Ed Milliband, divenne leader del Labour (battendo per un pelo il fratello blairiano, mentre la madre votava per una sua vecchia amica con passato trotzkista, dicendo ai giornalisti che la intervistavano: i miei figli? due socialdemocratici…) perchè si sentiva il bisogno di cancellare l’immagine blairiana , legata alle multinazionali, all’alta finanza e alle agenzie del governo USA , cioè una versione più efficentista dei conservatori. Ed diede incarico a un team di esperti di scienze e comunicazione politica di studiare la struttura del labour, e alla fine accettò la proposta di cambiare lo statuto. Fino allora le decisioni del congresso su programma, direzione e scelta del leader erano prese in base a un terzo dei voti affidata al gruppo parlamentare (ogni eletto aveva la sua fettina eguale di questo terzo), un terzo affidato ai sindacati, dove il voto era esercitato dai leader sindacali, ciascuno in proporzione agli iscritti del suo sindacato, e un terzo alle organizzazioni locali di partito. Il cui voto non contava niente, dopo che si era raggiunto un accordo tra parlamentari e capi sindacali.
Adesso il gruppo parlamentare esprime soltanto le candidature alla leadership: ci vogliono almeno 35 parlamentari per portare una candidatura al congresso. Corbyn aveva solo 20 voti, ma con classico fair play 16 parlamentari votarono per lui dicendo che non avrebbero fatto campagna per lui ma era giusto dargli una possibilità.
Al congresso votano gli iscritti al partito e al sindacato, contando le teste di quelli che vengono a votare e non gli iscritti alle singole organizzazioni, che prima erano considerati votanti in blocco come diceva il loro segretario. Votano anche i simpatizzanti che sottoscrivono una dichiarazione e versano una quota di sostegno alla campagna elettorale. Fu così che Corbyn divenne segretario, e il fatto che oggi la stragrande maggioranza del gruppo parlamentare lo voglia deporre è per lui grande pubblicità, perchè nel partito gli eletti, tutti Camoxon, sono molto detestati e sospettati di complotti coi loro vecchi compagni di scuola che ora sono banchieri e ministri conservatori.
Arrivo dalla presentazione del libro in materia di un ricercatore torinese presso la London School, Domenico Cerabona, “Jeremy Corbyn, la rivoluzione gentile” ed. Castelvecchi. Interloquiva con lui il prof.Giorgi, costituzionalista e deputato, tuttora bersaniano e molto amato a Torino. Il tutto nella mia sezione, che fa qualcosa in attesa che i nostri poco amati vertici torinesi comincino a dire la loro sul guaio. L’idea dei due relatori è che portando Corbyn alla leadership i laburisti abbiano evitato la formazione di un Podemos o 5 stelle inglese e frenato la deriva di voti laburisti verso populisti alla Farage.
NB col sistema a collegio uninominale senza recupero, ci spiegava Giorgi, Cameron ha la maggioranza assoluta col 27% dei voti. Gli altri seggi ai laburisti e agli scozzesi mentre Farage e i liberali non hanno avuto seggi per i loro cospicui voti. I deputati sono bravissimi a lasciare fette di- potere locale a chi si presenta per dare disturbo…

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