
Mentre sulle prime pagine dell’italica carta stampata e delle Tv si straparla di caz……gio aggravato e continuato, nel mondo avvengono fatti che spiegano la realtà fattuale, cosa ignota alle due comari da ballatoio della sedicente politica italiana.
Piccola premessa da evidenziare i 500 partiti dall’Italia non è il numero di aerei, ma il numero di voli visto che molte testate e Tv hanno evidenziato il contrario.
Uno dei punti cardine a cui la guerra israeliana in Medioriente e quella americana in Iran sono legate ha un nome: La collina di Ali Taher. Questa collina si trova vicinissimo alla città di Nabatieh nel sud del Libano.
Secondo il Mossad israeliano sotto questa collina c’è il centro nevralgico della struttura politico militare di Hezbollah. Quindi non è il semplice deposito dentro al quale si trovano armi, munizioni, missili e quant’altro ma il centro di comando generale e di comunicazione.
Bisogna partire dall’assunto che Hezbollah non sembra essere solo una locale milizia, bensì il tassello molto più ampio tra Israele, Iran, Stati Uniti, Libano, golfo persico con tutti i suoi Stati produttori di gas e petrolio, allo stretto di Hormuz, a tutti i molteplici negoziati diplomatici in corso e, infine, alla vera credibilità degli Stati Uniti messa a repentaglio da Trump con le sue uscite.
Tale situazione ha sottratto all’autorità nazionale libanese la propria essenza di Stato autonomo; infatti, da anni lo Stato del Libano non esiste più. In estrema sintesi il Libano vorrebbe recuperare la propria sovranità ma non ha alcuno strumento per realizzarla, dovrà attendere un difficilissimo equilibrio fra i soggetti prima elencati.
Il valore di questa collina è enorme perché, anche secondo il giornale israeliano Haaretz, sotto quel colle c’è di tutto.
Raffaele Romano

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