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Colle: Letta ed il PD sempre più isolati

Una strategia, quella ad escludendum di Enrico Letta sempre sopportata ma mai condivisa dall’ala riformista del partito ancora legata -sentimentalmente e per sensibilità politica- alla stagione renziana del 40%.

di Daniele Marchetti | 9 Gennaio 2022

La corsa al Colle più Alto si appresta allo sprint ed una domanda sta montando a sinistra: quanto può ancora durare la politica portata avanti da Enrico Letta di chiusura verso Italia Viva e Matteo Renzi?

Sì, perché, di giorno in giorno, appare sempre più evidente come la marginalizzazione del Partito Democratico si identifichi con il niet a Matteo Renzi: unico a sinistra -anche a detta di molti Dem- ad avere una visione ampia ed inclusiva.

Marginalizzazione che rischia di aprire per Italia Viva ed il nascente polo di centro le porte di un’alleanza stabile con il centrodestra.

Non un semplice accordo per l’elezione del prossimo capo dello Stato (che a quel punto, anche per la contrarietà di Italia Viva, difficilmente potrebbe essere Silvio Berlusconi) ma di una alleanza strategica in grado di assicurare lunga vita al Governo Draghi e dall’altro di offrire una proposta politica credibile e forte in vista delle elezioni politiche della primavera 2023.

Anche in questo senso vanno lette le parole di Gaetano Quagliariello quando -rivolto al Nazareno- afferma che sarà difficile ricomporre un quadro politico unitario tra forze che, sulla vicenda Quirinale, si siano trovate su fronti diversi ed opposti.

Una strategia, quella ad escludendum di Enrico Letta sempre sopportata ma mai condivisa dall’ala riformista del partito ancora legata -sentimentalmente e per sensibilità politica- alla stagione renziana del 40%.

Perdere è un conto – si sottolinea nelle fila di Base Riformista – ma decidere scientemente di mettersi fuori della gara è tutto un altro paio di maniche.

E ciò è politicamente inaccettabile oltre ad apparire insensato agli occhi dell’elettorato.

La logica di costringere Matteo Renzi a votare con il centrodestra per poi incolparlo di aver lacerato l’alleanza di centrosinistra – si contesta in buona parte dei gruppi parlamentari – bisserebbe la pessima figura fatta dal partito in occasione della legge Zan: affossata da un calcolo supponente e miope.

Il malcontento nel PD sta raggiungendo livelli da non ritorno, ma il Segretario -sempre più isolato- sembra non mollare. La sua idea è la stessa da tempo: spingere Renzi nelle braccia di Salvini, far scontrare Mario Draghi con Silvio Berlusconi per il Quirinale e tentare, in extremis, il colpo di mano con un terzo nome (non importa chi) oppure decretare la fine della maggioranza, far cadere il governo ed andare alle elezioni nella primavera prossima.

Il tipico gioco, che molti a sinistra definiscono “alla meno!”.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : Editoriale, SituazioneTag: berlusconi, capo dello stato, centrosinistra, draghi, elezioni, elezioni politiche, enrico letta, governo, italia, mario draghi, matteo renzi, partito democratico, pd, renzi, silvio berlusconi

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    9 Gennaio 2022 alle 22:41

    Ei fu. Siccome immobile,
    dato il mortal sospiro,
    stette … immemore
    orbo di tanto spiro

    (Con licenza del Superior)

    Rispondi

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