Il governo guidato dal Movimento 5 Stelle a dalla Lega, al centro del suo programma ha il punto chiamato “pace fiscale”. I nostri governanti non vogliono che si parli di condono. Ai cittadini poco importa come si chiamerà la legge, ma è fondamentale che si faccia presto; le famiglie sono oppresse, perseguitate, da Equitalia e dalle mille piccole Equitalia che ci sono in giro per l’Italia (intendiamo parlare delle agenzie di riscossioni locali, che sono peggiori di Equitalia).
L’idea di consentire agli italiani di mettersi a posto con il fisco, potrebbe costituire una carta vincente per il governo; tutto dipenderà da come verrà articolato il provvedimento.
Se si chiederà ai cittadini di pagare nel volgere di un tempo ristretto, senza una lunga rateazione, la legge non avrà successo, al pari delle passate “rottamazioni” delle cartelle che hanno favorito solo i furbi con i soldi.
Se il governo non provvederà con una drastica riduzione degli importi pretesi, il provvedimento si rivelerà un fallimento. Del resto, i crediti vantati dallo Stato sono costituiti da un castello di carta, edificato sulle cosiddette “cartelle pazze”. Si tratta di accertamenti campati per aria che il cittadino non ha avuto la capacità di opporre ricorso e che nel corso degli anni sono diventati esecutivi e le pretese tasse si sono moltiplicate negli importi. Sono cartelle relative a imprese che hanno dichiarato utili pur essendo in passivo, solo per compiacere la banca che viceversa, in presenza di perdite di bilancio, avrebbe revocato il fido. Di cittadini vittime di usurai; di persone incappate nelle multe ingiuste inflitte dagli autovelox. E così via…
La legge sulla pace fiscale dovrà prevedere la modifica degli attuali meccanismi di accertamento, di applicazione di sanzioni, interessi e tutti i numerosi e incomprensibili balzelli, esposti nelle cartelle esattoriali. Senza una riforma in tal senso, nel giro di pochi anni si riformerebbe il conflitto fra lo Stato e i cittadini.
I governati chiamano “pace fiscale” il provvedimento che consentirebbe ai cittadini di transare pagando il 15%; gli addetti alla comunicazione lo definiscono condono. L’importante è che si faccia qualcosa per risolvere un problema che ha fatto perdere il sonno a milioni di famiglie.
Roberto Fronzuti

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