• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Clara Campoamor e la conquista del suffragio femminile nella Spagna repubblicana

Tra le protagoniste più autorevoli della storia del femminismo europeo del Novecento, Clara Campoamor occupa un posto di assoluto rilievo. Politica, avvocata, scrittrice e attivista spagnola, il suo nome è indissolubilmente legato alla conquista del diritto di voto per le donne nella Spagna della Seconda Repubblica. La sua esistenza rappresenta la testimonianza concreta di una battaglia combattuta con coraggio contro i pregiudizi sociali, le discriminazioni di genere e le resistenze di una società ancora fortemente patriarcale. Attraverso il proprio impegno politico e culturale, Campoamor contribuì in maniera decisiva all’affermazione dei principi democratici, dell’uguaglianza sostanziale e della piena cittadinanza femminile.

di Calogero Jonathan Amato | 30 Maggio 2026

Tra le protagoniste più autorevoli della storia del femminismo europeo del Novecento, Clara Campoamor occupa un posto di assoluto rilievo. Politica, avvocata, scrittrice e attivista spagnola, il suo nome è indissolubilmente legato alla conquista del diritto di voto per le donne nella Spagna della Seconda Repubblica. La sua esistenza rappresenta la testimonianza concreta di una battaglia combattuta con coraggio contro i pregiudizi sociali, le discriminazioni di genere e le resistenze di una società ancora fortemente patriarcale. Attraverso il proprio impegno politico e culturale, Campoamor contribuì in maniera decisiva all’affermazione dei principi democratici, dell’uguaglianza sostanziale e della piena cittadinanza femminile.

Nata a Madrid il 12 febbraio 1888, Clara proveniva da una famiglia della classe media lavoratrice. L’ambiente familiare ebbe un ruolo fondamentale nella formazione della sua personalità e della sua coscienza civile. Il padre, di idee repubblicane e impiegato presso un giornale, trasmise alla figlia una forte sensibilità verso i temi della giustizia sociale, della libertà e della partecipazione politica. La madre, sarta laboriosa e determinata, rappresentò invece un modello di sacrificio e dedizione. La morte prematura del padre sconvolse profondamente la vita familiare e costrinse Clara, ancora giovanissima, a confrontarsi con difficoltà economiche e responsabilità precoci. Per aiutare la madre e contribuire al mantenimento della famiglia, iniziò a lavorare fin da bambina, svolgendo numerosi impieghi: fu sarta, commessa, telefonista e segretaria. Nonostante le difficoltà, non abbandonò mai il desiderio di studiare e di emanciparsi attraverso la cultura.

L’esperienza del lavoro e il contatto diretto con le ingiustizie sociali contribuirono a sviluppare in lei una forte coscienza critica. Clara comprese molto presto come la condizione femminile fosse segnata da profonde disuguaglianze: le donne erano escluse dalla vita politica, limitate nell’accesso all’istruzione superiore e subordinate giuridicamente agli uomini. In una società in cui il ruolo femminile era confinato prevalentemente alla dimensione domestica, Campoamor maturò la convinzione che l’emancipazione delle donne dovesse necessariamente passare attraverso il riconoscimento dei diritti civili e politici.

A ventisei anni iniziò a frequentare gli ambienti culturali e intellettuali di Madrid, avvicinandosi progressivamente al movimento femminista e ai circoli progressisti repubblicani. In quegli anni intraprese gli studi universitari in Giurisprudenza, riuscendo a laurearsi nel 1924. Si trattò di un risultato straordinario per l’epoca, considerando gli ostacoli sociali e culturali che le donne incontravano nell’accesso all’università e alle professioni liberali. Campoamor divenne così una delle prime donne a entrare nell’Ordine degli Avvocati di Madrid, subito dopo Victoria Kent. L’esercizio della professione forense le consentì di confrontarsi concretamente con i problemi dell’ordinamento giuridico spagnolo e con le profonde disparità che colpivano le donne in materia familiare, lavorativa e civile.

La sua attività professionale si intrecciò presto con l’impegno politico. Convinta sostenitrice dei valori repubblicani e democratici, aderì al Partito Radicale guidato da Alejandro Lerroux. Nel 1931, con la proclamazione della Seconda Repubblica spagnola, venne eletta deputata alle Cortes, diventando una delle poche donne presenti nel Parlamento spagnolo dell’epoca. La sua elezione rappresentò un evento di grande valore simbolico, poiché segnava l’ingresso delle donne in uno spazio politico fino ad allora quasi esclusivamente maschile.

All’interno delle Cortes, Clara Campoamor entrò a far parte della Commissione Costituzionale incaricata di elaborare il progetto della nuova Costituzione repubblicana. Fu proprio in questa sede che si svolse una delle battaglie più importanti della sua vita politica: quella per il riconoscimento del suffragio femminile. Il dibattito sul diritto di voto alle donne divise profondamente il Parlamento e la stessa area progressista. Molti politici, anche appartenenti ai partiti di sinistra, ritenevano che le donne spagnole fossero ancora troppo influenzate dalla Chiesa cattolica e dalle tradizioni conservatrici e che, pertanto, il loro voto avrebbe favorito le forze reazionarie.

Tra le oppositrici del suffragio femminile vi furono anche alcune figure femminili di spicco, come Victoria Kent e Margarita Nelken. Kent, pur condividendo l’obiettivo dell’emancipazione femminile, sosteneva che il diritto di voto dovesse essere rinviato fino a quando le donne non avessero acquisito una maggiore autonomia culturale e politica. Campoamor si oppose fermamente a questa posizione, ritenendola profondamente ingiusta e contraria ai principi democratici. Nei suoi celebri interventi parlamentari affermò che non era possibile negare alle donne un diritto fondamentale sulla base di presunte valutazioni di opportunità politica. Per lei, il suffragio femminile rappresentava una questione di giustizia e uguaglianza, non un semplice strumento elettorale.

Le sue parole nelle Cortes entrarono nella storia del parlamentarismo spagnolo. Con straordinaria lucidità e determinazione, Clara Campoamor sostenne che una democrazia autentica non potesse esistere senza la piena partecipazione politica delle donne. Grazie alla sua tenacia e alla forza delle sue argomentazioni, il 1° ottobre 1931 il Parlamento approvò il diritto di voto femminile. La nuova Costituzione repubblicana riconobbe così, per la prima volta nella storia della Spagna, il suffragio universale senza distinzione di sesso.

Questa conquista storica rappresentò una svolta decisiva non soltanto per la Spagna, ma per l’intero movimento femminista europeo. Tuttavia, il successo politico di Campoamor ebbe anche conseguenze negative sulla sua carriera. Dopo le elezioni del 1933, vinte dalle destre, molti avversari politici attribuirono il risultato proprio all’introduzione del voto femminile. Clara Campoamor venne progressivamente isolata all’interno del suo partito e subì un forte processo di emarginazione politica. Nello stesso anno perse il seggio parlamentare, pur ricevendo l’incarico di direttrice generale dell’Assistenza Sociale, ruolo che ricoprì fino al 1934.

Parallelamente alla battaglia per il suffragio, Campoamor portò avanti numerose altre campagne in favore dei diritti civili. Si impegnò per la legalizzazione del divorzio, considerandolo uno strumento indispensabile per garantire la libertà e la dignità delle donne all’interno del matrimonio. Difese inoltre il principio di uguaglianza giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio e si batté contro il delitto di adulterio femminile, norma che colpiva esclusivamente le donne e rappresentava una delle espressioni più evidenti della discriminazione di genere nell’ordinamento penale spagnolo. Si occupò anche della questione della prostituzione, sostenendo la necessità di abolire un sistema che, a suo giudizio, umiliava la dignità femminile e alimentava lo sfruttamento delle donne.

Nel novembre del 1931 fondò l’Unione delle Donne Repubblicane, un’organizzazione nata con l’obiettivo di promuovere la partecipazione politica femminile e di educare le donne all’esercizio dei diritti civici. Attraverso conferenze, dibattiti e iniziative culturali, l’associazione cercò di diffondere una nuova coscienza democratica e di incoraggiare la presenza femminile nella vita pubblica.

Lo scoppio della Guerra Civile spagnola nel 1936 segnò l’inizio della fase più drammatica della vita di Clara Campoamor. La crescente violenza politica e il clima di persecuzione la costrinsero a lasciare la Spagna per timore di rappresaglie. Si rifugiò inizialmente in Francia, dove pubblicò il libro La révolution espagnole vue par une républicaine. In quest’opera analizzò criticamente gli errori e le contraddizioni della Repubblica spagnola, denunciando tanto gli estremismi quanto le divisioni interne che avevano indebolito il progetto democratico. Le sue posizioni critiche contribuirono però ad accentuare il suo isolamento politico anche tra gli esuli repubblicani.

Nel 1937 si trasferì a Buenos Aires, dove visse per circa diciassette anni. In Argentina lavorò come traduttrice, scrittrice e avvocata, pur senza poter esercitare pienamente la professione legale. Nonostante la lontananza dalla Spagna, continuò a dedicarsi alla riflessione politica e alla difesa dei diritti delle donne. Successivamente si stabilì a Losanna, in Svizzera, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Il regime franchista le impedì di rientrare nella sua patria, a meno che non rinnegasse pubblicamente le proprie idee repubblicane e le sue posizioni laiche e femministe. Campoamor rifiutò categoricamente ogni compromesso, scegliendo di restare fedele ai propri principi fino alla fine. Anche durante l’esilio continuò a scrivere e a testimoniare la propria visione democratica della società.

Meno nota ma significativa fu anche la sua appartenenza alla Massoneria. Clara Campoamor fece parte attiva della loggia “Reivindicación” di Madrid, condividendo i valori di libertà, laicità, uguaglianza e progresso che caratterizzavano il movimento massonico dell’epoca.

Morì in esilio a Losanna il 30 aprile 1972. Solo dopo la sua morte le sue ceneri furono riportate in Spagna e sepolte nel cimitero di Polloe, a San Sebastián. Per molti anni la sua figura rimase in parte dimenticata, oscurata dalla dittatura franchista e dalle tensioni politiche del dopoguerra. Tuttavia, con il ritorno della democrazia, Clara Campoamor è stata progressivamente rivalutata come una delle personalità più importanti della storia contemporanea spagnola.

Oggi il suo nome è associato alla lotta per i diritti delle donne, alla difesa della democrazia e all’affermazione dei valori di uguaglianza e libertà. Clara Campoamor viene ricordata non soltanto come la donna che rese possibile il suffragio femminile in Spagna, ma anche come simbolo universale di indipendenza intellettuale, coraggio civile e impegno per la giustizia sociale. La sua eredità continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che si battono contro le discriminazioni e in favore dei diritti umani e della piena partecipazione democratica.

Calogero Jonathan Amato

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Calogero Jonathan Amato

Calogero Jonathan Amato è un giurista. Allievo di Salvo Andò, dove intraprende studi di sistemi giuridici comparati. Coordinatore del Laboratorio di Diritto Costituzionale e Tutor del Dipartimento di Scienze Economiche e Giuridiche dell’Università degli studi di Enna “Kore”. Scrivo per passione, socialista, dirigente regionale del Partito Socialista Italiano con delega alla disabilità e famiglia. Dal 2024 Direttore del blog Guttae Legis e dal 2026, Direttore della Collana Studi di Guttae Legis edita da Aracne editrice.
Aree di interesse: Rapporto fra diritti costituzionali e sistema sociale; dinamiche istituzionali e dell’ordinamento territoriale della Repubblica italiana; sistema di giustizia costituzionale e processo; evoluzione della forma di governo parlamentare in chiave comparata e relazione fra i poteri della Stato; diritto regionale e degli enti locali; legislazione e ordinamento scolastico; diritto islamico.
Collabora con diverse testate, tra cui Avanti! Online, Clessidra2021, e Zarabazà.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti