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Comuni al voto: primo test elettorale per il sindaco-premier

di Cesare Mannucci | 9 Marzo 2014

La coincidenza con il voto per il parlamento di Strasburgo darà una lettura a 360 gradi circa l’effettivo gradimento o lo scontento della cittadinanza verso chi ci rappresenta nei due rami del parlamento e alla guida del governo.

elezioniComuni in prima linea per la tenuta del governo Renzi. Il test elettorale di maggio sarà infatti il primo vero di banco di prova per il nuovo esecutivo dei sindaco di Firenze e, guarda caso, il 25 maggio oltre al rinnovo del parlamento europeo si voterà per l’elezione dei primi cittadini di circa cinquemila comuni italiani. L’appuntamento con il voto arriverà proprio con il raggiungimento dei primi cento giorni del “Renzi primo”.  Per quella data, le polemiche, le fibrillazioni, i mal di pancia dei partiti che compongono la maggioranza parlamentare che sostiene il governo saranno il primo vero test per tastare il polso dei cittadini che decideranno se veramente è valsa la pena di accettare la sostituzione senza troppi complimenti di Enrico Letta dall’ufficio di palazzo Chigi o se forse, per dare la scossa al Paese e alla sua esangue e asfittica economia, era meglio riaffidarsi al giudizio del popolo. Certo si obietterà che il test non sarà del tutto rappresentativo perché si vota per il rinnovo del 65% dei consigli comunali delle città italiane ma la coincidenza con il voto per il parlamento di Strasburgo invece darà una lettura a 360 gradi circa l’effettivo gradimento o lo scontento della cittadinanza verso chi ci rappresenta nei due rami del parlamento e alla guida del governo. Renzi lo sa bene questo, avendo negli ultimi 15 anni partecipato a tre tornate elettorali consecutive per l’elezione due volte del presidente della provincia di Firenze e una per lo scranno più alto di palazzo Vecchio. Sa bene che nei comuni e nelle province premiare sindaco e presidente uscente vuol dire aver apprezzato l’azione di governo e la realizzazione del programma nei 5 anni di mandato. Sa bene che l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di provincia in turni elettorali coincidenti con elezioni politiche o regionali in una stessa giornata ha dato scostamenti evidenti in diverse città. In altre parole alle politiche, per esempio, si afferma il centro destra seguendo l’onda e il trend di crescita di quel partito, ma nella stessa giornata elegge o riconferma il sindaco di centro-sinistra perché ha ben governato la sua città, sconfiggendo il candidato patinato distante però dalla soluzione dei problemi quotidiani che affliggono gli ottomila comuni del Belpaese. I primi passi del neo-premier vanno in assoluto in questa direzione. Non è infatti passata inosservata la visita nelle scuole in alta Italia e in Sicilia del sindaco-premier che ha chiaro e forte il rapporto diretto con la gente. Meno palazzo e più luoghi normali dove si svolge la vita reale del paese accettando il confronto diretto e il dialogo coi cittadini. Negli atti ufficiali di governo, nelle conferenze stampa, nelle convention alle quali partecipa parla ovviamente di nuova legge elettorale, di abolizione del Senato, di provvedimenti per far ripartire l’economia e dare lavoro ai giovani e agli esodati, ma la scelta strategica di andare nelle scuole a parlare con i ragazzi è il metodo vincente che i migliori sindaci di tutti i nostri comuni italiani conoscono per andare al nocciolo dei problemi e scaldare i cuori degli elettori. Quindici anni fa l’esperienza trasversale dei primi sindaci eletti direttamente dal popolo (i vari Cacciari, Rutelli, Bassolino, Bianco, Albertini, Guazzaloca) di far sentire la loro voce al Governo facendosi portavoce delle istanze della cittadinanza fu bollata dall’allora premier Massimo D’Alema come l’”avanzata dei cacicchi”. Ora a distanza di 15 anni un giovane “cacicco” è arrivato nella stanza dei bottoni di palazzo Chigi e sa che se la sua azione di governo dei primi cento giorni deluderà i suoi colleghi in fascia tricolore difficilmente il voto del 25 maggio darà il primo vero disco verde (senza i conti della serva sui risicati numeri senatoriali) alla sua nuova carriera politica di statista italiano.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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