Capisco che la sinistra possa scandalizzarsi per come il Presidente del Consiglio Meloni tenta di risolvere i problemi italiani freschi di giornata: inesistenti prima del 25 settembre 2022 giorno in cui gli italiani l’hanno scelta da inquilino di Palazzo Chigi.
Le politiche destra e sinistra non sono state mai coincidenti o convergenti ma rigorosamente antitetiche. (Ce lo ricorda e conferma il grande Norberto Bobbio).
Quindi ben venga la sinistra se tenta di correggere la destra o la destra la sinistra su un problema nuovo inesistente prima del voto. È correttissima opposizione democratica.
Ma se il presidente Meloni col suo governo di destra, ora si trova a cavare dal fuoco “patate” trascurate almeno da 10 governi precedenti e ridotte in carboni, la sinistra che con scelte sbagliate ha fatto danni colossali e li ha consegnati alla destra, (vedi recentissima catastrofe di Ischia) dovrebbe avere almeno il buon senso di tacere.
Il presidente Meloni i problemi da risolvere a colpi di miliardi inesistenti e debito pubblico stratosferico, non se li è portati da casa.
Li ha ereditati dalla sinistra che ora pretenderebbe che la destra li risolva con politiche di sinistra geniali, per ridurre al fallimento le imprese private, dopo aver fatto fallire miseramente per un secolo le imprese pubbliche e gli stati comunisti di mezzo mondo, Unione Sovietica in primis.
È vero che senza opposizione nessun governo di nessuno Stato può definirsi Democratico. La sinistra serviva serve e servirà almeno quanto la destra.
Ma chi ha governato prima della Meloni e ha lasciato bruciare sul fuoco le patate dell’inflazione galoppante scannapoveri, dei sei milioni di disoccupati, dei 15 milioni a rischio povertà, del reddito di cittadinanza assegnato ai proprietari di yacht, ferrari e ville al mare, dei lavoratori stagionali introvabili grazie alle politiche comuniste tappabuchi fino al 25 settembre 2022, del dissesto idrogeologico nazionale e dei 18 miliardi stanziati e mai spesi, della strage annunciata di Ischia, abbia almeno la decenza di tacere.
Gli italiani non hanno mandato la Meloni a Palazzo Chigi con una fotocopiatrice a colori per duplicare a destra le politiche rosse di sinistra. Non sarà facile, ma qualche “politica destra”, che liberi lo Stato italiano “sinistro salva banche e scannapomeri” dal guinzaglio della Elite industriale, finanziaria e bellica europea e mondiale, dovrà pur inventarsela prima che sia troppo tardi per tutti.
Franco Luceri

Non esageriamo con le asserzioni assolutistiche: (ancorché supportate da pensieri accademici “tendenzialmente” liberi, a loro volta non condivisi da altrettanti “Pensieri” d’oltralpe scopiazzati).
“”‘Le politiche destra e sinistra non sono
state mai coincidenti o convergenti ma rigorosamente antitetiche.”””
Comunque, già riuscire a dare qualche “soluzione” ai plurimi problemi italici disattesi e rinviati nel tempo e nello spazio dai “sinistrorsi” sarà un miracolo all’italiana, cui faremo seguire la solita festa di ringraziamento.
La cultura occidentale moderna è come un albero che sembra crescere rigoglioso ma è malato. Tende ad aumentare la quantità del fogliame, ma riduce all’osso la quantità e qualità del frutto. Gli addetti ai lavori sfornano miliardi di bellissime analisi, ma una soluzione che faccia sparire il problema e i danni che ha prodotto, non si trova nemmeno a pagarla un occhio.
Molte “bellissime analisi” sono scopiazzature attualizzate di vecchie idee di un sistema bipolare, la cui lettura, peraltro, è intervenuta su traduzioni di comodo e tarde dei testi originali, ovviamente non italiani.
Quel che resta dell’occidente ha scoperto con troppo ritardo che in Cina (e in parte anche in India) si pensa diversamente, ma si agisce silenziosamente privilegiando gli effetti rispetto alle plurime cause efficienti con (e per) le quali continuano a dibattersi le plurime nazionalità degli ormai imminenti quasi bastardi occidenti. Senza dimenticare l’anima duale della Russia che desidera vivere all’occidendale senza compromettere il suo silenzioso dominio sul più vasto territorio del nostro ormai piccolo mondo, di cui vede l’alba e il tramonto.