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Come parti in commedia

di Angelo Giubileo | 12 Gennaio 2014

Anche al fine di indire nuove elezioni, è indubbio che una diversa maggioranza vada comunque costruita. E, considerate tutte le ipotesi, in definitiva resta pur sempre la soluzione di lasciare comunque le cose come stanno.

cortecostituzionalePoco più di una recita delle varie parti in commedia. Questo sembra la politica, in Italia. Ma, provando anche a discuterne, questo non tanto sembra; quanto, in effetti, è.

Attenderemo, attenderemo forse, non attenderemo, attenderemo poi, ad esempio, le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale sulla riforma della legge elettorale, divenuta quindi necessaria anche per la politica. Nel frattempo, pur in assenza delle motivazioni della stessa sentenza, che non possono non pre-giudicarne l’iter, ne viene disposta la calendarizzazione in aula alla Camera. Per la giornata del prossimo 27 gennaio ed in assenza di un provvedimento, che sia uno, e diremo immediatamente anche uno qualsiasi, rispetto viceversa alle tre diverse proposte che sono circolate su tutti i quotidiani e non solo nazionali. Come il riverbero di un eco. Ancora, lo stesso potremmo dire delle diverse proposte di unioni civili, ad uso del singolo o di coppia, con o senza matrimonio, di serie A o B, aperte o chiuse all’adozione di figli; e senz’altro in questo mio rapido elenco avrò dimenticato di citarne qualche altra versione soprattutto ad uso giornalistico, essenzialmente di propaganda.

Ma, dopo tanto parlare, giunge anche il tempo che si dica qualcosa di definitivo, come per l’appunto è avvenuto di recente ad opera degli alleati di governo del Ncd. Sul caso, il ministro Alfano ha pertanto annunciato: “Non si può pensare alle unioni civili senza pensare prima alle famiglie”. E allora, come si fa? In argomento, qualcosa bisognerà pur continuare a dire. Altrimenti, si fa la fine di chi, magari avrà anche imposto il cosiddetto tema in agenda, ma in definitiva si sarà fatto imporre la soluzione di lasciare comunque le cose come stanno.

E allora, se non sia proprio più possibile rimanere in argomento, introdurne magari uno nuovo, che presenti magari una qualche assonanza con il precedente; che, ad esempio, abbia comunque a che fare con i rapporti di coppia in generale. E allora, si tratterà di discutere delle conseguenze anch’esse imputabili ad una sentenza, stavolta della Corte di Strasburgo, sulla vicenda del doppio cognome da poter dare ai propri figli. Ma, anche in questo apparente semplice caso, la vicenda si complica a tal punto che il Consiglio dei Ministri decide di adottare un disegno di legge ed in base a quanto dichiarato, sì prontamente, dal vice-ministro Guerra, si decida anche “di istituire un gruppo di lavoro Pari opportunità-Giustizia-Interni per valutare le implicazioni del provvedimento”. E così via, discutere di tanti altri argomenti e, non da ultimo, la proposta di riforma del lavoro; della quale è messo in discussione perfino il nome. Di cosa? Ma, della stessa proposta: job act o jobs act?

Quel che invece è certo è che in democrazia contano i numeri; mentre per fare le riforme, si dice, occorrano anche i mezzi e le risorse necessarie. Oggi, in Italia, chi può dire di avere i numeri necessari per fare le riforme? Forse il governo, visto che una maggioranza numerica l’ha comunque acquisita.

Viceversa, qualcun altro potrebbe ritenere che non sia così e quindi pensare a nuove maggioranze o nuove elezioni. Ma, anche al fine di indire nuove elezioni, è indubbio che una diversa maggioranza vada comunque pensata e in ogni caso realizzata. Spingendosi fino al punto che, considerate tutte le ipotesi di convenienza, in definitiva resta pur sempre la soluzione di lasciare comunque le cose come stanno.

Pubblicato in : Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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