Alzandosi ad abbracciare la precaria che aveva attaccato la figlia di Ichino, Bersani ha impresso un suggello “griffato” ad un vizio tra i più odiosi iscritto nel DNA di quella sinistra che ha tra i suoi avi più venerati Giuseppe Stalin.

Un episodio bruttissimo, avvenuto ad una pubblica Convention del PD, purtroppo generato da un riflesso condizionato di una certa sinistra che speravamo estinto da tempo.
Un episodio reso più eclatante per il maldestro comportamento del segretario del PD, Bersani, presente alla Convention, che invece di invitare la giovane Di Domenico ad esprimersi in maniera più riflessiva, la ha abbracciata platealmente. Un suggello “griffato” ad un vizio tra i più odiosi iscritto nel DNA di quella sinistra che ha tra i suoi avi più venerati Giuseppe Stalin.
Diciamola tutta con chiarezza: la criminalizzazione dell’avversario, ancora di più del “rinnegato”: questo è il riflesso condizionato di cui, appena si presenta l’occasione, si servono certi eredi della cultura comunista per combattere gli avversari. Di piccoli e grandi episodi del genere, è piena la storia di questo movimento. Episodi che potevano sfociare in tragedia con i processi staliniani degli anni trenta o in burletta con le “sofferte” autocritiche nelle sezioni nostrane.
Chiara di Domenico ha attaccato alla convention Giulia Ichino, “rea” di assunzione alla Mondadori (undici anni fa e, a quanto pare, per merito). E Bersani si è alzato ad abbracciarla premuroso. Giulia Ichino è figlia di Pietro, già senatore PD, giuslavorista nel mirino delle BR, autore di una parte del programma di Renzi alle primarie e, deluso, passato con Monti perché convinto, a torto o a ragione, di poter così realizzare le sue idee.
Colpisci la figlia per “educare” il padre!

BRAVO NICOLA!