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Conferenza di Roma, importante occasione per la Difesa Europea e per i rapporti NATO-UE

Si apre oggi la conferenza di Roma promossa dalla Nato. Si tratta di una occasione molto importante sia per la Difesa Europea sia per i raporti futuri tra NATO e UE. Di Marco Mayer

di Marco Mayer | 10 Novembre 2022

La conferenza di Roma promossa dalla NATO che si apre oggi alla Farnesina su “Resilience, Preparedness and Responsiveness to Cyber Threats to Critical Infrastructure” é un’occasione molto importante sia sotto il profilo della Difesa Europea sia per i futuri rapporti rapporti tra NATO e UE.Per quanto riguarda questo secondo aspetto in occasione di una conferenza ECIR  a Cambridge (MS) nel gennaio 2014  il prof. Fabio Rugge (attualmente Vice  Rappresentante d’ Italia alla NATO)  e il sottoscritto –  hanno suggerito una proposta che forse vale la pena rilanciare proprio  in questi giorni. 

https://polisci.mit.edu/research/projects/explorations-cyber-international-relations

Il progetto ECIR  promosso congiuntamente da MIT e Harvard University  é nato con l’obiettivo di colmare il Cyber  Governance Gap che già all’epoca si registrava  non solo a livello globale, ma anche nell’ambito delle relazioni transatlantiche.  

La nostro proposta partiva dall’assunto che  l’ universo digitale  é per sua naturale duale  e sarebbe stata una miopia  politica  clamorosa  che la Nato da un lato e l’Unione Europea dall’altro seguissero strade parallele senza identificare punti di convergenza di carattere sia analitico che operativo. Le minacce digitali  hanno, infatti,   una matrice comune  perché attacchi cyber alle infrastrutture critiche civili (Acqua, Energia,  Reti Ferroviarie, Porti,  Traffico aereo e Aereospazio, ecc.)  possono  provocare danni equivalenti  e/o  anche ben peggiori degli attacchi cinetici a presidi militari. 

Mi auguro pertanto che nei prossimi giorni alla Farnesina si dia finalmente vita un task force congiunta NATO/EU in materia cyberche in termini operativi riempia un vuoto pluriennale. Altrimenti  il rischio é che  ogni Stato membro della Unione Europea cerchi autonomamente una propria strada . In Francia, ad esempio, la recente partnership tra Thales e Google nell’ambito cruciale del  Cloud Computing potrebbe essere promettente. E’  un esempio di   partnership tecnologica tra aziende strategiche europee e Big Tech americane, ma  (come altri progetti in cantiere di altre aziende)  dovrebbe trasformarsi in una preziosa occasione di sperimentazione non per un solo paese, ma per l’intera Unione Europea. 

Dopo l’ intenso lavoro congiunto tra Commissione Europea e Amministrazione americana la Casa Bianca ha, inoltre,  deliberato l’ 8 ottobre scorso un  Executive Order https://www.whitehouse.gov/briefing-room/statements-releases/2022/10/07/fact-sheet-president-biden-signs-executive-order-to-implement-the-european-union-u-s-data-privacy-framework/in materia di data transfer e data center che ha lo scopo di superare le critiche della Corte di Giustizia Europea  relative all’accordo cosiddetto Private Shield. 

Occorre proseguire questo tipo di collaborazione proficua tra le due sponde dell’Atlantico per creare una nuova sintesi tra le più avanzate normative europee e le indubbie capacità tecnologiche (pubbliche e private) presenti negli Stati Uniti. Ciò non deve valere solo per le tecnologie digitali, ma per l’intero settore della ricerca e sviluppo. 

Senza questo sforzo congiunto ha poco senso parlare di difesa europea. Solo identificando concrete aree di collaborazione tecnologica scientifica e industriale  tra la  NATO e la UE  – pur nella diversità dei rispettivi compiti  si possono raggiungere risultati concreti .  L’Europa e gli Stati Uniti (ma il discorso vale per tutte le democrazie del mondo) saranno in grado di vincere le sfide tecniche giche e politiche indotte dalla rivoluzione digitale. Come é noto tecnologia non fa rima con democrazia e  i richiami ad un  sovranismo  impotente   avvantaggiano le  autocrazie, Russia e Cina in primis. Per questo la conferenza NATO  che si inaugura oggi un’occasione straordinaria per il futuro del nostro paese e per l’Europa intera. Se non ora quando? 

Un’ operazione analoga deve essere  avviata in termini di Cyberdefence e Cybersecurity.

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, cina, commissione, commissione europea, danni, democrazia, discorso, diversità, europa, futuro, governance, harvard, italia, lavoro, mondo, nato, roma, stati uniti, sviluppo, unione europea

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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