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Collina di Ali Taher, punto cardine dove la guerra di “Bibi” in Medioriente e quella di Donald in Iran sono legate

Mentre sulle prime pagine dell’italica carta stampata e delle Tv si straparla di caz……gio aggravato e continuato, nel mondo avvengono fatti che spiegano la realtà fattuale, cosa ignota alle due comari da ballatoio della sedicente politica italiana. Piccola premessa da evidenziare i 500 partiti dall’Italia non è il numero di aerei, ma il numero di voli visto che molte testate e Tv hanno evidenziato il contrario .Uno dei punti cardine a cui la guerra israeliana in Medioriente e quella americana in Iran sono legate ha un nome: La collina di Ali Taher. Questa collina si trova vicinissimo alla città di Nabatieh nel sud del Libano.

di Raffaele Romano | 26 Giugno 2026

Mentre sulle prime pagine dell’italica carta stampata e delle Tv si straparla di caz……gio aggravato e continuato, nel mondo avvengono fatti che spiegano la realtà fattuale, cosa ignota alle due comari da ballatoio della sedicente politica italiana.

Piccola premessa da evidenziare i 500 partiti dall’Italia non è il numero di aerei, ma il numero di voli visto che molte testate e Tv hanno evidenziato il contrario.

Uno dei punti cardine a cui la guerra israeliana in Medioriente e quella americana in Iran sono legate ha un nome: La collina di Ali Taher. Questa collina si trova vicinissimo alla città di Nabatieh nel sud del Libano.

Secondo il Mossad israeliano sotto questa collina c’è il centro nevralgico della struttura politico militare di Hezbollah. Quindi non è il semplice deposito dentro al quale si trovano armi, munizioni, missili e quant’altro ma il centro di comando generale e di comunicazione.

Bisogna partire dall’assunto che Hezbollah non sembra essere solo una locale milizia, bensì il tassello molto più ampio tra Israele, Iran, Stati Uniti, Libano, golfo persico con tutti i suoi Stati produttori di gas e petrolio, allo stretto di Hormuz, a tutti i molteplici negoziati diplomatici in corso e, infine, alla vera credibilità degli Stati Uniti messa a repentaglio da Trump con le sue uscite.

Tale situazione ha sottratto all’autorità nazionale libanese la propria essenza di Stato autonomo; infatti, da anni lo Stato del Libano non esiste più. In estrema sintesi il Libano vorrebbe recuperare la propria sovranità ma non ha alcuno strumento per realizzarla, dovrà attendere un difficilissimo equilibrio fra i soggetti prima elencati.

Il valore di questa collina è enorme perché, anche secondo il giornale israeliano Haaretz, sotto quel colle c’è di tutto.  

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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