Prevedevo che l’articolo con il quale ho annunciato su Pensalibero il disimpegno dalla Costituente Socialista avrebbe provocato molti commenti ed anche appassionati. Lavoriamo da tempo ad un progetto che ci sembra utile per il Paese, non a concretizzare legittime ma modeste ambizioni. Constatare che per il momento tale progetto non può contare su quei partiti della diaspora socialista che pure a Bertinoro e a Chianciano si erano impegnati per un soggetto più ampio, cioè liberalsocialista ci obbliga ad interrogarci su cosa fare.
Dovremo farlo collettivamente: tutti i circoli e le associazioni che si erano incontrati a Bertinoro e che hanno le nostre stesse perplessità, non solo noi del PLLS.
Personalmente, per ora, mi limito ad alcune considerazioni che prendono spunto dai commenti al mio articolo, che contengono cose da me condivise in parte ed in altra parte no.
In primo luogo: non sono d’accordo con i toni esasperati, una sorta di criminalizzazione, che ancora una volta vengono usati da alcuni nei confronti dei dirigenti di SDI, Nuovo PSI e, in genere, dei partiti della diaspora socialista. Quasi sempre questi toni caratterizzano gli interventi di persone che hanno alle spalle una militanza socialista, come se i rancori non avessero mai fine..
Dovrebbero rendersi conto non solo che sbagliano, ma che infastidiscono tutti quanti niente hanno a che fare con la storia del loro ex partito e che sono numerosi tra noi. Sono afflitti da pansocialismo. Viene da pensare che essi stessi, se si trovassero al posto di coloro che criticano con tanta veemenza, sarebbero incapaci di guardare ad un orizzonte più vasto, comprensivo cioè dei laici dei liberali, dei repubblicani, dei radicali, etc.
In secondo luogo: a me preme sottolineare l’errore politico che stanno commettendo i “costituenti” socialisti. Mi sforzo di comprenderne le ragioni: le elezioni alle porte, forse, e la necessità di creare immediatamente un “pacchetto” da giocare su qualche tavolo per superare la prevedibile soglia di sbarramento elettorale. Questo lo comprendo, ma non mi adeguo. E non penso che in ciò i dirigenti dello SDI, del Nuovo PSI, etc. siano migliori o peggiori degli esponenti di altri partiti. Salvare la baracca non è intento disprezzabile. Credo, però, che così non si salvi nemmeno uno sgabuzzino.
In terzo luogo: mi riferisco al ruolo del Polo Laico, Liberale e Socialista che ha la virgola e la congiunzione perché è una libera associazione di persone provenienti da esperienze diverse, ma punta ad un soggetto unico, laico liberalsocialista, perciò senza congiunzione e senza virgola, ( e mi dispiace se qualcuno fa fatica ad accettarlo). Il PLLS ha fatto esattamente quello che ha sempre dichiarato ed è nel suo DNA fino dall’assemblea di Firenze del 16 giugno 2006: adoprarsi per mettere assieme laici, liberali, repubblicani, radicali, socialisti. E’ la sua “ragione sociale”, altro non è consentito, nemmeno a coloro che hanno preso il treno in corsa, evidentemente senza informarsi su dove fosse diretto.
In quarto luogo: alcuni che la sanno lunga lasciano intendere con malcelata soddisfazione che avevano previsto tutto. In politica non ci si deve affidare alle arti divinatorie (leggi pre-giudizi) ma alla prudenza. L’ipotesi che i frammenti della diaspora socialista si lasciassero andare al richiamo della foresta è sempre stata tenuta in considerazione da molti di noi. Personalmente rinvio i cultori della materia alle registrazioni dei miei interventi a Bertinoro e Chianciano e all’archivio di Pensalibero, Il mio modo di intendere la politica non è quello di stare alla finestra ma di contribuire a determinare cambiamenti. Oggi constatiamo che il soggetto nuovo, liberalsocialista, che volevamo è ancora di la da venire: che si pretende, di farci carico noi del PLLS di non aver realizzato in un anno ciò che è nelle speranze di filosofi, politici e sognatori da quasi un secolo?
Credo, piuttosto, che grazie al ruolo che abbiamo saputo svolgere, non solo il PLLS ma tutti coloro che hanno lo stesso obbiettivo siano più forti. Certamente più conosciuti. Abbiamo suscitato attenzione e si è parlato di noi perché abbiamo svolto un compito, tenuto una posizione, siamo scesi in campo. Solo gli ingenui pensano di essere considerati dai media rilasciando semplicemente dichiarazioni.
Per concludere: dobbiamo riprendere il cammino assieme a chi ci sta. Ma si deve sapere fin da subito che ci attendono impegni gravosi. Dobbiamo dimostrare di essere presenti veramente sul territorio ed avere capacità organizzative, consapevolezza dei problemi e capacità di individuare soluzioni. Il tempo dell’attribuzione dei “pennacchi” a priori è terminato. E’ controproducente avere riferimenti fittizi nelle province e nelle regioni. Spesso attribuire o attribuirsi i gradi senza una reale rappresentatività significa impedire di avvicinarsi a persone magari più capaci e volenterose.
Infine per sorridere: l’ottimo Gabriele Ariola non perde occasione di ripetere che casomai “da Boselli lui ci va da solo, non ce lo portano gli altri”. C’era un piano architettato per consegnarlo al segretario dello SDI e farsi, in cambio, aprire le porte del Paradiso. Solo che io non lo conoscevo.
Nicola Cariglia

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