All’Opera di Firenze nell’ultima decade di questo mese si concentrano svariati appuntamenti concertistici dell’80° Maggio Musicale, che poi avrà una coda a fine giugno, nell’ambito dell’Extra Festival, con la performance dei Berliner Philharmoniker diretti da Gustavo Dudamel (lunedì 26, ore 20).
Oltre al concerto iniziale di questa serie (domenica 21 maggio) con il direttore Thierry Fischer e il contralto Sara Mingardo, (quest’ultima impegnata nella Rapsodia op. 53 per contralto, coro maschile e orchestra di Brahms, mentre gli altri brani in programma sono The Unanswered Question di Ives e la grandiosa Symphonie fantastique op. 14 di Berlioz), merita di essere sottolineato l’appuntamento di giovedì 25 con il funambolico pianista jazz (e non solo) Stefano Bollani, che, insieme all’Orchestra del Maggio diretta da Kristian Järvi, eseguirà in prima assoluta il suo Concerto Azzurro, in una partitura arrangiata da Paolo Silvestri; non mancheranno, al suo interno, vari momenti di improvvisazione, in linea con una scelta di libertà, azzurra proprio come il cielo. Nella seconda parte della serata, spazio invece alla sinfonia drammatica Il lago dei cigni di Caikovskij, in un adattamento dello stesso direttore Järvi.
A partire, invece, da mercoledì 24 (repliche il 27, 28 e 29), al Goldoni va in scena L’histoire du soldat di Stravinskij, un intreccio teatrale con pochi strumenti e personaggi, proposto in una versione molto particolare, frutto della regia di Alessandro Talevi, in un nuovo allestimento del Maggio. Sul podio la direzione è affidata ad Alpesh Chauhan.
L’attenzione verso la musica contemporanea, filo conduttore dei concerti di questo festival, si accentua particolarmente negli ultimi tre appuntamenti del mese, ad iniziare proprio da quello di venerdì 26, quando sarà ospite l’Ensemble Intercontemporain di Parigi. Il concerto è ovviamente un omaggio al suo fondatore, il mitico musicista francese Pierre Boulez, scomparso un anno fa. Il programma comprende, accanto ai “classici” Debussy (En blanc et noir) e Bartok (Sonata per due pianoforti e percussioni), proprio un brano di Boulez dal titolo sur Incises, brano in due movimenti per tre pianoforti, tre arpe e tre percussioni a tastiera. Dirige Julien Leroy.
Domenica 28 è invece la volta di David Robertson, bacchetta più volte presente al Maggio, che affronta un programma di notevole impegno; infatti nella prima parte viene eseguito Syntax di Ivan Fedele, composizione del 2009 consistente – come suggerito dal suo stesso autore – in un ciclo di tre brani ispirati alla triade Haydn-Mozart-Beethoven, vale a dire i musicisti del cosiddetto Classicismo viennese, mentre nella seconda parte il direttore americano si cimenta con il primo capolavoro sinfonico di Mahler, la Sinfonia in re maggiore nota come Titano.
L’ultimo concerto della serie è mercoledì 31 maggio, quando il direttore Marco Angius, vero specialista di musica contemporanea, torna a dirigere l’Orchestra del Maggio, dando vita in prima assoluta al Concerto n. 8 per pianoforte e orchestra di Luca Mosca, che sarà incastonato fra due pezzi di Beethoven, l’ouverture Leonore n. 3 la Sinfonia n. 7 in la maggiore. Solista al pianoforte Anna D’Errico.
Per info e biglietti si veda www.operadifirenze.it
Luca Summer

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