precisa l’autorevole ex Ministro Luca Lotti- noi offriamo la disponibilità a sedersi ad un tavolo per individuare, insieme, un candidato unitario alla segreteria regionale.

Il pacco è fatto!

Nei giorni scorsi, prima di tornare in TV e liquidare -pardon- parlare di Zingaretti, l’ex Premier ha incontrato personalmente Gelli per avvisarlo: non puoi rompere il partito ed opporti al candidato di tutti.

Gelli ha preso tempo ed in qualche modo sarà ricompensato per il senso (indotto) di responsabilità. Ed una ricompensa tanto gradita a Gelli ci sarebbe: la candidatura a Presidente della Regione. Chimere!

I renziani puntano al Ko tecnico: vincere ai punti in Toscana, dove conservano un eccellente bottino di voti determinante per vincere anche le prossime elezioni regionali e vincere anche ed a livello nazionale dove hanno dimostrato di avere una spanna in più in audacia e furbizia politica rispetto agli sparuti e divisi competitor.

Attenzione all’attore Matteo.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: consenso, dante, elezioni, elezioni regionali, franceschini, matteo renzi, partito democratico, pd, regione toscana, renzi, toscana

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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