
Eccoci arrivati alla Nuova Stagione della televisione. Nuovi programmi, nuovi talk, nuovi volti, vecchie conoscenze, materie e materiali delicati e rigenerati. Ovvio che da che mondo è mondo una certa differenza la fa il presentatore o meglio il conduttore. O la conduttrice. Mi permetto di rivolgere loro un invito e ricordare qualche regola. Da ex. Confessioni e inviti di un Ex Conduttore. Siate chiari, siate umili, siate prudenti. Ricordate che la notizia è in quello che dite non la vostra faccia più o meno truccata.
Mi sono sentito in dovere di dedicare un focus al Caro Conduttore anche nel mio libro “Luoghi Comuni, Il potere della parola” Minerva Edizioni 2021. Perché il problema c’è e, mi sa, ci sarà.
Caro conduttore, ti scrivo e ti prego: pronuncia bene e fino in fondo le parole. È l’unica maniera che abbiamo per capire le notizie. Non mangiarti le desinenze perché non possiamo fermare la messa in onda e chiederti: ripeti? Scandisci quanto puoi i termini e le frasi, pronuncia con chiarezza ogni singolo termine e fai gli stacchi necessari tra una parola e l’altra anche se ti dicono di correre perché i minuti, i secondi non sono mai abbastanza. Meglio una notizia rinviata alla prossima edizione che sei notizie lette o raccontate di corsa con ansia da chiusura.
Caro conduttore, non volermene, ma siccome ho fatto per un po’ di tempo anch’io il conduttore di telegiornali e trasmissioni, volevo dirti che se non capisco le tue parole è come se perdessi la notizia, se non sento bene quel che hai detto, pronunciato, raccontato, chiesto o letto è come se non l’avessi fatto. Non temere, caro conduttore, di essere considerato, come dicono? Scolastico o teatrale.
Nel tono giusto e con il ritmo giusto io posso capire il titolo e la notizia, pronunciate come una discesa da slalom, o una pedalata da ultimo chilometro, la parola si perde, la frase si attorciglia, e addio notizia. Caro conduttore, se poi vuoi dirmi il nome dell’autore del prossimo servizio, anche qui, abbi la compiacenza di pronunciare quel nome e quel cognome fino in fondo, spesso viene mangiato metà del cognome come una strofa di canzone che si dissolve, e i nonni si chiedono: “Chi è?”, “Che nome ha detto?”.
La chiarezza dell’esposizione salva l’informazione. Se puoi, caro conduttore, usa termini comprensibili e possibilmente correnti, se vuoi citare il termine ricercato, fermati un attimo e pensa: “È davvero necessario?”, oppure ritagliati tre secondi per spiegarlo a tutti, non lasciare alcun telespettatore o ascoltatore indietro.
La nostra comprensione passa dalla tua esposizione. Una responsabilità non marginale. Caro conduttore, grazie per l’attenzione e alla prossima edizione.
E poi, non pensare di essere “Qualcuno” solo perché vai in onda. Sic transit gloria mundi. Come un tempo ti riconoscevano così dopo ti dimenticano, è ineluttabile, è naturale.
Pensare di essere Qualcuno perché si va in onda è un po’ come pensare di essere un musicista avendo suonato il campanello al Conservatorio.
La telecamera e il microfono sono molto più selettivi di quello che immagini. Prima dell’audience.
Regola numero uno: aprire bocca solo se hai qualcosa da dire.
Regola numero due: parla semplice.
Regola numero tre: pensa che possono ascoltarti bambini di sei anni e nonne o nonni di 87. E più.
Regola numero quattro: la notizia è il fatto non la tua faccia.
Regola numero cinque: altre e altri hanno già fatto la Storia, te pensa a fare bene la cronaca. Regola numero sei: racconta quello che hai capito perché si capisce subito se parli di cose che ti hanno suggerito.
Regola numero sette: non spalpebrare troppo, si capisce subito che stai cercando un appiglio.
Regola numero otto: ricordati che sei al servizio della comunicazione e che non sei l’Unica comunicazione.
Regola numero nove: pensa a cosa direbbe tuo padre sentendo quello che stai dicendo.
Regola numero dieci: fai della misericordia nella comunicazione il tuo respiro profondo.
Ho vissuto e conosciuto persone che hanno rispettato tutte queste “regole” senza sapere che erano regole. E di questo ringrazio Dio e il destino.
Fabrizio Binacchi

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